Oro VS argento, la scelta di portafoglio migliore da fare con febbre prezzi

Laura Naka Antonelli

24/03/2025

Oro e argento: da un lato il bene rifugio che prezza l’incertezza dei dazi Trump, dall’altro lato il metallo che si distingue per altri motivi. Focus sul ratio chiave.

Oro VS argento, la scelta di portafoglio migliore da fare con febbre prezzi

Se i prezzi dell’oro hanno continuato a correre, anche quelli dell’argento non hanno scherzato.

Oggi i contratti spot sull’oro oscillano attorno alla soglia di $3.024 l’oncia, mentre i futures sul metallo prezioso viaggiano nei pressi di $3.030 l’oncia.

I rialzi delle quotazioni dell’oro, sottolineano gli analisti, si spiegano in parte con la debolezza del dollaro USA: di fatto il Dollar Index, sebbene poco mosso, dall’inizio del mese di marzo ha perso il 3,4%, rendendo in questo modo i prezzi del metallo giallo meno costosi per gli acquirenti stranieri, e alimentando dunque i buy.

Vero marker mover dei prezzi dell’oro è il contesto di incertezza globale che, si spera, verrà diradato quando dalla seconda amministrazione di Donald Trump arriveranno chiarimenti sull’imposizione dei dazi. Venerdì scorso il presidente degli Stati Uniti ha lasciato supporre la presenza di un margine di flessibilità su quei dazi reciproci che ha intenzione di imporre contro diverse economie del mondo a partire dal prossimo 2 aprile, in quella che ha chiamato Giornata della Liberazione per l’America.

Proprio a proposito di dazi, in queste ultime ore è arrivata la notizia relativa alla decisione dell’amministrazione USA di imporre tariffe del 25% a tutti i Paesi che importano petrolio dal Venezuela: non proprio una dimostrazione di grande flessibilità. Detto questo, il momento di grande incertezza è destinato a continuare, a tutto vantaggio dei prezzi dell’oro, che beneficiano in generale dei momenti di avversione al rischio e di incognite sulla direzione futura dell’economia globale, così come anche delle tensioni geopolitiche. Ma qualcuno suggerisce di non ignorare neanche la corsa che è stata riportata, in questo ultimo anno, dai prezzi dell’argento, per creare il portafoglio ideale, che sia esposto ai due metalli preziosi.

Oro VS argento: prezzi in rally su base annua per entrambi i metalli

Se su base annua i prezzi dell’oro sono volati di oltre il 40%, schizzando anche al di sopra della soglia psicologica dei 3.000 dollari l’oncia, nello stesso arco temporale, le quotazioni dell’argento hanno guadagnato quasi il 34%.

Alla base della corsa dell’argento, ci sono fattori di natura prettamente fondamentale, che si rifanno alla relazione tra la domanda e l’offerta: per il quinto anno consecutivo, la domanda di argento dovrebbe infatti superare l’offerta.

Per il 2025, gli analisti prevedono una domanda pressocché stabile, pari a 1,20 miliardi di once, a fronte di una offerta globale che dovrebbe salire del 3% nell’anno, volando ai massimi degli ultimi 11 anni, a 1,05 miliardi: un livello comunque inferiore rispetto a quello della domanda e una situazione, dunque, a favore dei prezzi.

L’argento rimane un metallo molto richiesto in quanto materia prima necessaria per diversi comparti industriali, in modo particolare per l’economia green.

Ora, per capire se ci siano ulteriori margini al rialzo per i prezzi dell’argento, può essere di aiuto il rapporto tra i prezzi dell’oro e i prezzi dell’argento, ovvero il Gold-Silver Ratio, che indica in sostanza il numero di once di argento necessarie per riflettere lo stesso valore di una oncia di oro.

Il trend del rapporto tra l'oro e l'argento Il trend del rapporto tra l’oro e l’argento Occhio al grafico: in evidenza il ratio decisamente più alto rispetto alla media storica. Cosa significa. (Fonte Google Finance).

Questo rapporto ha riportato una crescita significativa a partire dalla fine degli anni 80, quando in media era pari a 70:1.

Oggi, il ratio si aggira attorno a quota 91:1, a fronte di prezzi dell’argento che viaggiano attorno a quota $33 e prezzi dell’oro che sono pari invece a $3.030, dopo aver testato il record della storia a quota $3.057,21 l’oncia la scorsa settimana, volando dall’inizio del 2025 di oltre il 15%.

Oro: da inizio marzo +6%, al record 16 volte dall’inizio del 2025

La corsa dell’oro è impressionante, se si considera che le quotazioni sono reduci da un rialzo che va avanti da tre mesi consecutivi e che, soltanto dall’inizio di marzo, hanno guadagnato il 5,9%: i prezzi hanno segnato inoltre nuovi massimi storici per ben 16 volte dall’inizio del 2025, incluse quattro volte in cui hanno superato la soglia di $3.000 l’oncia.

Di conseguenza, stando all’esperto dei mercati Sunil Dhawan, sia l’oro che l’argento potrebbero entrare a far parte di un portafoglio di investimenti di lungo termine a 5,10 e 15 anni, con il rapporto oro-argento che potrebbe essere utilizzato per capire di volta in volta se sia il caso di puntare più sull’argento o sull’oro.

Nella situazione attuale, con il ratio che viaggia ben al di sopra della sua media di lungo termine, i messaggi possono essere due: o i prezzi dell’oro sono troppo alti, oppure i prezzi dell’argento sono sottovalutati.

Di conseguenza, non sarebbe una mossa bizzarra vendere un po’ di oro per acquistare argento. Detto questo, le previsioni sui prezzi dell’oro continuano a essere bullish.

Interpellato dalla CNBC Ross Norman, analista indipendente, ritiene che le quotazioni del bene rifugio per eccellenza, nel breve termine, possano salire anche fino a $3.150 l’oncia, mentre Zain Vawda, analista di mercato presso MarketPulse di OANDA, ha detto che, “senza una soluzione chiara a queste incertezze, la domanda (di oro) dovrebbe rimanere elevata nel breve termine ”.