Omessa iscrizione all’assistenza sanitaria, come mettersi in regola

Paolo Ballanti

18 Ottobre 2023 - 15:20

Il diritto agli sgravi contributivi dipende dall’osservanza delle disposizioni del Ccnl applicato come l’iscrizione e il versamento dei contributi ai fondi di assistenza sanitaria integrativa

Omessa iscrizione all’assistenza sanitaria, come mettersi in regola

Le agevolazioni contributive hanno l’obiettivo di favorire l’inserimento - reinserimento lavorativo di determinate categorie di soggetti altrimenti a rischio di incontrare difficoltà nella ricerca di un’occupazione.

Per spingere le aziende ad assumere i soggetti considerati dalla normativa meritevoli di tutela, viene prevista di norma una riduzione totale o parziale dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del datore di lavoro e, in determinati casi, anche dei premi e contributi dovuti all’Inail.

I benefici in gioco per i datori di lavoro sono talmente importanti che diventa fondamentale conoscere e rispettare i requisiti di spettanza degli sgravi stessi.

Tra le condizioni richieste per godere legittimamente delle agevolazioni contributive figura, tra gli altri, il rispetto della parte economica e normativa di accordi e contratti collettivi, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Uno degli istituti previsti dai singoli Ccnl è il versamento dei contributi ai fondi di assistenza sanitaria integrativa.

Di conseguenza, un’azienda che omette di iscriversi e di versare le somme dovute all’assistenza sanitaria integrativa non rispetta il requisito citato dell’osservanza del contratto collettivo.

Tale condizione, accertata dagli organi ispettivi competenti, può portare sino alla revoca degli sgravi contributivi oltre che al recupero delle somme già fruite.

Diventa quindi di fondamentale importanza verificare se si è in regola con l’assistenza sanitaria integrativa e, in caso contrario, attivarsi per iscriversi oltre che versare i contributi arretrati.

Analizziamo in dettaglio le attività necessarie in tal senso.

Verificare il contratto collettivo

La prima domanda che l’azienda deve porsi è: sto rispettando il Ccnl applicato in materia di assistenza sanitaria integrativa?

Di norma i contratti collettivi dispongono:

  • L’iscrizione ad un fondo di assistenza sanitaria integrativa già individuato dal contratto stesso ovvero scelto a posteriori a seguito di apposita convenzione provinciale, regionale o nazionale;
  • L’ammontare dei contributi a carico azienda.

I singoli statuti e regolamenti dei fondi interessati si preoccupano poi di fissare le disposizioni di dettaglio per il versamento dei contributi oltre che le prestazioni e le coperture garantite ai dipendenti.

Prendere contatto con il fondo

Appurato che il Ccnl impone l’iscrizione ad un fondo di assistenza sanitaria integrativa è bene che l’azienda prenda contatto con quest’ultimo, sia per avere informazioni in merito al versamento delle somme arretrate che per essere guidata nel decidere il tipo di copertura da assicurare ai dipendenti.

Esistono infatti fondi che prevedono diversi pacchetti di assistenza per i lavoratori. Naturalmente, all’aumentare delle prestazioni garantite cresce anche l’importo dei contributi a carico azienda ed eventualmente a carico del dipendente stesso.

Di norma, le quote da trattenere al lavoratore sono previste in caso di estensione della copertura sanitaria a coniuge, figli e familiari.

Versamento al fondo delle somme arretrate

L’obbligo principale che l’azienda ha nei confronti del fondo di assistenza sanitaria integrativa è il versamento delle quote dovute, tanto per la parte a carico del datore di lavoro quanto per quella da trattenere al lavoratore.

In tal senso è necessario verificare gli adempimenti richiesti dal fondo interessato per il pagamento delle somme.

Di norma, è richiesto innanzitutto il caricamento (manuale o massivo) sul portale del fondo dell’elenco dei lavoratori per i quali i contributi vengono versati. In alternativa il fondo può ammettere l’invio via mail di un semplice tracciato in excel.

Da notare che i software paghe consentono in genere, con riguardo ai fondi più diffusi a livello nazionale, la produzione di un tracciato in formato txt, excel o csv contenente l’elenco dei lavoratori. In tal caso l’azienda dovrà semplicemente caricare il file sul portale del fondo stesso.

Una volta caricato l’elenco dei lavoratori, nel rispetto delle procedure previste, il fondo produce una distinta di versamento, contenente l’importo totale dovuto dall’azienda, da versare con bonifico bancario, utilizzando la causale indicata nella distinta stessa.

Il bonifico non è tuttavia l’unica forma di pagamento ammessa. A seconda del fondo interessato il versamento delle somme può anche avvenire con modello F24, insieme ai tributi dovuti all’Erario e ai contributi da versare all’Inps, oltre che ai premi Inail.

Di fondamentale importanza è la verifica sulla corrispondenza tra le somme caricate in cedolino paga e l’importo richiesto e versato al fondo con bonifico bancario.

Un’eventuale discrepanza tra buste paga e bonifico ha infatti effetti negativi in termini di contabilità aziendale, oltre che il mancato rispetto delle regole stesse del fondo in ordine all’ammontare dei contributi.

Per correggere tali anomalie è quindi necessario intervenire a posteriori in cedolino paga, anche ai fini di un corretto trattamento contributivo e fiscale.

Calcolo e versamento dei contributi arretrati

L’iscrizione tardiva all’assistenza sanitaria integrativa comporta una serie di effetti anche in termini di contributi dovuti all’Inps.

Sotto quest’aspetto, nonostante siano esclusi dalla base imponibile ai fini previdenziali ed assistenziali i contributi che il datore di lavoro versa in favore di:

  • Fondi di previdenza complementare;
  • Casse, Fondi e Gestioni o forme assicurative previsti da accordi o contratti collettivi per la mutualizzazione di oneri derivanti da istituti contrattuali;
  • Casse, Fondi e Gestioni di previdenza e assistenza sanitaria integrativa;

è comunque previsto un contributo di solidarietà del 10%, calcolato con riferimento alle somme versate agli stessi Fondi e Casse.

Destinataria del contributo di solidarietà è la gestione pensionistica cui risulta iscritto il lavoratore. Trattasi, di norma, dell’Inps.

Le somme in questione sono versate all’ente di previdenza con modello F24 al pari degli altri contributi del mese.

Da notare che agli effetti del versamento del contributo, dei termini prescrizionali e del regime sanzionatorio si applicano le norme che agli stessi fini vigono per la contribuzione obbligatoria nell’ambito della gestione pensionistica cui il contributo è devoluto.

Al contrario, è bene precisarlo, i contributi a carico del lavoratore versati a Fondi e Casse non producono alcuna riduzione della base imponibile.

In conclusione, è necessario che l’azienda calcoli e versi all’Inps i contributi previdenziali ed assistenziali, oltre che il contributo di solidarietà al 10%, determinati con riferimento alle somme arretrate dovute al fondo di assistenza sanitaria integrativa.

Argomenti

# INPS