Chi è e cosa fa il Garante nazionale dei diritti dei detenuti: la disciplina

Il Garante nazionale dei diritti dei detenuti è un organismo indipendente che si occupa della tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute o private della libertà personale. Ecco cosa fa.

Chi è e cosa fa il Garante nazionale dei diritti dei detenuti: la disciplina

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà, detto anche in maniera più semplice Garante nazionale dei detenuti, è un organismo indipendente dagli altri poteri dello Stato con lo scopo di salvaguardare il rispetto dei diritti umani delle persone detenute o private in altro modo della libertà personale.

Si tratta di un organo collegiale, con sede a Roma, composto da 25 unità che vengono nominate direttamente dal Presidente della Repubblica tra i membri del Ministero della Giustizia, del Ministero dell’Interno e del Servizio sanitario nazionale.

Il Garante nazionale dei diritti dei detenuti adempie ai suoi compiti visitando direttamente i luoghi di detenzione, i centri per gli immigrati e i luoghi di polizia, al fine di monitorare il rispetto dei diritti umani e darne comunicazione alle autorità competenti.

Chi è

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale è un’autorità di garanzia del rispetto dei diritti umani all’interno delle strutture in cui avvengono ogni tipo di privazione della libertà degli individui. Egli vigila e monitora non solo gli istituti penitenziari, ma anche i centri di identificazione ed espulsione, le residenze di esecuzione delle misure di sicurezza, le case per anziani e gli ambienti sanitari dove si svolge il trattamento sanitario obbligatorio.

Il Garante nazionale dei diritti dei detenuti è stato istituito in Italia con la legge n. 146 del 2013 che ne definisce i compiti e la struttura. Si tratta di un’autorità indipendente con una composizione collegiale; conta 25 unità - nominate dal Presidente della Repubblica - così articolate:

  • 20 membri del Ministero della Giustizia;
  • 2 membri del Ministero dell’Interno;
  • 3 unità degli enti del Servizio sanitario nazionale.

Le funzioni del Garante nazionale dei diritti dei detenuti sono strutturate in diverse unità organizzative per facilitarne l’espletamento:

  • Segreteria nazionale;
  • privazioni della libertà in ambito penale;
  • privazioni della libertà da parte delle forze di polizia;
  • privazioni della libertà dei migranti;
  • privazioni della libertà nella tutela della salute;
  • relazioni nazionali ed internazionali.

Che cosa fa

Le competenze del Garante nazionale sono indicate nell’articolo 7 della legge n. 146 del 2013 e sono:

  • potere di visita, anche senza autorizzazione, negli istituti penitenziari, negli ospedali psichiatrici giudiziari, nelle strutture sanitarie destinate ad accogliere le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive, nelle comunità terapeutiche e di accoglienza o nelle strutture pubbliche e private dove si trovano persone sottoposte a misure alternative o agli arresti domiciliari, negli istituti penali per minori e nelle comunità di accoglienza per minori sottoposti a provvedimenti giudiziari. Previa autorizzazione, egli ha potere di visita nelle camere di sicurezza delle Forze di polizia, sempre nel rispetto delle indagini in corso;
  • potere di prendere visione degli atti contenuti nel fascicolo del detenuto o della persona privata della libertà, con il suo consenso;
  • richiedere informazioni e documenti alle amministrazioni di cui sopra;
  • valutare i reclami ex art. 35 della legge n. 3541 del 975 sull’ordinamento penitenziario.

Come agisce

Il Garante nazionale per i diritti dei detenuti o i privati della libertà ha il compito di effettuare personalmente sopralluoghi periodici in tutti i luoghi dove ci sono delle persone che subiscono delle limitazioni delle libertà personali. Questi luoghi sono: gli istituti penitenziari, i luoghi di polizia, le REMS (le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), le residenze per gli anziani ed i luoghi dove si svolgono i trattamenti sanitari obbligatori.

Se vengono rilevate delle criticità rispetto alla tutela dei diritti, il Garante instaura un dialogo con l’amministrazione interessata, propone interventi correttivi, amministrativi o politici per risolvere i problemi riscontrati. Invece, quando accerta delle vere e proprie violazioni all’interno degli istituti penitenziari - ex articolo 35 dell’ordinamento penitenziario - provvede ad inviare specifiche raccomandazioni per eliminare le irregolarità.

Se l’amministrazione non provvede entro 30 giorni a risolvere autonomamente le violazioni dei diritti, il Garante comunica il suo dissenso motivato, con la pubblicazione delle risposte ricevute dall’amministrazione.

Inoltre, ogni anno il Garante nazionale tiene una relazione difronte al Parlamento dove spiega il lavoro svolto nel corso dell’anno e le prospettive future.

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