Omessa dichiarazione redditi: sanzioni e prescrizione

Isabella Policarpio

22/09/2021

22/09/2021 - 11:21

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In quali casi si considera omessa la dichiarazione dei redditi? Di seguito vediamo le sanzioni, pena e prescrizione per questo reato.

Omessa dichiarazione redditi: sanzioni e prescrizione

Dichiarazione dei redditi omessa: cosa significa? Quando scatta il reato e quali sono le conseguenze? In questa guida vedremo quali sono le sanzioni, sia penali che amministrative, a cui si va incontro, seguendo quanto previsto dall’articolo 5 della Legge sui reati tributari.

Per stabilire cosa si rischia bisogna considerare l’entità delle imposte evase e verificare che il contribuente faccia parte dei soggetti obbligati a inviare tale dichiarazione al Fisco.

Che succede se non ho fatto la dichiarazione dei redditi?

Chi per legge deve presentare la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrare e non lo fa (entro i termini stabiliti) commette il reato di Omessa dichiarazione, previsto all’articolo 5 della Legge sui reati tributari.

Affinché scatti il reato occorrono due presupposti, uno quantitativo e uno temporale:

  • le imposte evase devono superare la soglia di 50.000 euro;
  • la dichiarazione non viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine.

Ma non tutti i contribuenti sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi: non sussiste alcun obbligo per chi possiede redditi - di qualsiasi categoria - per un importo complessivo non superiore a 3.000 euro.

Inoltre non è tenuto a compilare il 730 chi non ha imposte da versare perché esente per legge o perché queste sono state già versate dal sostituto d’imposta (ad esempio il datore di lavoro).

Quando scatta il reato

Con la sentenza 19196/2017, la Corte di cassazione ha confermato che l’omessa dichiarazione dei redditi è reato se decorre inutilmente il termine di 90 giorni successivi alla data di scadenza per la presentazione del Modello 730 o Pf.

Inoltre, ai sensi dell’articolo 5 D.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, il reato scatta quando un contribuente obbligato evade le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, o una delle dichiarazioni ad esse relative, di importo superiore a 50.000 euro, con riferimento a taluna delle singole imposte.

Sotto questa soglia per l’evasore non ci sono conseguenze penali.

Cosa si rischia per omessa dichiarazione redditi

Il profilo sanzionatorio dell’omessa dichiarazione prevede due ipotesi:

  • la reclusione da un minimo di un anno e sei mesi al massimo di quattro anni per chi evade le imposte sui redditi o Iva e non presenta le dichiarazioni relative per imposte evase superiori a 50.000 euro.
  • la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni al massimo per chi non presenta la dichiarazione di sostituto d’imposta, sempre quando la somma evasa supera i 50.000 euro.

Si ricorda che 50.000 euro è la soglia al di là della quale i reati tributari, come l’omessa dichiarazione, acquistano rilevanza penale e quindi possono portare alla detenzione in carcere. Sotto tale soglia le sanzioni saranno di tipo amministrativo e pecuniario, commisurate alla cifra evasa e alla reiterazione del comportamento (in termini percentuali in base alla differenza tra importo dovuto e quello dichiarato).

Come sanare l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contribuente che trasmette la dichiarazione dopo i 90 giorni dalla scadenza - quando il ravvedimento operoso non è più possibile - può beneficiare di sanzioni in misura fissa (e non proporzionali all’importo evaso), ciò per incentivare i pagamenti e ridurre i contenziosi tributari.

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Perché si fa il 730?

Quando vanno in prescrizione le dichiarazioni dei redditi?

Il reato di omessa dichiarazione (dei redditi e non solo) si prescrive il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello dell’omissione, ovvero dopo 5 anni.

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