Oro sotto i $2.000, occasione di investimento o inizio del crollo?

Redazione Finance

14 Febbraio 2024 - 18:26

Il prezzo dell’oro continua a diminuire mentre il mercato sconta un ritardo nei tagli dei tassi, a seguito di un dato sull’inflazione che ha superato le aspettative. Cosa possiamo aspettarci ora?

Oro sotto i $2.000, occasione di investimento o inizio del crollo?

Il mercato continua a riflettere l’attesa di un rinvio dei primi allentamenti della politica monetaria da parte della Federal Reserve; ciò si osserva tanto nel comportamento del mercato obbligazionario quanto in quello valutario. Anche il mercato delle materie prime, inclusa la sezione dei metalli preziosi, non fa eccezione.

Merita un’attenzione particolare l’oro, che ha recentemente superato al ribasso la significativa soglia tecnica e psicologica dei $2000. Alla luce delle politiche monetarie annunciate dalle banche centrali e dell’andamento dei mercati, quali aspettative possiamo formulare riguardo l’evoluzione del prezzo dell’oro?

Inflazione USA in aumento, cosa significa questo per i mercati?

Il recente dato sull’inflazione statunitense, pubblicato martedì, ha delineato uno scenario preciso per i mercati: l’attesa di un rinvio dei primi tagli ai tassi d’interesse da parte della Federal Reserve.

L’indice dei prezzi al consumo ha registrato un incremento dello 0,3% a gennaio, superando le previsioni degli analisti. Di conseguenza, su base annua, l’inflazione ha chiuso il 2023 con un valore del 3,1%, oltre le aspettative che si attestavano al 2,9%.

Seguendo la pubblicazione del CPI statunitense e consultando il FedWatch Tool del CME, emerge un quadro ancora più definito: per la prossima riunione del FOMC, si registra una marcata inclinazione verso il mantenimento dei tassi d’interesse al livello attuale, tra 525 e 550 punti base. Tale probabilità è cresciuta in seguito alla diffusione dei dati sull’inflazione di martedì.

In che modo questo influenza l’andamento del prezzo dell’oro?

È ragionevole interrogarsi sull’impatto che tali evidenze possono avere sul prezzo dei diversi asset presenti sul mercato. Inizialmente, si è osservato un marcato rafforzamento del dollaro, come indicato dall’indice DXY, che appare in rotta verso il traguardo dei 105 punti. Parallelamente, si registra un incremento dei rendimenti dei Treasury, il quale esercita un effetto negativo sui prezzi dei titoli obbligazionari. L’S&P 500 sembra intenzionato a chiudere una prima settimana in rosso, dopo una lunga sequenza di rialzi.

Passando al mercato delle materie prime, va osservato che, in generale, un rafforzamento del dollaro tende a non favorire tale settore, inclusi i metalli preziosi. Inoltre, l’oro, considerato una «riserva di valore», perde attrattiva sul mercato all’aumentare del valore del dollaro, poiché il suo costo in termini relativi cresce. Questo comporta anche un aumento del costo opportunità, soprattutto perché i rendimenti dei Treasury sono in ascesa.

Gold: uno sguardo al grafico

Così, il prezzo dell’oro è sceso nuovamente al di sotto della significativa soglia tecnica e psicologica dei $2000, in un contesto caratterizzato da un’intensa attività di vendita sugli oscillatori. Questo calo ha preso avvio in seguito alla rottura dei precedenti massimi del prezzo del metallo prezioso, in un periodo di marcata euforia. Inizialmente percepito come un modesto ritracciamento, il calo si è accentuato quando determinati livelli tecnici, come i massimi precedenti, non sono stati mantenuti.

Gold, 1D Gold, 1D Grafico a candele giornaliere dell'oro. Fonte: teletrader.com