Nuove tasse in arrivo nel 2020, la pressione fiscale aumenta

La Legge di Bilancio 2020 individua 8 miliardi di euro di maggiori entrate fiscali: ma quali sono le nuove tasse in arrivo? Dalla casa, alla plastica, fino alle nuove regole per le partite IVA, ecco che anno ci attende.

Nuove tasse in arrivo nel 2020, la pressione fiscale aumenta

Un anno all’insegna di nuove tasse.

Il 2020 non sarà l’anno dell’aumento IVA, ma la coperta resta corta e, se da un lato sono in arrivo nuovi bonus, dall’altro bisognerà fare i conti con piccoli ma significativi balzelli che porteranno ad un lieve incremento della pressione fiscale, che passerà dal 41,9% al 42%.

Nuove tasse in arrivo anche nel 2020, e ad esserne colpiti saremo tutti: dai dipendenti, ai pensionati, fino ad arrivare al tartassato popolo delle partite IVA.

Le novità sono messe nero su bianco nel Disegno di Legge di Bilancio e nel Decreto Fiscale collegato, approvati ambedue dal Governo durante il Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2019.

I dettagli però sono nascosti tra le righe del Documento Programmatico di Bilancio inviato dall’Italia all’UE, che dettaglia voce per voce sia le entrate che le uscite programmate per il 2020 e per il biennio successivo.

Paradossale è che, nonostante il disinnesco delle clausole IVA (che assorbirà circa 2/3 del totale delle risorse della Manovra) le tasse nel 2020 saranno più alte. Non vi sarà soltanto la plastic tax, ma anche lievi aumenti e tagli che finiranno con l’impoverire i contribuenti.

Passiamo quindi in rassegna quelle che sono le nuove tasse in arrivo nel 2020, con le quali dovremmo fare i conti tutti noi.

Nuove tasse in arrivo nel 2020: arriva la patrimoniale mascherata

La casa è da sempre uno degli obiettivi di qualsiasi Governo che, dovendo fare i conti con una coperta sempre più corta, è chiamato ad aumentare il gettito fiscale dello Stato.

Il patrimonio immobiliare non sarà risparmiato dalle tasse neppure nel 2020. Nel Documento Programmatico di Bilancio, il Governo palesa la volontà di aumentare imposta ipotecaria e catastale sugli immobili soggetti all’imposta di registro.

Si passa da 50 euro a 150 euro cadauna, anche per la prima casa. Triplicano le imposte fisse dovute dai contribuenti. L’importo sarà equiparato (e quindi ridotto) anche per le vendite di immobili soggette ad IVA: se ad oggi si pagano 200 euro cadauna a titolo di imposta ipotecaria e catastale, dal 2020 la somma dovuta sarà pari a 150 euro in ogni caso.

Nuove tasse in arrivo nel 2020: la cedolare secca passa al 12,5%

Una nuova tassa colpirà anche chi affitta la propria casa. Sarà un piccolo ma rilevante balzello quello che interesserà la cedolare secca sugli affitti, e l’aliquota per i contratti a canone concordato salirà dal 10% al 12,5%.

Ha ragione il Ministro Gualtieri, nell’intervista rilasciata al Sole24Ore del 17 ottobre, a sostenere che in realtà si tratta di una riduzione: dal 2020 l’aliquota sarebbe passata al 15%, in quanto quella del 10% è un’agevolazione temporanea in scadenza il 31 dicembre.

L’effetto per i contribuenti sarà tuttavia opposto: dal 2020 bisognerà versare il 2,5% in più di tasse sugli affitti.

Una tassa sulla plastica: anche l’insalata in busta potrebbe costare di più

Sempre nel filone delle tasse anti-inquinamento, era stata di fine agosto la rivelazione dell’ormai Viceministro dell’Economia, Garavaglia, di una nuova tassa in arrivo sulle confezioni in plastica.

La plastic tax, corretta dal punto di vista ambientale, rischia però di essere riversata dalle imprese sui cittadini e, secondo quanto previsto dal Governo, porterà a maggiori entrate pari ad oltre 2 miliardi di euro.

Si rischia quindi di trovarsi a pagare di più l’acqua in bottiglia, così come i cibi pronti, l’insalata in busta ed in generale tutti i prodotti alimentari confezionati in plastica.

