Nuove competenze alla Polizia Penitenziaria: i frutti della Riforma della Giustizia

Con la riforma della giustizia la polizia stradale e la Polizia Penitenziaria avranno nuove mansioni e competenze. Ecco la novità.

La Riforma della Giustizia porterà nuove competenze e mansioni alla Polizia Penitenziaria, in particolare si cercherà di affidare a questo corpo molte più prerogative all’esterno delle strutture carcerarie, tra cui i controlli sul territorio e le investigazioni.

La controparte di questo cambiamento sarà nell’istituzione dei processi telematici: non dovendo applicare i dipendenti delle Forze Armate nelle scorte e nelle traduzioni dei reclusi, essi potranno svolgere liberamente altre funzioni di polizia giudiziaria. La Legge 395/1990 lo consente.

La Riforma della Giustizia però non esaurisce qui i suoi cambiamenti, visto che investirà il corpo di un nuovo contatto con Dia e Interpol, organismi molto importanti di cui molti cittadini non sono pienamente a conoscenza.

Vediamo di chiarire alcune di queste novità e quali saranno gli effetti delle nuove competenze sul lavoro delle Forze Armate.

Competenze di controllo stradale alla Polizia Penitenziaria

La Polizia Penitenziaria secondo la Legge 395/1990 vanta anche una serie di competenze cui la cittadinanza non è certamente avvezza, in quanto è previsto che essa abbia la possibilità di svolgere tutte le mansioni delle forze di polizia giudiziaria.

Finora la prima missione del corpo della Polizia Penitenziaria è stata relativa al solo mondo carcerario, quindi all’ordine degli istituti penitenziari, alla tutela dei detenuti, solo in parte come supporto alle indagini delle altre forze di polizia investigativa.

Le competenze di controllo stradale, ad esempio, non sono una novità per il corpo, poiché è stato stimato che solo nel 2016 il lavoro della Polizia Penitenziaria ha portato nelle casse dello stato circa 600 mila euro.

Il lavoro di controllo è stato però scoraggiato dalla PA e dai vertici delle Forze Armate, almeno fino al palese richiamo del Comma 85 della Riforma della Giustizia. I motivi sarebbero errori di calcolo e imprecisioni commesse dagli agenti.

Le novità introdotte dal lavoro del Ministro Orlando infatti vedranno il chiaro coinvolgimento della Pol Pen, in quanto essenziale per rendere più efficace il sistema dei controlli. A beneficiarne saranno certamente i cittadini, che potranno godere di una sicurezza in più per le strade.

Interpol e Dia: nuovi contatti per la Polizia Penitenziaria

La Polizia Penitenziaria conterà nuove mansioni e sarà assegnataria di nuove competenze grazie alla Riforma della Giustizia. Con i nuovi compiti saranno compresi anche nuovi contatti e collaborazioni, in particolare con Dia e Interpol.

La Dia, acronimo di Direzione Investigativa Antimafia, si occupa di effettuare investigazini preventive che orientano il lavoro e preludono alle investigazioni giudiziarie.

Le competenze della Dia sono sancite dal Decreto Legislativo 159/2011 e l’obiettivo naturale della sua istituzione è contrastare l’attività mafiosa e il crimine organizzato.

L’Interpol, invece, consiste in un’organizzazione internazionale di polizia giudiziaria, che quindi si muove su direttive spesso coincidenti con la Dia, ma non sempre correlate. All’interno delle competenze delle due organizzazioni descritte si muoverà la Polizia Penitenziaria, rinnovata di mansioni e compiti.

Per conoscere i dettagli delle nuove competenze occorrerà attendere i decreti attuativi, tuttavia, sembra che in termini di sicurezza i cittadini non potranno che guadagnarne.

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