Ondata di assunzioni in arrivo nell’azienda di braccialetti fitness amati da Sinner e Alcaraz

Giacomo Astaldi

6 Marzo 2026 - 11:45

Whoop accelera verso l’obiettivo IPO: ondata di assunzioni fino al 75% mentre i braccialetti conquistano anche Sinner e Alcaraz

Ondata di assunzioni in arrivo nell’azienda di braccialetti fitness amati da Sinner e Alcaraz

Il successo dei dispositivi indossabili dedicati alla salute e alle performance sportive continua a crescere. E tra le aziende che più stanno capitalizzando il nuovo trend del fitness spicca Whoop, la società statunitense specializzata in fitness tracker senza schermo.

L’azienda, con sede a Boston e fondata nel 2012 ,sta preparando una nuova fase di espansione che passa da un massiccio piano di assunzioni, con l’obiettivo di aumentare l’organico fino al 75% con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo tecnologico dei prodotti e prepararsi a un possibile sbarco in Borsa (IPO).

I segreti del successo di Whoop

A rendere Whoop sempre più nota al grande pubblico è (anche) l’adozione dei suoi dispositivi da parte degli sportivi professionisti. I braccialetti dell’azienda sono infatti utilizzati da numerosi atleti di alto livello, tra cui due delle stelle più brillanti del tennis mondiale: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Entrambi i campioni utilizzano questi dispositivi per monitorare parametri fisiologici come frequenza cardiaca, qualità del sonno e livelli di recupero,.

La presenza del braccialetto al polso dei due campioni ha attirato anche l’attenzione durante alcuni tornei, contribuendo a far conoscere il dispositivo a un pubblico mondiale, ma non sono mancate le polemiche. Agli Australian Open il braccialetto fitness di Whoop era stato inizialmente bandito, ma con il via libera della International Tennis Federation, l’approvazione è stata poi recepita anche dall’ATP Tour. Di conseguenza, al torneo BNP Paribas Open, il Masters 1000 in corso di svolgimento in California, il dispositivo può tornare a essere indossato in campo.

Ed è quindi molto probabile che proprio Alcaraz e Sinner tornino a utilizzarlo quando scenderanno in campo sabato 7 marzo 2026.

Un fitness tracker senza schermo

Il punto di forza dei prodotti Whoop è una scelta progettuale piuttosto radicale: nessun display.
A differenza di smartwatch e fitness tracker tradizionali, il dispositivo raccoglie dati in modo continuo ma non mostra notifiche o informazioni sul bracciale stesso. Tutto viene elaborato tramite un’app dedicata che trasforma i dati biometrici in indicatori utili per migliorare allenamento, recupero, benessere.

Un approccio che ha permesso all’azienda di posizionarsi in una nicchia molto specifica, quella degli utenti e degli atleti che vogliono analisi avanzate delle performance senza distrazioni.

L’ondata di assunzioni in Whoop

La crescita dell’azienda passa ora da un piano di rafforzamento del team. Whoop prevede un’espansione del personale fino al 75% su base mondiale, con nuove posizioni in diversi ambiti strategici come ingegneria e sviluppo software, analisi dei dati biometrici, ricerca scientifica e marketing e sviluppo internazionale. Le nuove assunzioni sono mirate a un’accelerazione dell’innovazione dei dispositivi e a un miglioramento dell’ecosistema di servizi digitali che ruota attorno al braccialetto.

Come dichiarato dal fondatore e amministratore delegato Will Ahmed, la maggior parte dei nuovi dipendenti lavorerà presso la sede centrale dell’azienda, con ulteriori assunzioni previste in Nord America, Europa, Asia e nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, tra cui Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Attualmente Whoop opera in 60 Paesi, con il 60% del fatturato proveniente dai mercati internazionali. Solo quattro anni fa le entrate arrivano per circa il 70% dai clienti statunitensi. La società impiega attualmente circa 800 dipendenti, di cui 300 persone assunte negli ultimi due anni.

«Stiamo investendo in modo piuttosto costante in tutta l’azienda», ha affermato Ahmed. «Non c’è un’area in cui non stiamo investendo».

«Ci sono molte aziende che stanno licenziando in questo momento e danno la colpa all’intelligenza artificiale», ha detto Ahmed a proposito dei recenti tagli di posti di lavoro nel settore tecnologico. «Ma in realtà stanno licenziando perché le aziende non stanno andando particolarmente bene. Ed è una scusa comoda».

Il CEO di Whoop ha aggiunto che è necessaria una spinta aggressiva nelle assunzioni affinché la società possa aggiungere una serie di funzionalità al prodotto. «C’è molto che vogliamo costruire», ha dichiarato. «Crediamo che ci siano molte possibilità per quanto riguarda il monitoraggio della salute e l’assistenza sanitaria, e per la creazione di tecnologie che migliorino la salute dei nostri iscritti. E vogliamo investire in questo».

Verso l’IPO

Dietro questa espansione c’è anche la prospettiva di uno sbarco in Borsa. La società starebbe preparando il terreno per una possibile IPO, che potrebbe portare nuovi capitali a sostegno della crescita globale. Sarebbe un passaggio più che naturale guardando alla storia dell’azienda.

Lo scorso novembre Ahmed ha dichiarato a Bloomberg che Whoop è «ben posizionata» per un’IPO, probabilmente «in un orizzonte temporale di due anni». Ha affermato che i piani non sono cambiati e che l’azienda continua a registrare una «crescita considerevole» in tutti i settori.

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