Oggi è la Giornata nazionale delle vittime Covid: perché si celebra il 18 marzo

Isabella Policarpio

18 Marzo 2021 - 10:41

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Il 18 marzo è il giorno scelto per ricordare le vittime del coronavirus. Venne deliberato dal Parlamento lo scorso luglio. Spieghiamo perché si celebra proprio oggi, una data simbolica.

Oggi è la Giornata nazionale delle vittime Covid: perché si celebra il 18 marzo

Oggi, 18 marzo 2021, è la Giornata nazionale delle vittime del Covid-19. Da quando è iniziata l’epidemia è passato poco più di un anno e il numero dei morti ha raggiunto quota 103.432.

Il Presidente della Repubblica e il premier Draghi parteciperanno quest’oggi a diverse celebrazioni istituzionali, soprattutto a Bergamo, città emblema della lotta contro il coronavirus, dove la prima ondata si è scagliata con maggiore violenza.

Il 18 marzo non è una data casuale, al contrario rappresenta uno dei momenti più drammatici dell’emergenza Covid. Ciò spinse il Parlamento a votare all’unanimità questo giorno per celebrare le vittime da SARS-Cov-2.

Perché si celebra il 18 marzo?

Come abbiamo anticipato, la Giornata nazionale delle vittime del Covid cade in una data simbolica: il 18 marzo 2020 è il giorno impresso nella memoria collettiva per la sfilata di camion dell’Esercito carichi dei cadaveri delle vittime verso il cimitero di Bergamo, la città più colpita dall’epidemia.

La visione dei camion verso i forni crematori spinse le più alte autorità dello Stato a pretendere maggiore rigore da parte dei cittadini del rispetto del lockdown, che sarebbe durato per i successivi tre mesi.

“Quello è il tragico giorno che ha cambiato la percezione dell’emergenza di molti cittadini ovunque, quando i camion militari a Bergamo hanno dovuto accompagnare fuori dalla città i primi feretri.”

Così commentarono i deputati bergamaschi del PD, Carnevali e Martina, in occasione della deliberazione parlamentare che ha istituito la giornata nazionale.

Allora nessuno poteva immaginare che, un anno dopo, gran parte del Paese sarebbe stato ancora in zona rossa.

Le commemorazioni da nord a sud

Il cerimoniale si terrà con bandiere a mezz’asta e toni dimessi, nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento, in forma privata e senza pubblico.

A Bergamo, il premier Draghi e il governatore Attilio Fontana depositeranno alle 11.00 una corona di fiori presso il cimitero cittadino. Alle 11.15 ci sarà l’inaugurazione del “Bosco della Memoria” con la messa a dimora dei primi 100 alberi.

A Roma e Milano, rispettivamente, il Senato osserverà un minuto di silenzio e il sindaco Sala farà proiettare il tricolore sui monumenti più importanti della città.

Tutti i sindaci, da nord a sud, sono stati invitati a ricordare le vittime del Covid osservando un minuto di silenzio in concomitanza all’arrivo di Draghi a Bergamo e durante l’alza bandiera.

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