Orrore in Crimea: entra in un college armato e uccide 17 persone

In Crimea uno studente è entrato armato di fucile nella sua scuola uccidendo 17 persone e ferendone almeno 50 prima di togliersi la vita. Probabile anche l’esplosione di un ordigno nell’edificio

Orrore in Crimea: entra in un college armato e uccide 17 persone

Orrore in Crimea.
Uno studente appena diciottenne è entrato nella sua stessa scuola - un istituto professionale nella città di Kerch - imbracciando un fucile e sparando all’impazzata su alunni, insegnanti e personale scolastico.
Ha ucciso 17 persone e ne ha ferite almeno 40 prima di togliersi la vita.

Il ragazzo - che si chiamava Vladislav Roslyakov e frequentava il quarto anno - ha scelto come principale teatro del suo attacco la mensa, proprio nel corso dell’orario di maggiore frequentazione dello spazio.

Le prime voci che parlavano di un possibile attacco terroristico, teorizzato soprattutto sulla scia dell’esplosione di un ordigno (circostanza ancora non accertata), sono state quasi subito smentite, e la polizia russa ha riferito di indagare sul caso etichettandolo come omicidio.

Orrore in Crimea: studente fa fuoco in mensa

È stato il governatore della Crimea, Sergei Aksyonov, a rendere nota per primo l’identità dell’omicida, studente dello stesso istituto teatro del massacro e residente della città di Kerch. Aksyonov ha anche confermato che il giovane ha poi rivolto l’arma - un fucile da caccia - contro se stesso.

Il suo corpo senza vita è stato ritrovato nella biblioteca della scuola, al secondo piano. L’agenzia giornalistica russa Itartass ha parlato di un bilancio delle persone colpite ancora in corso di accertamento, con i circa 40 feriti contati fino ad ora destinati sicuramente a salire.

Secondo i media russi al momento la maggior parte dei feriti identificati sono adolescenti, mentre non è stato diffuso ancora nulla di ufficiale per quel che riguarda i morti.

Lo studente ha agito da solo e secondo gli inquirenti sarebbero già al vaglio le immagini della sparatoria e del successivo suicidio, che raffigurerebbero un ragazzo biondo, con un fucile da caccia tra le mani e parte del volto coperto grazie al cappuccio scuro della felpa che ha indosso.

“Oltre 200 militari e circa 10 mezzi pesanti sono stati inviati a Kerch su ordine del comandante delle forze armate del distretto, per aiutare i servizi di emergenza della città a ripulire le macerie provate dall’esplosione”,

è quanto reso noto in un primo momento da fonti investigative del Paese, che evidenziavano quindi la possibile esplosione di un ordigno.

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