Obesi e sedentari: salute a rischio per i ragazzi italiani

Alberto De Pasquale

07/09/2025

Siamo all’ultimo posto per quota di adolescenti che praticano l’attività fisica minima consigliata dall’OMS e tra i primi in fatto di obesità infantile.

Obesi e sedentari: salute a rischio per i ragazzi italiani

Mangiano male e fanno pochissima attività fisica.

I ragazzi italiani risultano tra i più sedentari d’Europa e le conseguenze negative per questo stile di vita sono numerose, andando al di là della semplice forma fisica. Per gli adulti (18-64 anni) l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di praticare almeno 150 minuti di attività di intensità moderata a settimana.

I ragazzi italiani si muovono poco

Ma secondo i dati più recenti (2019), solo quasi un terzo degli adulti dei paesi Ue rispetta questa indicazione. I più sportivi risultano gli olandesi, gli svedesi e i danesi, che riescono in gran parte a seguire le linee guida sull’attività fisica consigliata (il 61% della popolazione nei Paesi Bassi, il 56% in Svezia e il 55% in Danimarca). Nel caso dell’Italia, appena il 19% della popolazione adulta pratica abbastanza movimento su base settimanale come suggerito dall’OMS, risultando quindi tra le più sedentarie in Europa.

Ma le indicazioni arrivano anche per precise fasce d’età. In quella compresa tra i 5 e i 17 anni, l’OMS raccomanda per bambini e adolescenti almeno 60 minuti di attività fisica di intensità da moderata a intensa al giorno, che includa attività mirate a rafforzare muscoli e ossa, da svolgere almeno tre volte a settimana. Come noto, una regolare attività fisica può ridurre significativamente la mortalità per malattie cardiovascolari e altre patologie, oltre che limitare stress e depressione. E se è vero che è meglio adottare le buone abitudini già in tenera età, il quadro per l’Italia è tutt’altro che rassicurante.

Secondo i dati dell’HBSC (Health Behaviour in School-aged Children), lo studio internazionale legato all’OMS che analizza i comportamenti relativi alla salute di bambini e adolescenti, l’Italia è all’ultimo posto in Europa per quota di ragazzi e ragazze che praticano quel minimo di attività fisica consigliata. Tra i ragazzi di 15 anni, a livello medio europeo, il 20% dei maschi e il 10% delle femmine svolge abbastanza movimento, mentre nel caso dell’Italia siamo, rispettivamente, al 7% e al 3%: un abisso rispetto alla media e alle realtà europee più virtuose, come la Finlandia, dove è il 28% dei ragazzi e il 15% delle ragazze a svolgere attività fisica regolare.

In aumento il sovrappeso nei paesi Ue

Nel 2022 in media oltre un quindicenne su cinque (21%) nei paesi dell’Ue era sovrappeso o obeso, in deciso aumento rispetto ai decenni scorsi, soprattutto tra il 2018 e il 2022. Si va da un’incidenza del 32% a Malta a un minimo del 14% nei Paesi Bassi, che come riportato in precedenza sono anche la nazione europea in cui si pratica maggiormente attività fisica tra i ragazzi.

In Italia la quota di ragazzi di 15 anni in sovrappeso o obesi è comunque inferiore alla media europea di qualche punto percentuale, mentre il quadro diventa invece più preoccupante se ci si concentra sull’infanzia. Come riportato (sempre su dati dell’OMS) da OKkio alla Salute, il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che monitora le abitudini alimentari, l’attività fisica e i comportamenti sedentari nell’infanzia, per la fascia d’età 8-9 anni l’Italia risulta al quarto posto in Europa come quota di bambini in sovrappeso e obesi e al secondo (a pari merito con la Grecia) se ci si riferisce alla sola obesità.

L’aumento dei casi di sovrappeso e obesità tra i bambini è stato osservato un po’ ovunque in Europa negli ultimi anni, soprattutto a partire dalla pandemia, che ha portato a un incremento del consumo di snack salati e dolci, alla riduzione del tempo passato all’aperto e alla crescita di quello trascorso davanti agli schermi. Ulteriori fattori che incidono sul caso italiano nello specifico, già in precedenza all’insegna di un’attività fisica molto limitata tra adulti e giovanissimi.