Le palestre possono organizzare corsi all’esterno?

Molte palestre hanno deciso di organizzare dei corsi all’esterno della struttura. Ma è davvero consentito?

Le palestre possono organizzare corsi all'esterno?

Molte palestre - per le quali il DPCM del 24 ottobre ha disposto la chiusura - si sono attrezzate con corsi all’esterno. Fin dal giorno successivo all’approvazione del DPCM, infatti, queste hanno deciso di riorganizzare le loro attività organizzando dei corsi a numero chiuso per gli iscritti da svolgere negli spazi esterni alla palestra, oppure nei parchi e nelle spiagge della città.

A tal proposito, ci siamo chiesti quanto una tale riorganizzazione sia effettivamente consentita dal DPCM del 24 ottobre. Da una lettura approfondita del testo siamo arrivati a conclusione che - nel rispetto di alcune norme - queste attività sono consentite dalla legge.

Va detto, però, che da una prima lettura del testo non sembra essere così; vediamo perché.

Palestre: l’attività all’aperto è consentita?

Il DPCM del 24 ottobre ha chiuso palestre e piscine, ma ha tuttavia salvaguardato gli spazi esterni e i parchi. Fare attività sportiva e motoria, quindi, è ancora consentito, seppur nel rispetto delle restrizioni.

Una tale considerazione sembra autorizzare quelle palestre che hanno rivisto le loro attività organizzando dei corsi - riservati a pochi iscritti - che si tengono all’esterno.

Ci sono club sportivi che hanno scelto i loro spazi esterni - come ad esempio il parcheggio della struttura - altri che invece hanno spostato i corsi in parchi e spiagge.

Va detto, però, che l’articolo 1, comma 9 e lettera f, del DPCM del 24 ottobre, con il quale viene disposta la chiusura di palestre e piscine, stabilisce che:

l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e private, sono consentite nel rispetto del distanziamento sociale e senza alcun assembramento.

Qui, si legge che sono consentite solamente le attività generalmente svolte all’aperto; questo sembra impedire lo spostamento di quelle attività che di solito venivano svolte all’interno della palestra all’esterno della stessa.

Se ci dovessimo fermare a questo, quindi, dovremo escludere la possibilità per palestre e club sportivi di spostare le proprie attività dall’interno all’esterno.

Tuttavia, c’è la lettera d dello stesso comma 9 che sembra autorizzare questa nuova organizzazione. Questo, infatti, precisa che l’attività sportiva o motoria all’aperto è sempre consentita presso aree attrezzate o parchi pubblici, purché nel rispetto della distanza interpersonale di almeno 2 metri (per l’attività sportiva) o 1 metro (per l’attività motoria).

Questa disposizione, quindi, è sufficiente per giustificare quelle palestre che hanno deciso di prevedere - laddove il meteo lo permetta - dei corsi all’esterno. Anche se la successiva lettera f genera comunque un po’ di confusione autorizzando le sole attività che solitamente si svolgono all’esterno, nulla sembra vietare lo spostamento di alcune attività di fitness - come ad esempio i corsi di pilates, zumba e yoga - in quei spazi dove - nel rispetto delle distanze - tutto è consentito.

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