Osservatorio BTP, Fitch non aiuta e i rendimenti salgono. Ecco quali sono i titoli più generosi

Lorenzo Raffo

27 Settembre 2025 - 14:25

La promozione del rating era già scontata e quindi inglobata nei prezzi: inizio di settimana in tensione, con gli yield che si ricollocano verso l’alto. La classifica dei più elevati.

Osservatorio BTP, Fitch non aiuta e i rendimenti salgono. Ecco quali sono i titoli più generosi

Ci si poteva aspettare che la promozione di Fitch in relazione al rating italiano (salito a BBB+ con outlook stabile) avesse effetti positivi sulle quotazioni dei Btp. Invece l’inizio di settimana si è caratterizzato per una loro discesa, sebbene contenuta.

Quanto è più significativo sta nel fatto che lo yield del decennale è tornato sopra il 3,5%, barriera decisiva per definire rialzi o ribassi dei titoli di Stato italiani. In questo contesto riteniamo inutile riproporre la tradizionale tabella con i riferimenti grafici: non apporterebbero nulla di nuovo rispetto alla settimana scorsa.

La classifica di chi rende di più

Meglio invece fare il punto su quali Btp guidano la graduatoria degli yield. Su questo fronte qualche novità c’è.

1°) Ha debuttato da poco ma si è già imposto in testa alla lista dei più remunerativi: si tratta del Btp 4,65% 2055 (Isin IT0005668238), che fra i trentennali svetta appunto come rendimento (4,55% lordo) ma che – un po’ sorprendentemente – non decolla invece negli scambi, ancora superato dai suoi rivali 2053 e 2054. All’inizio si poteva pensare che il mercato non lo avesse acquisito quale “benchmark” del rendimento assoluto a causa del recente debutto – e quindi di una scarsa conoscenza – ma con il passare dei giorni ci si è resi conto di come gli acquisti non abbiano preso il volo. In media si tratta di circa 100/150 contratti al giorno, con un importo medio sui 10/15 milioni di euro.

2°) Ecco come i numeri confermano le incertezze rispetto al 2055: il poco più corto Btp 4,3% 2054 (Isin IT0005611741) è infatti leggermente indietro come rendimento a scadenza, con un 4,51%, mentre in termini di scambi lo supera di netto. Ieri è arrivato a quasi 70 milioni di euro, con un controvalore giornaliero che si attesta anche sui 100 milioni di euro. I 4 pb di yield in più giustificherebbero un sorpasso del 2055 ma c’è un ostacolo, rappresentato dalla favorevole quotazione sotto 100 (sui 97,2/97,4 euro) rispetto ai 102 del “rivale”.

3°) Il podio si chiude con il Btp 4,5% 2053 (Isin IT0005534141), attestato a un rendimento del 4,48%, dalla quotazione che si muove fra i 100 e i 102 euro. Anche in questo caso – come per il 2055 – gli scambi calano, collocandosi quasi sempre sotto i 1.000 ogni giorno. Nelle ultime sedute sono però scesi spesso sotto i 500 contratti giornalieri.

Una considerazione si impone: il fatto che da tempo i rendimenti non si muovano riduce inevitabilmente le contrattazioni di questi trentennali, prevalentemente gestiti dalle negoziazioni algoritmiche.

4°) Fuori dai gradini del palco dei “best yields” si colloca uno dei due extralunghi fra i Btp: a sorpresa non è il 2072, che negli ultimi giorni è scivolato indietro, ma il Btp 2,8% 2067 (Isin IT0005217390), “eroe” dei tempi che furono. Quando, infatti, il 2072 e i trentennali non erano ancora entrati in gioco spettava a lui guidare la classifica degli scambi e spesso anche quella dei rendimenti. Ora – sotto questo profilo – si situa al 4,45% e pure dal punto di vista dei contratti è indietro: mediamente sotto i 400 al giorno, con poche puntate rialziste. Gli dedichiamo un po’ di attenzione in più sotto il profilo grafico, proprio perché apparentemente dimenticato. Da fine febbraio ha rotto al ribasso la media mobile a 200 periodi, con un segnale di debolezza che solo il ritorno nell’area dei 73 euro annullerebbe contro i 69/70 del contesto attuale.

5°) Qui scendiamo fra i titoli con scadenza nel decennio 2040. Al quinto posto della classifica dei rendimenti si colloca infatti il Btp 3,85% 2049 (Isin IT0005363111), con un rendimento del 4,32%, quindi indietro rispetto ai migliori. Anche in questo caso la quotazione in corso (sui 93,4 euro) si posiziona sotto la media a 200 ma di poco. Decisamente contenuti gli scambi, attestati fra i 200 e i 400 al giorno.

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