Palantir, le mosse del colosso del data mining tra intelligence e geopolitica

Andrea Muratore

9 Novembre 2023 - 09:07

Palantir vale oggi in borsa 40 miliardi di dollari ed è cresciuta del 189% da inizio anno. La nuova frontiera è il business della protezione dei dati sanitari. Il legame con l’intelligence USA.

Palantir, le mosse del colosso del data mining tra intelligence e geopolitica

La crisi globale è in pieno consolidamento tra tempeste geopolitiche, rivalità tra Paesi e “cigni neri” di vario tipo. E quando soffia la tempesta e si agita il caos entrano in scena i timonieri che guidano Stati e istituzioni economiche, aziende e gruppi finanziari a orientarsi. In cambio, ovviamente, di lauti profitti. Si può spiegare così il volo azionario e borsistico di Palantir, la meno nota ma forse più interessante azienda della galassia del big tech Usa.

I conti brillanti delle “pietre veggenti”

L’azienda di data mining di Denver, specializzata in intelligenza artificiale e creazione di modelli di simulazione al servizio di strutture per la sicurezza nazionale e non solo ha brillato nell’ultimo trimestre, e il titolo è volato a Wall Street dopo che Palantir ha annunciato il record di un utile netto di 72 milioni di dollari a fronte di 558 milioni di ricavi tra l’1 luglio e il 30 settembre. “I brutti tempi sono molto positivi per Palantir”, ha spiegato a Forbes il Ceo Alex Karp, che ha ricordato di servire solo entità legate a Paesi occidentali per adattarsi “costruiti per il pericolo”.

Palantir vale oggi in borsa 40 miliardi di dollari ed è cresciuta del 189% da inizio anno. Un ottimo risultato per Karp e per il co-fondatore Peter Thiel, il più “patriota” dei miliardari della Silicon Valley, che una ventina d’anni fa ha intuito la possibilità di lanciare un’azienda destinata a costruire scenari predittivi con un nome evocativo: Il nome Palantir è mutato dal fantasy. Nel mondo di J.R.R. Tolkien, infatti, i Palantir sono “pietre veggenti” capaci di prevedere il futuro. Nomen omen per un’azienda che ha fatto del servizio agli apparati statunitensi, forze armate e intelligence, il suo core business. Palantir usa l’intelligenza artificiale per creare algoritmi predittivi e analizzare dati in forma approfondita.

Palantir e la sicurezza nazionale

Avril Haines, l’attuale Director of National Intelligence dell’amministrazione Usa di Joe Biden, ha lavorato prima della nomina a Palantir in una fase in cui il novero di clienti del gruppo era tale da far venire i brividi: l’Fbi, il Pentagono, il Dipartimento per la Sicurezza Interna hanno chiesto i suoi servizi, a cui si è rivolta anche l’Ice, l’agenzia che monitora l’immigrazione clandestina.

Palantir è stata più volte messa nel mirino per una presunta opacità nel trattamento dei dati e per un approccio che fa prevalere le dinamiche di potere e le strutturazioni geopolitiche sul business: presentando domanda di quotazione alla Sec, la Consob americana, nel 2020, Karp scrisse che Palantir avrebbe lavorato solo con alleati degli Usa rifiutando l’approccio, definito problematico, delle aziende del big tech che hanno stretto accordi con Paesi ritenuti rivali come la Cina. E ora, mentre l’indice S&P 500 attende Palantir, il gruppo si trova a gestire un’ampia congregazione di dati essendo le dinamiche securitarie alla base del suo modello gestionale ormai trasversali anche nel settore privato.

Il fronte sanitario di Palantir

Airbus e Marck & co. affidano da quest’anno a Palantir l’elaborazione dei loro dati a fini securitari. L’azienda ha lanciato una piattaforma di IA conversazionale che mira a rivaleggiare con ChatGpt e sta esplorando il grande campo dell’ibridazione tra sanità e digitalizzazione con la piattaforma Foundry per la gestione dei dati clinici.

“Durante la pandemia sia gli Stati Uniti sia i loro alleati si sono affidati al software Palantir per il tracciamento dei contatti e nell’analisi dei dati sanitari”, ha scritto Chiara Rossi su Startmag. “Ora Palantir sembra la favorita per vincere un contratto da 595 milioni di dollari proprio con l’Nhs, per realizzare il sistema di dati dei pazienti del Regno Unito, uno dei più grandi archivi di dati sanitari al mondo” e anche il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, tramite l’istituzione di ricerca Gemelli Generator Real World Data, ha annunciato una sponda con il gruppo di Denver. Destinato a governare una “miniera” di dati che andrà dalla sicurezza nazionale alla salute pubblica con la forza dei suoi algoritmi. Estraendo valore dal caos geopolitico ma anche dalle dinamiche della salute umana. I nuovi signori degli algoritmi, del resto, prosperano laddove ci sono dati critici da proteggere. E in questa fase convulsa di geopolitica incandescente, guerre ibride e operazioni coperte, dal cyber all’intelligence, il perimetro di tali dati si va sempre più espandendo.