Osservatorio BTP, ecco come fronteggiare la stagflazione con 4 BTP e 1 OAT

Lorenzo Raffo

14/04/2026

Di nuovo quotazioni in discesa. Incertezze però se prevarrà l’inflazione o la stagnazione economica. Analizziamo 4 BTP e 1 OAT francese fra i più trattati sul secondario.

Osservatorio BTP, ecco come fronteggiare la stagflazione con 4 BTP e 1 OAT

Il rendimento del decennale italiano è risalito di nuovo poco sotto il 3,9%. Il massimo del quasi il 4,1% di fine marzo resta relativamente lontano, non tanto come distanza ma più che altro per la presenza della resistenza del 4%, che da un punto di vista psicologico rappresenta una barriera importante.

Nell’ultimo periodo è stata rotta al rialzo solo a marzo, con un movimento però celere, caratterizzato da una veloce ridiscesa sotto appunto la cifra tonda. Vediamo allora la situazione grafica prima di spiegare cosa sta accadendo.

Yield del 10 anni (apertura 13/4/2026) 3,905%
Trend yield nell’ultimo mese Altalenante nella forchetta 3,7%-4,1%
Forchetta yield su un anno Minimo 3,27% - Massimo 4,14%
Attuale posizionamento Distanza dal massimo 4,8%
Resistenze dello yield (in presenza di ribasso delle quotazioni) 4,20% e 4,47%
Supporto dello yield (in presenza di rialzo delle quotazioni) 3,50% e 3,08%
Future Btp long term scadenza giugno 2026 (apertura 13/4/2026) 116,97
Prima resistenza del future 118,7
Primo supporto del future 115,9
Media mobile a 200 sedute (riferita al future) 120,36

Cosa si evidenzia?

  • uno spostamento verso l’alto del rendimento del decennale, quindi maggiore debolezza delle quotazioni, malgrado la volatilità delle ultime sedute;
  • la distanza dai massimi di periodo sempre del rendimento si sta riducendo;
  • il distacco rispetto alla media mobile a 200 periodi nel caso del future – dopo la rottura al ribasso il 5 marzo scorso – si è accentuato.

Tutti segnali quindi di debolezza per i BTP.

Inflazione ma non solo

Il nervosismo dell’obbligazionario in genere e soprattutto dei titoli di Stato dipende da due motivi:

  • inflazione che sale
  • i dubbi di recessione economica.

Tradotto in parole semplici questa situazione si esprime con il concetto di stagflazione, contesto peculiare in cui convivono crescita dei prezzi (inflazione) e stagnazione economica (recessione), rappresentando uno scenario economico particolarmente complesso.
Cosa possono fare le Banche centrali in questo contesto?
Mentre l’inflazione al rialzo spinge le autorità a raffreddare l’economia, il rischio è di innescare una recessione. La gestione di questi due fenomeni richiede un delicato equilibrio tra controllo dei prezzi e sostegno alla crescita economica. Dirlo a parole è facile ma applicarlo concretamente è difficile.

Altrettanto arduo appare il gestire un portafoglio obbligazionario, spinto al ribasso da un lato dall’inflazione ma dal lato opposto reso irrequieto dagli effetti di una politica monetaria restrittiva. La teoria consiglia di esporsi così su bond inflation linked e su bond a tasso fisso a breve scadenza. Il problema è che il nervosismo porta il mercato a fare scelte talvolta poco razionali. La settimana scorsa si sono riacquistati tassi fissi sia sul fronte governativi sia su quello corporate, perché all’improvviso si è guardato più alla componente recessiva che a quella inflazionistica. Per poi correggere la scelta e tornare a venderli.

Cinque titoli sotto analisi

Vediamo allora un po’ di storie specifiche.

Il BTP 2,15% 2072 (Isin IT0005441883) si è di nuovo allontanato dai 59 Eur, innestando una veloce retromarcia verso i 57 Eur ma i segnali grafici sono stati contraddittori, confermando l’incertezza di cui si è detto. Un rimbalzo sarà possibile solo sopra i 59 Eur e ancor più oltre i 62 Eur, livello dove il trend ribassista sarebbe annullato.

Il BTP 4,3% 2054 (Isin IT0005611741) è molto seguito perché quota poco sopra i 95 Eur, con la conferma che sono prevalentemente le sedute in rosso a prevalere su quelle in verde. Qui va monitorato il supporto dei 93,8 Eur, mentre un’effettiva inversione rialzista si manifesterebbe prima sopra i 100 Eur e poi oltre i 102 Eur, target al momento improbabili.

Passando sul fronte dei titoli stranieri, il Oat 0,5% 2072 (Isin FR0014001NN8), campione di altissima duration (32,7), si muove in un’area di lateralità, dimostrando di essere molto direzionale al suo interno sia nei rialzi sia nei ribassi, ovvero con trend all’insù e all’ingiù che durano vari giorni, fornendo un’indicazione precisa del sentiment degli investitori. È successo all’insù a febbraio e all’ingiù da inizio aprile. Attenzione al supporto sui 25 Eur, mentre una riaccelerazione si concretizzerebbe soltanto sopra i 27-28 Eur.

Intanto si avverte molto interesse per le scadenze corte, come già detto. Sul fronte BTP due i titoli più seguiti negli ultimi giorni:

  • BTP 2,8% Dicembre 2028 (Isin IT0005340929): si caratterizza per volumi significativi quando i timori inflattivi tornano a evidenziarsi, salendo sopra o scendendo sotto i 100 Eur. Oggi si è vista un’apertura sui 99,9 Eur, con una struttura grafica ribassista.
  • BTP 4,1% Febbraio 2029 (Isin IT0005566408): quota non di poco sopra 100 Eur, con apertura oggi a 103,2 Eur. La cedola elevata giustifica questa scelta degli investitori, che punterebbero addirittura ad acquistare sui 102 Eur, in realtà mai stati toccati negli ultimi mesi. Occorre ricordare che nel 2023 – in un contesto di politica monetaria certamente diversa dall’attuale – scese sotto i 100 Eur, con fortissimi volumi in acquisto.

C’è altro? Ci sarebbe tanto altro ma lo rinviamo a una successiva analisi.

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