Nuova zona rossa nel Lazio a causa della variante indiana?

Antonio Cosenza

30 Aprile 2021 - 09:01

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Variante indiana: aumentano i casi nel Lazio. A Sabaudia potrebbe scattare la zona rossa, ma è tutto l’agro pontino a preoccupare.

Nuova zona rossa nel Lazio a causa della variante indiana?

Il Lazio trema a causa della variante indiana del Covid: la Regione resterà in zona gialla anche la prossima settimana, ma c’è un territorio che potrebbe passare in zona rossa.

Si tratta di Bella Farnia, frazione di Sabaudia, ma in generale è tutto l’agro pontino a preoccupare visto che qui si trova una comunità sikh composta da circa 30 mila persone.

L’allarme è alto, anche perché si teme che la variante italiana possa diffondersi più velocemente adesso che c’è stato un allentamento delle restrizioni. Per questo motivo si sta ragionando sulla possibilità di intervenire localmente, mettendo in zona rossa Sabaudia e le zone limitrofe, in modo da tenere sotto controllo la variante indiana ed evitare che questa si diffonda ancora.

Variante indiana nel Lazio: nuova zona rossa a Sabaudia

Nel Lazio la variante indiana comincia a spaventare: nella giornata di ieri, infatti, la Asl di Latina ha effettuato uno screening su circa 500 cittadini di nazionalità indiana. Al tampone sono risultate positive ben 87 persone, il 20% dei testati. Il focolaio dovrebbe essere partito da tre di questi, i quali hanno dichiarato di essere appena rientrati dall’India. Anche se non si ha ancora certezza che si tratti della variante indiana, c’è dunque un’alta probabilità che sia così.

Il numero di positivi nella comunità sikh - che conta circa 30 mila persone in tutto l’agro pontino - sembra però destinato a salire ancora. Al momento siamo sopra i 300 positivi, ma le condizioni in cui questi vivono - alloggi in abitazioni fatiscenti e spesso sovraffollate - lascia pensare che i contagiati siano molti di più.

E bisogna considerare anche che, secondo le informazioni raccolte dalla Asl di Latina, sono circa 300 in totale le persone che sono rientrate in Italia nelle ultime due settimane e che quindi potrebbero aver contratto la variante indiana del Covid (in India solo ieri ci sono stati 375 mila infettati e 3645 decessi); questi - come riportato da Repubblica - non si sarebbero però sottoposti al tampone come prevedeva l’ordinanza firmata dal Ministro Speranza.

Vista la difficoltà nel mettere in isolamento la comunità sikh, si è quindi deciso di imporre la zona rossa - a partire da oggi, venerdì 30 aprile - in tutta la zona della Bella Farnia, risparmiando per adesso il centro città di Sabaudia. Tre saranno i varchi di accesso controllati dalle Forze dell’Ordine, con nessuna possibilità di entrare o uscire dalla zona rossa.

Ma non è da escludere un nuovo provvedimento di questo tipo qualora si dovesse avere evidenza che la variante indiana si sia diffusa anche in città. D’altronde, i cittadini indiani lavorano in diverse aziende agricole della zona, quindi c’è il rischio che la variante si sia diffusa anche all’esterno della comunità sikh.

Variante indiana: preoccupazione anche in altre città del Lazio

Sarà la Prefettura a decidere se effettivamente per la zona di Bella Farnia scatterà o meno la zona rossa. Ma non è solo questa zona a preoccupare: sono diverse, infatti, le città in cui ci sono situazioni analoghe, con un’alta concentrazione di comunità sikh sul territorio. E ci sono persone che nelle ultime settimane hanno fatto ritorno dall’India, con il rischio di essere stati contagiati dalla variante portandola così in Italia.

Nel dettaglio, come spiegato da Repubblica, preoccupano anche altri centri come Pontinia, Terracina e San Felice Circeo, e anche Aprilia, Latina, Fondi, Gaeta e Formia. Qui gli screening su tutta la comunità sikh presente sul territorio sono stati effettuati: vedremo quale sarà il risultato.

Una situazione che preoccupa anche a livello regionale, tant’è che il Governatore Nicola Zingaretti ha chiesto al Ministro della Salute di chiudere totalmente i voli da e per l’India (e di chiedere al resto d’Europa di fare altrettanto), visto che continuano ad arrivare persone che - in molti casi - non vengono poi sottoposte a tampone. E laddove il test viene effettuato direttamente in aeroporto i numeri dimostrano l’alto tasso di concentrazione della variante indiana: lo scorso mercoledì, infatti, su 220 persone sbarcate ne sono risultate positive in 23 (il 10%), e tra l’altro con un’altissima carica virale (superiore a 120) e dunque particolarmente contagiose. Persone che in India erano invece risultate negative al test.

Ricordiamo che l’ordinanza del 27 aprile del Ministero della Salute vieta sì l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei 14 giorni precedenti hanno soggiornato o transitato in India (o anche Bangladesh e Sri Lanka), ma prevede anche delle deroghe che di fatto consentono ancora l’arrivo in Italia. Nel dettaglio, si può comunque partire se si è in possesso della residenza anagrafica in Italia da data anteriore al 25 aprile, oppure se vi è la richiesta di raggiungere il domicilio, l’abitazione o la residenza dei figli minori, del coniuge o della parte di unione civile. Possono rientrare anche gli autorizzati dal Ministero della Salute, per inderogabili motivi di necessità, all’ingresso in Italia.

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