Pellet, è allarme contraffazioni: ecco a cosa fare attenzione

Giorgia Bonamoneta

17 Luglio 2022 - 18:52

condividi

Scoperta maxitruffa di pellet. Le associazioni dei consumatori danno l’allarme: ecco cosa fare e come capire se il materiale è contraffatto.

Pellet, è allarme contraffazioni: ecco a cosa fare attenzione

52 denunce e un maxi sequestro per pellet contraffatto. I consumatori chiedono il rimborso perché danneggiati dall’acquisto di innumerevoli chili in preparazione dell’inverno. Non è una novità, infatti gli acquisti di pellet spesso riservono delle brutte sorprese e lo stesso segretario nazionale di Codici, Associazione per i consumatori, aveva messo in guardia rispetto alla possibilità di vedere aumentate le truffe con l’aumento della richiesta del pellet.

Neanche la scorsa settimana scrivevamo che per scappare all’aumento del costo del gas molti italiani stavano pensando di passare alle stufe a pellet per l’inverno. La notizia cercava di mettere in guardia però sul possibile aumento del prezzo del pellet per via di diversi motivi, tra cui l’aumento di domanda e la modalità stessa di fabbricazione del pellet. Ai problemi si era poi aggiunto quello delle scorte in esaurimento, visto che c’era chi faceva scorta e, di conseguenza, faceva aumentare ulteriormente il costo.

Proprio per via della mancanza di pellet diverse aziende, produttori, importatore grossisti del settore hanno iniziato a produrre e vendere materiale contraffatto per un totale di oltre 1 milione e mezzo di sacchi.

Attenzione al pellet: maxi sequestro di pellet contraffatto

Con l’aumento del numero di italiani che sono passati al pellet sono aumentati anche i casi di truffa e contraffazione. Spinti ad acquistare prodotti a un prezzo fin troppo appetibile, poiché più basso rispetto alla media del prezzo del pellet ormai in costante aumento, sono state decine le segnalazioni di truffe.

A fronte di un aumento dei consumatori quindi c’è un aumento dei truffatori che cercano di approfittarsi della situazione. Su tutto il territorio italiano la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 5.000 tonnellate di pellet per un totale di 1 milione e mezzo di sacchi. Le denunce sono state 52 scattate per azienda, rivenditori, produttori, importatori e grossisti del settore. Tutti sono stati accusati di contraffazione e frode in commercio. Sono stati anche sequestrati macchinari e impianti industriali per la produzione di pellet illegale.

Allarme pellet: come capire se è contraffatto

Per pellet contraffatto o illegale si intende pellet venduto sul mercato con falsi marchi di certificazione relativi alla qualità e conformità ambientale. GreenMe scrive che la qualità e la sicurezza di un materiale combustibile è importantissimo e ricorda che:

La qualità del pellet e, in generale, dei biocombustibili è un requisito molto importante, anche perché le certificazioni di qualità dei biocombustibili sono oggi richieste a norma di legge per accedere a tutti gli incentivi e le detrazioni sul territorio nazionale: Conto Termico, Superbonus 110%, Ecobonus, Bonus casa (come da disposizioni del D.lgs. 199/2021). – sottolinea a tal proposito AIEL (Associazione Italiana energie Agroforestali) – Anche per queste ragioni, il pellet da riscaldamento è soggetto a specifiche regole finalizzate a garantirne la qualità lungo tutta la filiera produttiva.

Per evitare di incappare in truffe e contraffazione del materiale combustibile è bene conoscere e riconoscere marchi e materiale consono. Un modo semplice per evitare truffe è non farsi ingannare dal prezzo. Al momento il prezzo del pellet al sacco, che corrisponde a 15 kg, si aggira intorno ai 15-20 euro. È un prezzo elevato, poiché l’inflazione, la domanda e la carenza di materiale ne hanno alzato il prezzo.

Trovare un prezzo inferiore, soprattutto se intorno ai 3-5 euro al sacco, ovvero come prima della crisi, deve far presagire che si tratti di una truffa o di un materiale prodotto senza marchi di qualità e sicurezza. Nel caso un consumatore acquisti o trovi un carico contraffatto è tenuto a segnalarlo alla Guardia di Finanza o, in alternativa, alle associazioni per l’assistenza dei consumatori, come la sopra citata Codici.

Argomenti

# Truffa
# Costi