Nuova variante Deltacron: «Quasi tutti i contagiati sono in ospedale». Quello che c’è da sapere

Emiliana Costa

10/01/2022

10/01/2022 - 16:05

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Individuata a Cipro una nuova variante combinazione di Omicron e Delta. L’allarme: «Quasi tutti i contagiati sono in ospedale». Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Nuova variante Deltacron: «Quasi tutti i contagiati sono in ospedale». Quello che c'è da sapere

Il virus potrebbe essere mutato ancora. A Cipro è stata individuata l’ultima variante di Covid, la cosiddetta Deltacron. Ovvero una combinazione di Delta e Omicron. A riportarlo è stata l’agenzia Bloomberg, citando Leondios Kostrikis, professore di scienze biologiche all’Università di Cipro e capo del Laboratorio di biotecnologia e virologia molecolare.

Lo studioso ha lanciato l’allarme: «Quasi tutti i casi identificati sono in ospedale». Il timore è che questo presunto nuovo ceppo sia più grave o contagioso. Ma oggi sono arrivate notizie rassicuranti in merito. Entriamo nel dettaglio.

Cos’è Deltacron?

In un’intervista a Sigma Tv Friday, Leondios Kostrikis ha spiegato che la nuova variante è stata chiamata Deltacron dopo l’identificazione di firme genetiche simili a Omicron e Delta all’interno dei genomi.

Come riporta Bloomberg, i ricercatori hanno identificato a Cipro 25 casi di Deltacron e dalle prime analisi sarebbe emerso che la combinazione delle due varianti è più frequente tra i ricoverati rispetto ai pazienti non ospedalizzati. Le sequenze dei 25 casi di Deltacron sono state inviate a Gisaid, il database internazionale che traccia le mutazioni del virus. «Vedremo in futuro se questo ceppo è più patologico o più contagioso o se prevarrà» ha spiegato Kostrikis.

Deltacron è davvero così grave?

«Deltacron potrebbe essere un errore di laboratorio», è questo il sospetto che circola all’interno della comunità scientifica. «È pressoché certo che una variante ibrida tra Delta e Omicron si possa generare perché fenomeni di ricombinazione sono ben noti e sono già stati osservati tra la variante Alfa e quella Delta. Nel caso specifico, però, le 24 sequenze depositate dai ricercatori ciprioti sono state state analizzate abbastanza nel dettaglio da diversi gruppi di ricerca che concordano con il fatto che con ogni probabilità si tratta di un artefatto», ha spiegato Marco Gerdol, ricercatore all’Università di Trieste.

In un’intervista a Bloomberg, però, Leonidos Kostrikis ha ribadito la correttezza dei dati. L’errore, secondo lo studioso, è improbabile dal momento che i genomi sono stati analizzati con varie procedure e in paesi diversi. Inoltre sarebbe stata riscontrata almeno una sequenza proveniente da Israele con le caratteristiche di Deltacron.

Le spiegazioni degli studiosi ciprioti non convincono però gli scienziati. «Se andassimo ad analizzare tutti i genomi - continua Gerdol - potremmo trovare migliaia di casi apparentemente ibridi. Alcuni studi fatti in passato hanno però rilevato che solo il 30% delle sequenze che sembrano ibride lo sono realmente. Il più delle volte si tratta di semplici errori di sequenziamento, che non sono rari nel momento in cui diverse decine di campioni vengono analizzate in parallelo. Inoltre, sappiamo da tempo che alcune regioni genomiche sono più sensibili a questi tipi di contaminazioni e sono proprio quelle interessate da queste 24 sequenze».

E conclude: «Al momento, quindi, non c’è preoccupazione. Inoltre, qualora si verificasse una ricombinazione tra Delta e Omicron, non c’è nessun motivo di ritenere a priori che la nuova ipotetica variante debba prendere il ’peggio’ delle due, cioè la maggiore virulenza di Delta e la più alta trasmissibilità di Omicron».

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