Nuove tasse 2020: tagli ad agevolazioni e detrazioni fiscali

Il taglio alle agevolazioni e detrazioni fiscali porterà, di riflesso, ad un aumento delle tasse per quei contribuenti che verranno tagliati fuori dai bonus Irpef.

Si parla di introdurre un limite di reddito per accedervi, che potrebbe essere pari a 100.000 o 120.000 euro.

La modifica è contenuta nel DpB, il quale chiarisce che nel 2020 è prevista l’introduzione di un soglia di reddito oltre la quale l’agevolazione IRPEF relativa a oneri detraibili al 19% si azzererebbe con gradualità, ad esclusione delle detrazioni per spese per interessi passivi sui mutui.

Ancora non è chiaro, invece, chi colpirà il taglio alle agevolazioni fiscali dannose per l’ambiente. Quel che è certo è che il piano del Governo è quello di ridurre notevolmente alcuni bonus che contrastano con la nuova politica ambientale del Green New Deal.

Nuove tasse 2020: la sugar tax si farà?

Appena nominato, è stato il neo Ministro dell’Istruzioni Fioramonti a far tornare attuale il tema della sugar tax: tassare bibite gassate e zuccherate, magari utilizzando il maggio gettito per l’aumento degli stipendi degli insegnanti.

Secondo il neo titolare del MIUR, dalle nuove micro-tasse potrebbero garantire allo stato un maggior gettito pari a 2,5 miliardi di euro, una dote importante ed utile anche per finanziare scuola e ricerca.

Della misura non c’è attualmente conferma. Vi aggiorneremo nel caso di sviluppi.

Nuova IMU dal 2020

Anche per la casa il 2020 sarà un anno di nuove tasse: il Governo è intenzionato a proseguire il cammino avviato da Lega e M5S per l’unificazione di IMU e TASI. In questo caso, l’obiettivo è quello di semplificare e superare l’attuale sistema e la giungla delle aliquote locali.

Quando si parla di IMU, però, torna vivo lo spettro di una nuova patrimoniale sugli immobili. Si parla da anni della possibilità di ridurre la platea dei beneficiari dell’esenzione sulla prima casa, considerando non le caratteristiche dell’immobile, ma la situazione economica del contribuente.

Se il Governo ha nettamente smentito l’ipotesi di una patrimoniale, sappiamo bene che il diavolo si nasconde nei dettagli...

Nuove tasse per le partite IVA, addio alla flat tax

Se per tutti il 2020 si preannuncia un anno non certo facile, sentiranno il peso del fisco in misura maggiore i contribuenti titolari di partita IVA.

Sparisce ufficialmente la flat tax, l’imposta del 20% che sarebbe dovuta partire dal prossimo 1° gennaio per le partite IVA dai 65.001 ai 100.000 euro. A rischio anche il regime forfettario, per il quale l’abolizione è un dato di fatto: tornerà il regime dei minimi, con il contestuale ripristino dei limiti d’accesso previsti fino allo scorso anno.

Sulla flat tax del 20% fino a 100.000 euro calerà invece il sipario prima ancora del debutto: l’imposta sostitutiva cara alla Lega sarà abolita.

Non solo nuove tasse: marea di novità fiscali nel 2020

Le tasse non sono certo l’unico problema e l’unica preoccupazione di cittadini ed imprese. È il sistema fiscale nel suo insieme che spaventa.

È così anche guardando alle novità fiscali in arrivo nel 2020. Il DL fiscale contiene alcune importanti (e pesanti) novità per aziende e professionisti.

Le compensazioni nel modello F24 diventeranno sempre più difficili e verranno inasprite le sanzioni, con una particolare attenzione agli scarti: si potrà arrivare sino a 1000 euro di multe.

È però il Piano Italia cashless a preoccupare, ed il rischio è che l’addio al contante rappresenti l’ultimo passo per offrire al Fisco tutte le informazioni sulle nostre abitudini di vita e consumo.

Con l’obiettivo di aumentare i pagamenti elettronici, viene introdotta una sanzione per i commercianti ed artigiani che rifiutano i pagamenti con bancomat. Contestualmente, si predispone un piano che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante.

Il bastone e la carota, insomma. Toccherà vedere con quale intensità saranno realmente modulati “benefici e penalità” per i contribuenti.

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