L’oro scivola ai minimi da due mesi. La scommessa su un nuovo rialzo Fed a ottobre affonda il metallo giallo

Ufficio Studi Money.it

29 Settembre 2026 - 17:54

Lunedì l’oro è crollato fino al 4% intraday ai minimi da quasi due mesi, sotto i 4.150 dollari l’oncia, mentre i mercati prezzano una probabilità del 70% per un nuovo rialzo dei tassi Fed a ottobre. Il metallo prova a recuperare terreno martedì, ma resta oltre il 25% sotto il record storico di gennaio.

L’oro scivola ai minimi da due mesi. La scommessa su un nuovo rialzo Fed a ottobre affonda il metallo giallo

L’oro ha vissuto la sua peggiore seduta da settimane lunedì, con il prezzo spot sceso fino al 4% in intraday a 4.111 dollari l’oncia, il livello più basso dal 5 agosto. Il metallo ha chiuso la giornata a 4.131 dollari, in calo del 3,8%, mentre l’argento è arretrato ancora di più, del 5%, a 61,02 dollari l’oncia. Martedì l’oro prova a recuperare terreno, tornando sopra quota 4.160,91 dollari al momento della scrittura, ma il quadro di fondo resta lo stesso di lunedì.

Perché il prezzo dell’oro è in discesa

Il denominatore comune della frenata è la scommessa dei mercati su un ulteriore rialzo dei tassi della Federal Reserve. I mercati prezzano una probabilità di circa il 70% per un nuovo aumento di un quarto di punto alla riunione di ottobre.

La prospettiva di tassi più alti ha spinto il rendimento del Treasury decennale Usa al 5,23-5,25%, il livello più alto dal 2007, e l’indice del dollaro (Dxy) verso un massimo da due mesi, in area 101,2-101,3 punti. Un dollaro più forte e rendimenti reali più alti rendono meno attraente detenere un asset che, come l’oro, non paga interessi.

«I nuovi massimi pluridecennali nel costo del debito Usa hanno finalmente fatto cedere il prezzo dell’oro»,

ha dichiarato Adrian Ash, responsabile della ricerca di BullionVault, citato da Reuters.

A completare il quadro ci sono un calo delle posizioni nette lunghe sull’oro dei money manager ai minimi da fine luglio, deflussi modesti dagli Etf sull’oro (1,6 tonnellate) e una domanda fisica cinese più debole alla vigilia della settimana di vacanza di inizio ottobre, con i premi sul mercato locale scesi vicino allo zero.

Da record storico a correzione di oltre il 25%

Il calo di questi giorni va letto dentro una traiettoria più ampia. L’oro aveva toccato un massimo storico di 5.589 dollari l’oncia il 28 gennaio 2026, al culmine di una corsa che aveva visto il metallo segnare circa un nuovo record a settimana per gran parte del 2025.

Da allora l’oro ha imboccato una traiettoria discendente, interrotta da rimbalzi temporanei. A inizio agosto, quando il prezzo era già sceso di circa il 28% dal picco, Deutsche Bank indicava un «fair value» di fine anno a 4.700 dollari, scommettendo su una ripresa. A metà settembre il metallo aveva già incassato una terza settimana consecutiva di ribassi alla vigilia della riunione Fed del 16-17 settembre. Ai livelli attuali, intorno ai 4.150-4.180 dollari, l’oro resta sotto il target di Deutsche Bank e oltre il 25% sotto il massimo di gennaio.

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