Nuovo rinvio per la tassa sui pacchi extra UE

Patrizia Del Pidio

18 Settembre 2026 - 15:30

Rinviata al 1° dicembre 2026 la tassa sui mini pacchi extra UE. Cosa prevede il D.L. 162/2026 e quali sono i nuovi dazi e costi europei per l’e-commerce.

Nuovo rinvio per la tassa sui pacchi extra UE

La tassa nazionale sui mini pacchi extra Ue di 2 euro per le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro ha subito un nuovo rinvio di due mesi. La precedente scadenza, frutto anch’essa di una proroga, era fissata al 1° ottobre, ma è stata fatta slittare al 1° dicembre 2026.

L’ulteriore rinvio è previsto nel Decreto-Legge 17 settembre 2026, n. 162, il provvedimento d’urgenza approvato dal CdM del 16 settembre e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17 settembre.

Il testo principale del decreto nasce come pacchetto di misure urgenti per il contenimento dei costi energetici e il sostegno economico e prevede interventi quali:

Il provvedimento agisce anche per far slittare nuovamente la tassa sui mini pacchi extra Ue dal 1° ottobre al 1° dicembre 2026.

Nuovo rinvio per la tassa sui pacchi

Lo slittamento dell’entrata in vigore della tassa italiana sui pacchi extra Ue di valore basso è solo una misura ponte, in attesa che l’Unione Europea definisca stabilmente le regole e la gestione standard a livello comunitario di questi specifici pacchi.
Il recente via libera da parte del Consiglio e del Parlamento Europeo sulla tassa sui pacchi, rappresenta un vero terremoto per l’e-commerce internazionale perché ridefinisce le regole di importazione delle merci a basso costo (provenienti soprattutto da colossi cinesi come Temu, Shein e AliExpress).

La tassa di gestione standard introdotta dall’Ue è un importo fisso applicato a livello europeo su tutti i pacchi di valore inferiore a 150 euro che serve a coprire i costi amministrativi e logistici per i controlli doganali. L’entrata in vigore ufficiale è fissata per il 1° novembre 2026. Proprio per questo motivo l’Italia ha scelto di posticipare la tassa nazionale di 2 euro per allinearsi alla normativa europea ed evitare le micro tassazioni locali.

Cosa cambia sul prezzo finale di un ordine?

La nuova architettura della tassazione doganale dovrebbe essere a carico delle piattaforme che vendono, ma i tre prelievi combinati che si sommeranno cambieranno anche il prezzo finale per l’utente.

All’Iva, già applicata al momento in cui l’utente paga sul sito del venditore, si somma il dazio fisso europeo di 3 euro per ogni articolo diverso contenuto nella spedizione, operativo dal 1° luglio 2026. La tassa di gestione con importo unico a livello comunitario dovrebbe sommarsi a partire dal 1° novembre 2026.

L’applicazione del dazio di 3 euro direttamente nel carrello dell’acquirente al momento del pagamento ha già ridotto la convenienza economica sull’acquisto di molti beni economici. Con l’entrata in vigore anche della tassa di gestione, ordinare prodotti da piattaforme extra UE risulterà significativamente meno vantaggioso rispetto al passato.

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