A Roma la casa si potrà pagare in bitcoin

A Roma sarà presto possibile comprare casa pagando interamente in bitcoin: restano, tuttavia, i problemi legati alla normativa antiriciclaggio.

A Roma la casa si potrà pagare in bitcoin

La Barletta Costruzione è il primo gruppo immobiliare al mondo ad offrire l’opportunità̀ di acquistare un appartamento interamente in bitcoin.

La società è una costola del Gruppo Barletta, fondato negli anni 50 da Raffaele Barletta, che nell’arco di più di sessant’anni di attività ha realizzato migliaia di progetti residenziali pubblici e privati nel Centro Italia.

Il progetto immobiliare prevede la realizzazione di un eco-building ispirato alla sostenibilità e al futuro, composto da 123 appartamenti nello storico quartiere San Lorenzo di Roma, di diverse metrature e prezzi, dai monolocali agli attici ai locali commerciali, sul mercato ad ottobre 2018.

Comprare casa in bitcoin a Roma

Acquista in bitcoin e risparmia migliaia di euro sull’acquisto della prima casa”, è lo slogan della società per incentivare l’utilizzo di questa forma di pagamento per la prima volta nel settore immobiliare.

Oltre alla possibilità di accettare di ricevere il prezzo in criptovaluta, infatti, la società offre sconti consistenti sull’acquisto della prima casa, garantiti dall’accollo da parte del venditore dei costi notarili e delle commissioni di agenzia che, a seconda del taglio dell’immobile, possono oscillare tra i 15.000 e i 45.000 euro per singola transazione.

Siamo la prima società immobiliare al mondo che vende in bitcoin e abbiamo deciso di farlo per tre ragioni: crediamo nei bitcoin; possiamo perché l’Agenzia delle Entrate italiana è una delle poche in Europa a riconoscere la criptovaluta; ci sono centinaia di giovani possessori di bitcoin, milionari, che potrebbero decidere di investirne una piccola parte in una casa”,

aveva dichiarato Paolo Barletta, Ceo del gruppo, in un’intervista rilasciata nel 2017 al momento del lancio dell’iniziativa.

Sebbene la società non abbia diffuso informazioni specifiche a riguardo, si può immaginare che la compravendita avverrà comunque utilizzando come valuta l’euro, convertito in bitcoin sulla base del cambio, ad una data che potrebbe essere quella del rogito o una precedentemente concordata dalle parti per contenere il rischio legato all’estrema volatilità dello strumento.

Resta il problema antiriciclaggio

Restano aperte tutte le questioni legate ai controlli antiriciclaggio, considerato che una operazione immobiliare compiuta in bitcoin potrebbe esporre ad una segnalazione di operazione sospetta da parte del notaio rogante, in linea con quanto affermato dal Consiglio Nazionale del Notariato con la risposta al quesito n. 3-2018/B.

In quella sede in Notariato ha preso una posizione netta sui delicati problemi delle criptovalute e della tracciabilità dei pagamenti in bitcoin nell’ambito di un’operazione di compravendita immobiliare, ponendo l’accento sui limiti della corretta individuazione e verifica dell’autore del pagamento.

Le criptovalute, infatti, sebbene siano “tracciabili in senso informatico”, non consentono una puntuale “identificazione” del soggetto che pone in essere l’operazione, perché il sistema si fonda sulla “mera verifica di credenziali informatiche”.

Da qui il rischio di una segnalazione all’UIF.

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