Nuovi corsi di laurea 2022-2023: le idee per un percorso di studio innovativo

Chiara Esposito

14 Maggio 2022 - 11:29

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71 nuove lauree triennali, 102 magistrali e 15 professionalizzanti: il panorama universitario apre le porte ad ambiente, digitale e data science.

Nuovi corsi di laurea 2022-2023: le idee per un percorso di studio innovativo

Definitivamente approvati dal Consiglio universitario nazionale (Cun) 188 nuovi corsi di laurea. Gli esiti delle consultazioni passano ora all’Anvur per il via libera definitivo del ministero dell’Università. Se tutto l’iter procederà senza intoppi verrebbero inaugurati 71 nuove lauree triennali, 102 titoli magistrali e 15 corsi professionalizzanti.

Le proposte che passano ora al vaglio dei enti ministeriali vede hanno però un impianto interessante: la maggior parte dei corsi è improntato su temi ambientalistici e intende potenziare anche i settori del digitale e del data science. Gli atenei italiani stanno infatti riconoscendo e incentivando i processi di transizione ecologica e digitale.

Lungo queste tre direttrici si muove quindi l’onda d’innovazione e ampliamento dell’offerta formativa che, si spera, farà crescere di pari passo anche la domanda complessiva di immatricolazioni per gli anni a venire.

Maggiore propulsione al mercato lavorativo

Il Sole24Ore l’ha definita «la riscossa delle professionalizzanti». Il trend positivo registrato da questa tipologia di lauree è infatti sostanziale. Con 15 attivazioni totali sono ben 11 i nuovi corsi mentre quattro le risistemazioni di vecchi ordinamenti. In questo bacino trova grande spazio il mondo della didattica sia per le due nuove richieste nella classica Scienze della formazione primaria, sia per le due nuove proposte messe in campo in Metodologie e innovazione didattica per le Biogeoscienze e per la chimica oppure in Psicologia scolastica.

L’ispirazione per una maggior integrazione fra educazione e scienza potrebbe essere nata dalle condizioni scolastiche in tempi di Covid che, perché no, potrebbe star iniziando a rivelare anche qualche «side effect» positivo.

Digitale e ambientale: una scelta consapevole

La proliferazione dei temi del digitale e dell’ambientale è evidente; come riporta anche il Soe24ore, se all’inizio del 2021/22 l’accoppiata green/digital contava su 47 nuovi corsi di laurea, quest’anno lo stesso due ne propone oltre 60. Rispettivamente, l’ambiente, la sostenibilità, l’economia circolare caratterizzano 27 richieste di attivazioni mentre i corsi digital sono 15 su digitale e innovazione e 13 in data science.

Nel dettaglio si apre la strada a triennali in Economia sostenibile per le sfide sociali, Biologia della salute umana e ambientale o Ingegneria dell’energia elettrica per lo sviluppo sostenibile mentre per le magistrali si punta su Ospitalità per lo sviluppo turistico sostenibile, Economia, finanza e sostenibilità o Sostenibilità trasformativa. Lato tech si osserva rinnovato interesse l’intelligenza artificiale (8 proposte di attivazione, anche in abbinamento alla Filosofia) ma anche per Analisi dei dati per l’economia e il management o Ingegneria del calcolo ad alte prestazioni.

Altri temi d’interesse, sulla wave pandemica, si registrano in area medica con tre possibili new entry in Medicina e chirurgia (LM-41) ma anche e soprattutto 15 nuovi corsi nelle 4 classi triennali delle Professioni sanitarie. Si affiancano a questo gruppo 7 richieste per Ingegneria dell’informazione (L-8), sei in Scienze dell’economia e della gestione aziendale (L-18)e quattro lauree in Progettazione e gestione dei sistemi turistici (LM-49).

La rosa delle nuove scelte, oggi

188 i corsi di laurea che hanno ottenuto il semaforo verde dal Cun e che passano al vaglio dei prossimi «gradi di giudizio». Il numero delle proposte del 2022 è in linea con quello degli ultimi due o tre anni accademici; l’offerta formativa si è sempre assestata intorno alle 200 unità.

Cambia rispetto a 12 mesi fa la modalità di erogazione visto che la maggior parte degli atenei punterà meno sulla didattica mista. Prevale insomma l’erogazione «convenzionale» (interamente in aula o al massimo un 10% di attività didattiche per via telematica) con 164 proposte. A scegliere la somministrazione «mista» (dove la quota da remoto non può superare i due terzi) sono solo 21 atenei. In coda anche tre nuove lauree integralmente a distanza. Questo rapporto di disparità potrebbe però variare nei prossimi anni, dipenderà dalla risposta della frangia studentesca.

Quanto al numero complessivo esistente di corsi tra triennali, magistrali e a ciclo unico del nostro Paese con queste aggiunte il totale sale così a quota 5mila. La vera sfida, oggi e nei prossimi anni, sarà far coincidere lo sforzo di progettualità dei rettori con la motivazione e gli strumenti di orientamento che le scuole secondarie di secondo grado saranno in grado di offrire ai prossimi diplomati e diplomate.

I primi esiti potrebbero vedersi già con le iscrizioni all’anno accademico 2022/23, ma è decisamente presto per stabilire se questa manovra sarà davvero in grado d’invertire il trend negativo d’affluenza registrato nel 2021/22.

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