Omessa dichiarazione redditi: sanzioni, cosa si rischia e prescrizione

Isabella Policarpio

20/04/2021

20/04/2021 - 15:58

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Quando si considera omessa la dichiarazione dei redditi, come si può sanare e quali sono le conseguenze penali? Tutto su questo reato: pena e prescrizione.

Omessa dichiarazione redditi: sanzioni, cosa si rischia e prescrizione

Che succede se ometto la dichiarazione dei redditi, quando scatta il reato e quali sono le sanzioni (penali e amministrative)? In questa guida risponderemo a queste ed altre domande sull’omessa dichiarazione, la condotta prevista all’articolo 5 della Legge sui reati tributari.

Per stabilire cosa si rischia bisogna considerare l’entità delle imposte evase e verificare che il contribuente faccia parte dei soggetti obbligati ad inviare tale dichiarazione al Fisco.

Che succede se non ho fatto la dichiarazione dei redditi?

Chi per legge deve presentare la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrare e non lo fa (entro i termini stabiliti) commette il reato di Omessa dichiarazione, previsto all’articolo 5 della Legge sui reati tributari.

Affinché scatti il reato occorrono due presupposti, uno quantitativo e uno temporale:

  • le imposte evase devono superare la soglia di 50.000 euro;
  • la dichiarazione non viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine.

Ma non tutti i contribuenti sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi: non sussiste alcun obbligo per chi possiede redditi - di qualsiasi categoria - per un importo complessivo non superiore a 3.000 euro.

Inoltre non è tenuto a compilare il 730 chi non ha imposte da versare perché esente per legge o perché queste sono state già versate dal sostituto d’imposta (ad esempio il datore di lavoro).

Quando scatta il reato

Con la sentenza 19196/2017, la Corte di cassazione ha confermato che l’omessa dichiarazione dei redditi è reato se decorre inutilmente il termine di 90 giorni successivi alla data di scadenza per la presentazione del Modello 730 o Pf.

Inoltre, ai sensi dell’articolo 5 D.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, il reato scatta quando un contribuente obbligato evade le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, o una delle dichiarazioni ad esse relative, di importo superiore a 50.000 euro, con riferimento a taluna delle singole imposte.

Sotto questa soglia per l’evasore non ci sono conseguenze penali.

Cosa si rischia per omessa dichiarazione redditi

Il profilo sanzionatorio dell’omessa dichiarazione prevede due ipotesi:

  • la reclusione da un minimo di un anno e sei mesi al massimo di quattro anni per chi evade le imposte sui redditi o Iva e non presenta le dichiarazioni relative per imposte evase superiori a 50.000 euro.
  • la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni al massimo per chi non presenta la dichiarazione di sostituto d’imposta, sempre quando la somma evasa supera i 50.000 euro.

Si ricorda che 50.000 euro è la soglia al di là della quale i reati tributari, come l’omessa dichiarazione, acquistano rilevanza penale e quindi possono portare alla detenzione in carcere. Sotto tale soglia le sanzioni saranno di tipo amministrativo e pecuniario, commisurate alla cifra evasa e alla reiterazione del comportamento (in termini percentuali in base alla differenza tra importo dovuto e quello dichiarato).

Come sanare l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contribuente che trasmette la dichiarazione dopo i 90 giorni dalla scadenza- quando il ravvedimento operoso non è più possibile - può beneficiare di sanzioni in misura fissa (e non proporzionali all’importo evaso), ciò per incentivare i pagamenti e ridurre i contenziosi tributari.

Quando vanno in prescrizione le dichiarazioni dei redditi?

Il reato di omessa dichiarazione (dei redditi e non solo) si prescrive il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello dell’omissione, ovvero dopo 5 anni.

Iscriviti alla newsletter