Per il 2026 in arrivo molte città italiane hanno proibito i fuochi d’artificio. Ecco dove e quando.
Per la fine dell’anno milioni di italiani non aspettano altro che i fuochi d’artificio. Colorati e scenografici, ma pure rumorosi e inquinanti, gli spettacoli pirotecnici faranno parte dei festeggiamenti anche per l’arrivo del 2026. Come molti anni a questa parte, tuttavia, ci sono precise regole da rispettare per divertirsi quanto possibile in sicurezza. Oltre al buon senso e alle sempre valide norme che ordinano questo genere di eventi, sarà importante tenere conto dei divieti.
Molte città italiane hanno infatti deciso di vietare completamente i fuochi d’artificio in alcuni orari precisi, per contenere questo tipo di festeggiamenti e le conseguenze che possono portare. Per garantire una gestione ottimale dell’ordine e della sicurezza pubblica diversi sindaci hanno emanato delle ordinanze specifiche riguardanti il Capodanno, così che le celebrazioni possano essere serene e godibili per tutti.
Di conseguenza, sarà per tanti un Capodanno senza botti, pena le salate multe previste dai divieti comunali. Vediamo quindi quali sono le principali novità per questo 31 dicembre 2025, invitando comunque a consultare gli avvisi del proprio Comune di riferimento per maggiori indicazioni.
Torino, Treviso, Salerno, Napoli, Capri e Messina
Il sindaco di Venaria Reale (Torino) ha vietato i fuochi d’artificio per tutti i giorni a rischio, vale a dire dal 30 dicembre 2025 al 3 gennaio 2026. Non ci sono orari in cui i fuochi sono ammessi in queste giornate, fatta eccezione per i sempre consentiti articoli pirotecnici di categoria F1. Il Municipio, memore del triste incidente del Capodanno passato, invita comunque la cittadinanza tutta a festeggiare con senso di responsabilità.
Ancora più severo il sindaco di Treviso, che ha vietato i botti dal 31 gennaio 2025 fino al 7 gennaio 2026 su tutto il territorio comunale, considerando il rumore dei fuochi d’artificio un pericolo per la salute pubblica. Le persone più fragili, bambini e anziani, come pure gli animali domestici e selvatici sono al primo posto nei festeggiamenti trevigiani. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Roccadaspide (Salerno), che vieta i fuochi d’artificio sino all’Epifania con un’ordinanza informativa ma incisiva: sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.
Napoli ha vietato i fuochi nelle aree dei festeggiamenti, mentre i sindaci di Capri e di Anacapri hanno previsto lo stop totale dei botti addirittura dal 20 dicembre al 6 gennaio, pena sanzioni fino a 500 euro. Una severità che trova concorrenza soltanto a Messina, dove i botti sono vietati dal 10 dicembre al 10 gennaio.
Roma, Firenze, Benevento, Milano, Certaldo, Empoli e Imperia
Altre città, inclusa la Capitale, hanno scelto divieti precisi per il Capodanno. A Roma sono vietati i fuochi d’artificio, insieme a vario materiale esplodente, dalle 00:01 del 31 dicembre 2025 alle 24:00 del 6 gennaio 2026. Anche il sindaco Gualtieri è deciso a promuovere festeggiamenti sicuri con multe da 25 a 500 euro, ammettendo soltanto gli artifici più innocui come bengala e bottigliette a strappo per lanciare i coriandoli.
Per la sera di Capodanno, inoltre, fuochi e petardi sono vietati anche a Firenze, Benevento, Milano e Certaldo (qui fino al 7 dicembre 2026). Alla lista si aggiunge ovviamente Empoli, che li vieta già tutto l’anno e prevede per il Capodanno ulteriori restrizioni. Più permissivo il sindaco d’Imperia, che per incontrare le esigenze di tutti ha scelto di consentire i fuochi d’artificio quel tanto che basta per festeggiare l’anno nuovo: dalla mezzanotte del 31 dicembre 2025 all’una del 1° gennaio 2026.
Padova, Bari, L’Aquila, Viterbo, San Benedetto del Tronto, Grottamare
Fuochi d’artificio completamente vietati anche a Padova dalla mezzanotte del 30 dicembre 2025 sino all’11 gennaio. La città, che vuole tutelare la sicurezza di cittadini e animali ma pure l’ambiente, ha scelto i droni per il tradizionale spettacolo di fine anno. Multe fino a 500 euro in virtù del divieto (in vigore tutto l’anno) anche all’Aquila, come anche a Bari, dove tuttavia i fuochi sono vietati soltanto nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. I fuochi d’artificio sono vietati anche a Viterbo, dalla mezzanotte del 31 dicembre fino alle ore 24 del 6 gennaio 2026, come accade anche ad Ascoli Piceno. Divieto limitato alla notte tra oggi e domani, invece, per San Benedetto del Tronto e Grottammare.
Prato e Taranto
Il Comune di Prato, con un divieto in vigore dal 24 dicembre 2025 fino al 7 gennaio 2026, ha previsto multe che partono da 100 euro. Il limite si estende fino all’Epifania anche a Taranto. In ogni caso, è bene ricordare che molti Comuni più piccoli hanno seguito le stesse indicazioni, soprattutto in virtù delle occasioni di ritrovo degli abitanti. La maggior parte delle città ha infatti previsto divieti specifici, riguardanti anche alcol e bevande in vetro per esempio, nei luoghi degli spettacoli di fine anno, che prevedono anche il divieto di introduzione di materiale esplodente.
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