Martingale Risk: il tuo alleato nel recupero delle perdite finanziarie

Martingale Risk: il tuo alleato nel recupero delle perdite finanziarie

di Marco Fabio Delzio

Oi fallita, obbligazioni Portugal Telecom al capolinea? La partita ora si gioca con la banca

Marco Fabio Delzio

30 settembre 2026

Il tribunale di Rio conferma il fallimento di Oi: il rimborso dal Brasile è sempre più lontano. Per chi ha bond Portugal Telecom la via concreta è agire contro la banca che li ha venduti.

Oi fallita, obbligazioni Portugal Telecom al capolinea? La partita ora si gioca con la banca

Dieci anni. Tanto è passato dal default del 2016, e da allora molti risparmiatori italiani con obbligazioni Portugal Telecom hanno fatto la stessa cosa: aspettare. Hanno aspettato il piano del 2018, poi le lettere di Kroll del 2024 con la nuova ristrutturazione. Ora dal Brasile arriva la notizia che rende quell’attesa ancora più difficile da giustificare.

Il Tribunale di Rio de Janeiro ha confermato all’unanimità il fallimento di Oi, la società che nel 2013 ha assorbito Portugal Telecom e ne ha ereditato i debiti. Il fallimento era stato dichiarato una prima volta nel novembre 2025. Poi era stato bloccato dai ricorsi di alcune banche brasiliane, come Itaú Unibanco e Bradesco, che speravano ancora nella ristrutturazione. Con questa decisione i giudici hanno chiuso la questione. Oi ha debiti per oltre 44 miliardi di reais, circa 7,35 miliardi di euro. Secondo l’amministratore giudiziario, non riusciva più a coprire nemmeno le spese di base.

Cosa cambia per chi ha i bond? Nella sostanza, molto. Già il piano del 2024 era poco rassicurante: prometteva nuovi titoli subordinati con scadenza fino al 2050 e dava all’emittente la possibilità di liquidare i creditori con il 10-15% del dovuto.

Adesso anche quelle promesse dipendono da una società fallita. Nella procedura, gli obbligazionisti non garantiti vengono pagati dopo i lavoratori, i creditori con garanzie e il fisco. In parole semplici, stanno in fondo alla fila.

Molti risparmiatori non sanno però che la loro possibilità di recupero non passa necessariamente dal Brasile. Passa dalla banca italiana che ha venduto quei titoli.

Chi colloca uno strumento finanziario deve rispettare regole precise, fissate dal Testo Unico della Finanza e dalla normativa MiFID. Deve spiegare i rischi in modo comprensibile. Deve profilare correttamente il cliente con il questionario e verificare che il prodotto sia adatto a lui.

Nei casi Portugal Telecom che abbiamo esaminato, questi passaggi mancano spesso o sono stati fatti in modo superficiale: obbligazioni ad alto rischio vendute a pensionati o a risparmiatori con profilo prudente, questionari compilati in modo incoerente, informazioni sui rischi mai consegnate.

In questi casi si può ottenere un risarcimento con un ricorso all’ACF, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob, oppure con una causa ordinaria. E il risultato non dipende dalle decisioni dei giudici brasiliani.

Non è un’ipotesi teorica. Martingale Risk ha già recuperato oltre 1,9 milioni di euro per più di 50 investitori in obbligazioni Portugal Telecom. Chi vuole capire se il proprio caso ha i presupposti può richiedere un’analisi preliminare gratuita. Se l’esito è positivo, l’azione viene finanziata interamente da noi, con la formula «No Win, No Fee», senza costi anticipati per il risparmiatore.

Il consiglio è uno solo: non aspettare il prossimo capitolo della saga brasiliana. I tempi della prescrizione contano, e la documentazione va recuperata finché è disponibile. Chi si trova in questa situazione, può contattare Martingale Risk compilando il form sottostante.

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Marco Fabio Delzio

Founder Partner e CEO della Martingale Risk Italia Srl

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