L’ultimo scorcio del mese porta in dote le ultime aste di titoli sovrani così come comunicati dall’emittente. Sul portale ministeriale del Dipartimento del Tesoro, infatti, è giunto l’annuncio relativo all’emissione di un BTP€i e un altro bond corto, entrambi in rampa di lancio per giovedì 24.
Nello specifico si tratta della nuova tranche del BTP Short Term cedola 2,10% per investire su titoli di Stato scadenza 2027. Presentiamo le rispettive schede tecniche e relativi punti di forza.
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Proteggere il capitale dall’inflazione di periodo
Oggi ha senso investire in titoli agganciati all’inflazione per proteggere il capitale dall’erosione procurata dal rialzo dei prezzi? Non spetta a noi rispondere, ma è evidente che ogni investimento dovrebbe perlomeno garantire l’integrità del potere d’acquisto del capitale iniziale. Lo sostengono i manuali di finanza in tema di sana a prudente gestione delle ricchezze, specie se liquide.
A grandi, grandi linee, quindi, o si investe con un ricco rendimento capace di ripagare spese dirette e indirette o, nel dubbio, ci si affida a titoli agganciati al carovita.
A quest’ultimo riguardo ecco, tra i vari prodotti disponibili sul mercato, il BTP€i in asta giovedì 24. L’obbligazione ha data emissione 27/06/’25 (giorni dietimi: 31), data scadenza 15/08/’31 e codice ISIN IT0005657348. Il tasso cedolare è dell’1,10% al netto della prima in calendario tra un mese pari allo 0,148895% lordo (49 giorni su un semestre di 181).
Nel dettaglio, l’importo delle cedole del BTP€i sarà variabile e calcolato moltiplicando metà tasso annuo (0,55% in questo caso) per il capitale sottoscritto rivalutato sull’inflazione di periodo dell’Eurozona.
Investire a cedola fissa e costante
La seconda tranche in asta giovedì 24 riguarda invece un titolo di Stato a cedola fissa e costante dal principio alla fine. Si tratta del BTP Short Term la cui durata è in genere racchiusa entro i 3 anni. Il titolo ha matricola identificativa IT0005657330 e anche qui si tratterà della 3° tranche di importo racchiuso tra i 2,25 e i 2,75 mld di € (0,55 nell’asta supplementare).
L’obbligazione ha data emissione 27/06/2025 (giorni dietimi: 31), data scadenza 26/08/2027 e cedola al 2,10%, lo 0,91875% netto semestrale. Le date di stacco sono quelle del 26/02 e 26/08, con la prossima del tipo corta (0,348066%) in virtù dei soli 60 giorni di vita su un semestre di 181.
Quanto al calendario delle operazioni di sottoscrizione, per entrambe le tranches (BTP€i e Short Term) le domande da parte dei risparmiatori scadono domani 23 luglio. Il 24 ci saranno le aste vere e proprie, il giorno dopo le supplementari mentre lunedì 28 si procederà al regolamento dei titoli assegnati.
Quanto rende il bond sovrano MEF a 25 mesi?
Ma quanto rende effettivo il titolo già in circolo sul MOT? Ieri l’obbligazione ha chiuso a 100,07 centesimi, di una spanna sopra la pari, per un ritorno effettivo a scadenza del 2,07% (dati: Borsa Italiana). Quanto esiterà la nuova tranche? Lo sapremo tra 2 giorni esatti a operazioni ultimate, ma non si discosterà più di tanto.
Ritorniamo al tema dell’inflazione e ai concetti di rendimenti lordo, netto e reale.
Se il primo lo abbiamo già esposto e per il secondo basterà detrarre tasse e spese bancarie, vediamo l’inflazione nel biennio prossimo a venire. I dati effettivi si sapranno a posteriori, mentre oggi si può procedere di stime. Le previsioni di giugno della Banca d’Italia parlavano di un 1,5% per quest’anno e il prossimo e di un 2% nel 2027 (lo Short Term scade ad agosto e non il 31 dicembre). Dunque, il rendimento reale dovrebbe attestarsi intorno allo zero circa, come a dire: “buono a traghettare” il potere d’acquisto del capitale da qui a 25 mesi.
Nuova tranche del BTP Short Term cedola 2,10% per investire su titoli di Stato scadenza 2027
È tanto o è poco? Né l’uno né l’altro, dato che tutto è molto relativo. Se l’alternativa prima è la liquidità, allora sicuramente è “tanto”, mentre se l’obiettivo è la massimizzazione del ritorno allora è “poco”. L’obbligazione, infatti, grosso modo consentirebbe di restare neutrali nei valori reali da qui ad agosto ’27.
Del resto l’asset in sé non nasce per far fruttare i soldi ivi destinati, quanto per provare ad impiegarli al posto di tenerli completamente fermi. La preferenza per il cash costa sia in termini di spese vive e perdite di potere d’acquisto, mentre lo Short Term più o meno “pareggia i conti”.
A quale profilo di investitore potrebbe potenzialmente interessare il prodotto? Forse allo stesso identikit di chi ricerca il BOT a 12 mesi, ossia a chi punta a una soluzione di investimento che condensi in sé una serie di attributi chiave:
- durata corta, e in questi casi si tratta di 25 mesi;
- duration modificata molto contenuta, e quella dello Short Term è del 2,01, assai lontana dagli eccessi di volatilità di molti altri BTP;
- elevata liquidità sul MOT, e quella sull’IT0005657330 è sì discreta, ma non elevatissima;
- garanzia sovrana, e quindi potenzialmente illimitata, sul capitale investito;
- certezza del capitale a scadenza e rendimento già noto a priori;
- spese fiscali e di gestione contenute e/o inferiori alla media di mercato.