Nuove regole sulle recensioni online, chi potrà scriverle e cosa cambia

Emanuela Ceccarelli

12 Luglio 2026 - 13:00

Cambiano le recensioni online: l’Antitrust introduce l’obbligo di scontrino o prova d’acquisto contro i falsi giudizi. Ecco cosa prevede il nuovo codice.

Nuove regole sulle recensioni online, chi potrà scriverle e cosa cambia

L’abitudine di leggere le recensioni prima di acquistare un prodotto o prenotare un ristorante è ormai collaudata. Il sistema delle recensioni online ha radicalmente trasformato le nostre abitudini di consumo, creando un mercato parallelo basato interamente sulla reputazione digitale. Tuttavia, proprio questa centralità ha favorito la diffusione di pratiche scorrette, come i giudizi confezionati ad arte per affossare la concorrenza o la compravendita di opinioni positive. Una deriva che rischia di minare alla base la fiducia dei consumatori e che vede ora l’intervento deciso delle autorità. In particolare, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha tracciato una linea netta con la pubblicazione dello “Schema di Linee Guida”, con il quale intende orientare le imprese verso il rispetto della liceità.

Cosa cambia con le linee guida dell’Antitrust

Al centro del provvedimento voluto dall’Antitrust c’è un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: la verifica dell’esperienza reale. Stando a quanto previsto dalle nuove indicazioni, per poter pubblicare un commento che si presuma autentico e genuino, le piattaforme e le imprese dovranno adottare strumenti in grado di dimostrare che l’utente abbia effettivamente acquistato o utilizzato quel determinato bene o servizio. Di conseguenza, la documentazione fiscale o contabile diventa l’elemento cardine attorno a cui ruota la nuova presunzione di autenticità.

Lo scontrino non sarà l’unico binario percorribile: le linee guida aprono anche la strada all’utilizzo di identificativi univoci, come il numero d’ordine dell’e-commerce o il codice di prenotazione alberghiera. L’obiettivo dell’AGCM è quello di stabilire un collegamento inequivocabile e tracciabile tra il giudizio espresso e un’esperienza di consumo concreta, riducendo drasticamente lo spazio di manovra per i profili falsi e i bot automatizzati.

Chi potrà scrivere le recensioni e quali sono i nuovi requisiti di liceità

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha tracciato un perimetro molto netto per stabilire i requisiti che definiscono la liceità di una valutazione online. La recensione valida deve provenire tassativamente da chi ha fruito in prima persona della prestazione, ma questo non è l’unico vincolo presentato dalle autorità. I nuovi criteri prevedono poi precise finestre temporali; il giudizio dovrà infatti essere inserito entro un limite di tempo ridotto (fino a 30 giorni dall’esperienza) per poter preservare la freschezza del ricordo ed evitare campagne postume orchestrate a distanza di mesi.

L’AGCM ha redatto delle precise linee guida anche per quanto riguarda la stesura stessa delle recensioni. I testi dovranno contenere riferimenti coerenti e pertinenti con la struttura o il prodotto descritto, e il giudizio non deve in alcun modo derivare dall’ottenimento di sconti, vantaggi economici, omaggi o altre utilità nascoste concesse dal venditore o da intermediari. In quest’ultimo caso la recensione risulta valida se eventuali omaggi siano dichiarati apertamente al

Inoltre, l’Antitrust suggerisce l’adozione di controlli sull’indirizzo IP e sistemi di registrazione con verifica dell’e-mail per garantire una maggiore sicurezza. Verrà poi utilizzata l’intelligenza artificiale per intercettare anomalie macroscopiche, come picchi improvvisi di recensioni positive provenienti dallo stesso dispositivo o l’uso di pattern linguistici ripetitivi e palesemente artificiali.

Lo stop alla moderazione di comodo

Se da un lato il consumatore guadagna in affidabilità delle informazioni, dall’altro le imprese ottengono strumenti concreti di difesa contro la concorrenza sleale. Ristoratori, albergatori e commercianti potranno infatti segnalare e richiedere la rimozione dei commenti che non rispettano i criteri di liceità o che risultano palesemente ingannevoli, potendo contare anche sul supporto delle associazioni di categoria nel ruolo di segnalatori attendibili.

Allo stesso tempo, le nuove linee guida impongono anche paletti rigidi ai professionisti per evitare la cosiddetta «moderazione di comodo». Non sarà più tollerata la pratica di nascondere o eliminare selettivamente le recensioni negative, così come non si potranno usare modelli precompilati solo per i giudizi positivi o esercitare pressioni sui clienti per spingerli a modificare un voto basso.

Non meno importante è la questione del tempo; dopo due anni, infatti, una recensione perde il requisito dell’attualità. In questo modo si evita che vecchi standard gestionali o disservizi superati continuino a pesare negativamente sulla reputazione di un’attività o di un servizio.

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