Pensione anticipata con la Legge Fornero o utilizzando l’opzione donna cristallizzata anni prima? Un dilemma che potrebbe riguardare tutte quelle lavoratrici che hanno raggiunto il diritto alla pensione con il regime sperimentale negli anni in cui ancora richiedeva i 58/59 anni unitamente ai 35 anni di contributi senza esercitarlo, ma a cui manca poco per raggiungere il pensionamento con l’anticipata prevista dalla Legge previdenziale in vigore.
Non sempre è facile prendere una decisione al riguardo, soprattutto considerando che una volta pensionati non si può tornare indietro rispetto alla scelta fatta. Proprio a questo proposito ci scrive un lettore di Money.it per chiedere un nostro parere al riguardo:
Buongiorno,
La seguo spesso su Money.it per i suoi interventi sempre utili.
Le vorrei chiedere un parere, mia moglie ha 63 anni e attualmente lavora part time. A fine 2019 aveva i requisiti per pensione con la opzione donna 2020 perché per tale data aveva cristallizzato i requisiti.
La domanda è se conviene dal punto di vista dell’ importo attendere due anni e uscire con la Fornero 41anni 10 mesi oppure uscire ora con la cristallizzata 2020 ?
Se pensa che questa domanda sia di interesse generale la può anche rispondere su Money.it .
La ringrazio per l’ attenzione e la saluto formulandole auguri di un buon nuovo anno
Pensione anticipata ordinaria o cristallizzata con opzione donna?
In ogni caso di pensionamento, quello che si deve prendere in considerazione come prima cosa, anche prima dell’aspetto economico, è l’esigenza del lavoratore. Molto spesso chi è ancora in attività sceglie la via della pensione anticipata soprattutto perché non ce la fa più a continuare a lavorare e i motivi possono essere i più disparati: l’attività è diventata pesante con l’avanzare dell’età, sono sopraggiunti impegni di cura familiare che prima non c’erano, si hanno problemi di salute che rendono più faticoso svolgere il proprio lavoro possono essere esempi calzanti.
Scegliere la pensione con l’opzione donna cristallizzata, a mio avviso, non è quasi mai conveniente perché prevede il ricalcolo della prestazione spettante con il sistema contributivo. Questo comporta una perdita dal punto di vista economico per la lavoratrice (perde infatti il calcolo retributivo per gli anni di contributi versati prima del 1996 se a tale data aveva versato meno di 18 anni di contributi oppure perde la stessa modalità di calcolo per i contributi versati fino al 2011 se al 1996 aveva almeno 18 anni di contributi).
Accedere a una tipologia di pensione anticipata come l’opzione donna può avere una convenienza se lo si fa a 58/59 anni perché gli 8/9 anni di prestazione in più che si riceveva vanno, in qualche modo, a compensare la perdita economica mensile, ma scegliere l’opzione donna per anticipare la pensione solo di due anni, come nel caso di sua moglie, non ha un senso perché si va a prendere la stessa penalizzazione (su più anni di contributi versati) avendo come vantaggio un anticipo di soli due anni (che non ammortizzano sicuramente la perdita dal lato economico).
Attualmente la pensione anticipata ordinaria prevista dalla Legge Fornero, quella che richiede per le donne 41 anni e 10 mesi di contributi (per gli uomini un anno di contributi in più) resta la tipologia di pensione più vantaggiosa. Non richiede un limite di età minima per l’accesso e soprattutto non comporta alcuna penalizzazione sul calcolo dell’assegno.
Il consiglio che posso darvi per capire la perdita economica che si avrebbe, oggi, uscendo con l’opzione donna cristallizzata rispetto alla pensione ordinaria tra due anni, è quello di rivolgervi a un patronato per farvi fare, in entrambi i casi, una simulazione sull’importo che la signora verrebbe a percepire. Solo dopo questo passaggio, poi, decidere cosa conviene maggiormente anche in base alla pesantezza del lavoro svolto e alle esigenze di sua moglie.