Il Parmigiano Reggiano vale così tanto che Credem lo accetta come garanzia per i prestiti

Alessandro Nuzzo

18 Giugno 2026 - 21:15

Credem da anni usa un particolare modello di credito accettando le forme di Parmigiano come garanzia dei prestiti per le PMI casearie.

Il Parmigiano Reggiano vale così tanto che Credem lo accetta come garanzia per i prestiti

Il Parmigiano Reggiano è uno dei formaggi più amati e consumati al mondo, oltre a rappresentare uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy, soprattutto all’estero. Viene utilizzato in cucina in moltissimi modi: può essere consumato da solo, ma è anche un ingrediente fondamentale per mantecare risotti, arricchire primi piatti e valorizzare numerose preparazioni gastronomiche. Il suo valore economico è così elevato e stabile nel tempo da essere accettato persino come garanzia bancaria per l’ottenimento di prestiti. A portare avanti questo particolare modello di credito è Credem, Credito Emiliano, che lo utilizza fin dal 1953.

L’istituto emiliano concede da decenni finanziamenti alle aziende del territorio accettando in garanzia forme di Parmigiano Reggiano, custodite all’interno di veri e propri caveau blindati. Le strutture sono dotate di sistemi di videosorveglianza, controlli di sicurezza e porte blindate e possono contenere fino a 440.000 forme, distribuite in due depositi situati tra le province di Modena e Reggio Emilia. Il valore complessivo del formaggio custodito supera i 190 milioni di euro. Dietro quello che viene considerato uno dei modelli di credito più originali al mondo, studiato persino all’estero, c’è una ragione molto precisa.

Perché il Parmigiano Reggiano viene accettato come garanzia

Produrre Parmigiano Reggiano richiede tempi lunghi. Non si tratta di una produzione immediata: prima di essere immesso sul mercato, il formaggio deve affrontare una stagionatura minima di 12 mesi, che può arrivare anche a 24, 36 o persino 48 mesi per le forme più pregiate. Nel frattempo i produttori devono sostenere costi elevati legati all’acquisto del latte, all’energia, alla manodopera e alle attrezzature necessarie alla lavorazione. Per una piccola o media azienda casearia attendere uno, due o addirittura tre anni prima di incassare il ricavato della vendita può creare importanti problemi di liquidità.

È proprio qui che entra in gioco il sistema ideato da Credem. Il meccanismo è semplice: i produttori consegnano le proprie forme di Parmigiano Reggiano alla banca, che le custodisce in magazzini specializzati dedicati esclusivamente a questa funzione. In cambio ottengono un finanziamento pari al 70-80% del valore stimato del formaggio. Quando la stagionatura è completata e il prodotto è pronto per essere venduto, il produttore restituisce il prestito e rientra in possesso delle forme. Se invece non riesce a rimborsare il finanziamento, la banca trattiene il formaggio e può venderlo per recuperare il credito concesso.

I magazzini non sono semplici depositi. Temperatura e umidità vengono mantenute costantemente sotto controllo per garantire condizioni ottimali di conservazione e stagionatura. Ogni forma viene inoltre sottoposta a verifiche periodiche da parte di personale specializzato che, attraverso il tradizionale martelletto, controlla l’eventuale presenza di fessure o difetti interni che potrebbero ridurne il valore commerciale.

Dal punto di vista bancario, il Parmigiano Reggiano possiede caratteristiche che lo rendono una garanzia ideale. Il fatturato annuo dell’intera filiera supera i 3 miliardi di euro, la domanda è stabile e in crescita e il rigido disciplinare di produzione garantisce tracciabilità e certificazione di ogni singola forma. Inoltre il valore del prodotto tende ad aumentare con il tempo: il formaggio che stagiona si apprezza anziché deprezzarsi. Per la banca si tratta quindi di una garanzia relativamente sicura rispetto a molti altri asset.

Un modello studiato anche all’estero

Questo modello è stato studiato anche fuori dall’Italia. Ricercatori della Harvard Business School hanno analizzato il caso Credem, citandolo come esempio di come il credito possa essere adattato in modo intelligente alle esigenze di una specifica filiera produttiva. Il risultato non è soltanto un vantaggio per i produttori, ma anche un modo per la banca di partecipare attivamente al processo produttivo, assumendosi la custodia del prodotto e condividendone parte del rischio.

Il Parmigiano Reggiano è così diventato a tutti gli effetti un asset finanziario: un prodotto che si mangia ma che, allo stesso tempo, trova spazio nei bilanci bancari come qualsiasi altro bene di valore stabile e certificato. Non è un caso che Credem si sia evoluta da banca regionale dell’Emilia-Romagna a uno dei principali gruppi bancari italiani, pur mantenendo uno stretto legame con il tessuto produttivo locale. Oggi opera in tutto il territorio nazionale, ma il rapporto con il Parmigiano Reggiano continua a rappresentare uno degli elementi più distintivi della sua identità.

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