Pensione di reversibilità: quando spetta al 100%

Antonio Cosenza

15/01/2021

10/02/2021 - 20:41

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Per avere diritto al 100% della pensione di reversibilità è necessario che ci sia una convergenza di fattori; ecco quali.

Pensione di reversibilità: quando spetta al 100%

In questo articolo faremo chiarezza su quando la pensione ai superstiti - conosciuta anche come pensione di reversibilità - ha un importo pari al 100% di quello del trattamento originario.

La pensione di reversibilità è quel trattamento pensionistico che viene riconosciuto in caso di decesso del pensionato ai suoi familiari superstiti. Non sempre, però, l’importo della pensione di reversibilità è pari a quello della pensione del defunto: ai superstiti, infatti, spetta una quota percentuale della pensione del dante causa.

Questa spetta a diversi familiari: ne ha diritto il coniuge, anche se divorziato (ma solo a condizione che questo sia titolare dell’assegno divorzile e che non sia passato a nuove nozze). Spetta anche ai figli minorenni alla data del decesso, come pure ai figli che - indipendentemente dall’età - sono inabili al lavoro e carico del genitore al momento del decesso; ne hanno diritto anche i figli maggiorenni studenti che non prestano attività lavorativa (limite di 21 anni per chi frequenta scuole o corsi di formazione professionale equiparabili a corsi scolastici, o 26 anni per chi frequenta l’Università).

In assenza del coniuge e dei figli, la pensione di reversibilità spetta ai genitori del pensionato, ma a condizione che al momento del decesso di quest’ultimo questi abbiano compiuto i 65 anni di età e non siano titolari di pensione.

Come anticipato, però, spetta una sola quota della pensione di reversibilità, la quale dipende dal numero dei componenti che ne hanno diritto e dal reddito percepito. Per avere diritto al 100% dell’importo percepito dal dante causa, quindi, deve esserci una convergenza di variabili; vediamo quali.

Pensione di reversibilità al 100%: a chi spetta?

Come anticipato, la pensione ai superstiti è pari ad una quota percentuale della pensione liquidata (o che comunque sarebbe spettata all’assicurato deceduto).

Non sempre, anzi è molto difficile che ciò accada, la pensione ai superstiti è pari al 100% del trattamento spettante al dante causa. Ad esempio, infatti, nel caso in cui la pensione di reversibilità spetti al solo coniuge, l’importo di questa sarà pari al 60% del trattamento originario.

Diversamente, spetta l’80% qualora oltre al coniuge ci sia anche un figlio a carico. Affinché il coniuge abbia diritto al 100% della pensione di reversibilità, invece, devono esserci a carico due o più figli. Ma come vedremo di seguito, questa condizione da sola non è sufficiente in quanto è necessario che vengano rispettati anche dei limiti di reddito.

Altra occasione in cui la pensione di reversibilità è riconosciuta al 100% è quella in cui abbiano diritto a pensione soltanto i figli e nel caso in cui questi siano almeno tre. In tal caso, quindi, la pensione di reversibilità sarà pari al 100%, il cui importo verrà distribuito in parti uguali tra i tre figli.

Pensione di reversibilità 100%: quando spetta in base al reddito

Altra condizione da soddisfare, quindi, affinché il nucleo familiare composto da coniuge e almeno due figli a carico possa godere della pensione di reversibilità al 100% è quella legata al reddito. Nel dettaglio, le regole per il cumulo delle pensioni ai superstiti con i redditi del beneficiario prevedono che solamente entro una certa soglia reddituale si possa godere di un trattamento in misura piena.

Diversamente scatterà una riduzione dello stesso.

Per il 2021 i limiti di reddito sono stati comunicati dalla circolare INPS 148/2020, con la quale sono state confermate le soglie del 2020.

Per godere di un trattamento pieno senza alcun taglio i redditi personali di chi percepisce la pensione di reversibilità non devono superare i 20.107,62€.

Superata questa soglia, ma comunque entro un reddito di 26.810,16€ scatta invece una decurtazione del 25% dell’importo, mentre sopra i 26.810,16 ed entro i 33.512,70 il taglio è del 40%. La pensione ai superstiti viene riconosciuta per la metà della quota spettante nel caso di redditi che superano i 33.512,70 euro.

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