Pensioni: Quota 41 “per tutti” deve essere nella Legge di Bilancio

A margine della manifestazione dei Gruppi Uniti abbiamo intervistato Luciano Cecchin, rappresentante del gruppo 41 per tutti; ecco il suo parere sulla riforma delle pensioni.

Sabato 29 settembre - presso Piazzale Montecitorio - ha avuto luogo la manifestazione dei Gruppi Uniti durante il quale è stato chiesto al Governo di mantenere la promesse fatte nel contratto Lega-Movimento 5 Stelle, consentendo così l’uscita anticipata dal lavoro tramite Quota 100 - senza paletti - e la Quota 41 per tutti.

In merito a quest’ultima, noi di Money.it abbiamo intervistato il responsabile del gruppo 41 per tutti - Luciano Cecchin - a cui abbiamo chiesto un parere sulle indiscrezioni che circolano in tema di riforma delle pensioni. A tal proposito Cecchin, il quale ha sottolineato che obiettivo della manifestazione è quello di “tutelare gli interessi delle persone che vengono derubate ogni giorno”, ha ricordato che nel contratto di Governo sono state previste tre misure:

  • Quota 41 senza vincoli e senza un ricalcolo contributivo;
  • Quota 100 senza paletti;
  • proroga dell’Opzione Donna.

Misure che “la piazza” si aspetta siano presenti già nella Legge di Bilancio.

Un altro punto su cui i Gruppi Uniti concordano, ma sul quale però non sono ancora arrivate aperture da parte del Governo del cambiamento (tant’è che non è presente nel contratto) è quello di abolire l’adeguamento dei requisiti per la pensione con le aspettative di vita.

A tal proposito Cecchin ci preme a sottolineare che l’adeguamento con le speranze di vita non danneggia solamente i lavoratori ormai prossimi alla pensione, ma anche - anzi, soprattutto - le nuove generazioni visto che i giovani rischiano di andare in pensione molto tardi e con un assegno previdenziale di importo insufficiente per sopravvivere.

Manifestazione propositiva, non di protesta

I rappresentanti dei vari Gruppi, Cecchin compreso, ci tengono poi a precisare che quella che ha avuto luogo sabato 29 settembre a Montecitorio non è stata una manifestazione di protesta contro qualcuno o qualcosa, dal momento che il loro atteggiamento è sempre stato “propositivo”.

Un evento per ricordare all’attuale Governo che le promesse fatte nei mesi scorsi vanno mantenute; a parlare di estensione della Quota 41 per tutti già con la Legge di Bilancio 2019, infatti, sono stati i maggiori esponenti della maggioranza, come Salvini e Di Battista, e per questo adesso gli elettori si aspettano che da quello che si definisce come “Governo del cambiamento” ci siano delle novità in merito.

Le premesse comunque ci sono tutte: il Governo, infatti, ha a disposizione 7 miliardi di euro per rivedere la riforma Fornero, e per questo i Gruppi Uniti sperano che “non ci siano problemi nell’utilizzare queste risorse per fare il bene dei lavoratori” consentendo loro l’accesso anticipato alla pensione.

Quota 41 sì, ma senza penalizzazioni

Con Cecchin poi ci siamo concentrati sul tema della penalizzazione prevista per coloro che accetteranno di anticipare l’uscita dal lavoro con la Quota 100; secondo le indiscrezioni si parla di una riduzione dell’1,5% per ogni anno di anticipo, ipotesi che vede contrari la maggior parte dei lavoratori.

Lo stesso portavoce del gruppo 41 per tutti, infatti, ricorda che già la precedente amministrazione Renzi aveva accettato di eliminare le penalizzazioni per coloro che andavano in pensione all’età di 62 anni; per questo motivo sarebbe “ridicolo” se quello che si definisce come “Governo del cambiamento” facesse “peggio” di quanto fatto dagli ultimi Esecutivi di Centrosinistra.

Questa è la riforma che vogliamo

Cecchin ha concluso la nostra videointervista ribadendo le misure che non dovranno mancare nella riforma delle pensioni che il Governo ha intenzione di attuare: si parte dalla separazione dell’assistenza dalla previdenza, così da far fronte agli impegni che il Governo ha preso in tema di reddito e pensione di cittadinanza (i quali “non possono essere affidati all’Inps”), per poi permettere a tutti coloro che hanno raggiunto 41 anni di contributi di andare in pensione e lasciare il posto di lavoro ai giovani.

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