Prossimamente ai distributori arriverà l’E20, una miscela di benzina e bioetanolo che aiuterà a ridurre le emissioni di anidride carbonica fossile.
Il futuro della mobilità è rappresentato dall’elettrico, ma prima di raggiungere il quasi utopistico obiettivo di vedere circolare nel mondo auto alimentate esclusivamente al 100% a energia elettrica dovranno passare ancora molti anni. La sfida della transizione e del cambio di paradigma nel settore dei motori si prospetta infatti complessa, soprattutto perché resta difficile superare la naturale diffidenza nei confronti dei veicoli elettrici. A ciò si aggiungono i prezzi ancora elevati di queste vetture e le criticità logistiche legate alle infrastrutture di ricarica, elementi che non favoriscono una trasformazione rapida del mercato.
Per cercare di ridurre l’inquinamento e le emissioni di anidride carbonica di origine fossile, si stanno quindi studiando alternative ai carburanti tradizionali. Una delle soluzioni più concrete è rappresentata dall’aumento della quota di bioetanolo all’interno della benzina. Il risultato è una miscela che promette di abbattere le emissioni nocive senza richiedere modifiche radicali ai motori attualmente in circolazione.
Nei prossimi anni, oltre alla benzina E5 ed E10, potremmo iniziare a vedere nei distributori anche la benzina E20. La sigla indica la percentuale di bioetanolo presente nella miscela: nella E5 il 5% del carburante è composto da bioetanolo, nella E10 il 10%, mentre nella E20 la quota sale al 20%. Il bioetanolo è un alcol ricavato da materiali vegetali e, grazie alla sua origine rinnovabile, contribuisce a ridurre le emissioni di CO₂ fossile.
In Germania presto arriverà la benzina E20
Alcuni Paesi europei, come la Germania, hanno già annunciato che a partire dal 2027 o 2028 nei distributori compariranno anche le colonnine dedicate alla benzina E20. Diverse case automobilistiche si stanno adeguando. Volkswagen, ad esempio, ha dichiarato che molti modelli dei marchi Audi, Skoda, Seat e Cupra prodotti dal 2016 in poi sono compatibili con questo carburante. L’azienda ha affermato di aver testato ampiamente l’idoneità della miscela, approvandone l’uso anche su modelli ad alte prestazioni come Audi R8 o Audi RS6.
Non tutte le auto, però, sono compatibili. Volkswagen ha precisato che alcuni motori turbo 2.0 da 300 cavalli non possono utilizzare l’E20, poiché l’elevato contenuto di etanolo, sottoposto ad alte pressioni e temperature, può danneggiare componenti in alluminio delle pompe, causando corrosione e perdite. Inoltre, il carburante mette sotto stress guarnizioni e tubi, che possono gonfiarsi o deteriorarsi nel tempo.
Anche BMW e Mercedes stanno predisponendo diversi modelli per l’alimentazione con E20. Un aspetto positivo riguarda il prezzo: questo carburante potrebbe costare fino a cinque centesimi in meno rispetto a E5 ed E10. Tuttavia, non mancano criticità. L’etanolo ha proprietà igroscopiche, cioè tende ad assorbire l’umidità dell’aria, favorendo la formazione di acqua nel serbatoio e possibili problemi di combustione. Inoltre, gli esperti stimano un aumento dei consumi fino al 6%.
E in Italia?
Se in Germania l’introduzione dell’E20 appare ormai definita, in Italia al momento non è ancora disponibile. Nei distributori si trovano principalmente E5 ed E10, e non esiste ancora un calendario ufficiale per l’eventuale introduzione della nuova miscela. Il mercato italiano resta orientato verso percentuali più basse di bioetanolo, anche perché il parco auto nazionale è mediamente più anziano rispetto a quello di altri Paesi europei e non tutte le vetture sarebbero compatibili con un contenuto più elevato di etanolo.
Inoltre, sul piano politico ed energetico, l’Italia sembra concentrarsi maggiormente sulla spinta verso l’elettrico e sulle politiche di incentivazione alla mobilità a zero emissioni, piuttosto che su un rafforzamento dei carburanti alternativi tradizionali. Alcune associazioni di categoria e operatori del settore chiedono però una maggiore apertura verso miscele come E20, ritenendole una soluzione intermedia pragmatica per ridurre le emissioni senza stravolgere il mercato. Per ora, tuttavia, si tratta solo di ipotesi: la benzina E20 resta una prospettiva futura e non una realtà concreta per gli automobilisti italiani.
© RIPRODUZIONE RISERVATA