Nuova revisione auto UE. Cosa cambia tra regole stringenti e possibili costi più alti

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21 Maggio 2026 - 15:11

Nuove regole più severe su Adas, elettriche e richiamo. E forse anche costi più alti per i consumatori. Ecco tutte le novità della nuova revisione auto

Nuova revisione auto UE. Cosa cambia tra regole stringenti e possibili costi più alti
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Novità che potrebbero cambiare tutto. Quelle annunciate dall’UE sono delle modifiche sostanziali per le revisioni delle automobili, che puntano a un controllo molto più dettagliato su alcune componenti importanti dei veicoli. D’altronde, cambiano le auto - l’elettrico è solo una parte del cambiamento - e, di conseguenza, devono cambiare i modi in cui le stesse vengono monitorate nel tempo. Anche perché c’è sempre qualche furbetto che, in un modo o nell’altro, riesce a farla franca.

E così, dai dispositivi di sicurezza ai sistemi digitali, passando per le sempre più stringenti regole ambientali, anche auto che fino a ieri erano considerate in regola, oggi potrebbe non esserlo. Ecco l’elenco di tutti i cambiamenti più interessanti introdotti e che vedranno la luce nei prossimi mesi.

L’UE fa sul serio: come cambia la revisione auto (e quando)

La bozza approvata dalla Commissione Trasporti del Parlamento Europeo deve ancora passare al vaglio del Consiglio degli Stati membri e della plenaria, il che significa che i nuovi obblighi non sono ancora operativi: ma la direzione è chiarissima.

Il cambiamento più radicale riguarda i sistemi ADAS: se oggi vengono verificati solo in parte, domani la revisione includerà controlli sistematici su frenata d’emergenza automatizzata, funzionamento degli airbag, integrità di sensori, radar, telecamere e persino i firmware e i software di bordo dedicati alla sicurezza. In pratica, quello che era un controllo prevalentemente meccanico diventa una diagnosi digitale completa.

Arrivano anche verifiche dedicate per auto elettriche e ibride, con attenzione specifica ai sistemi ad alta tensione e al Battery Management System (BMS), il software che governa la salute della batteria. Un’altra novità che potrebbe sorprendere molti automobilisti riguarda i richiami di fabbrica obbligatori: se il costruttore ha emesso un richiamo e il proprietario non l’ha mai eseguito, il veicolo verrà bocciato in revisione, senza appello.

Sul fronte ambientale, i controlli su NOx e particolato restano per ora facoltativi per i singoli Paesi, ma si inaspriscono i controlli su strada, con l’obiettivo di sottoporre a verifica almeno il 5% della flotta circolante di camion, furgoni e autobus per ogni Stato UE.

Interessante anche la novità sulla revisione transfrontaliera: gli automobilisti potranno farla in qualsiasi Paese UE, ottenendo un certificato temporaneo valido sei mesi, dopodiché la revisione successiva dovrà tornare nel Paese di immatricolazione.

Infine, per combattere le frodi sul chilometraggio - vera piaga del mercato dell’usato - le officine saranno obbligate a registrare i km percorsi per ogni intervento che supera l’ora di durata. Respinta, invece, la proposta di revisione annuale per i veicoli con più di dieci anni: la cadenza biennale rimane confermata, anche se i singoli Stati potranno scegliere liberamente scadenze più brevi.

Nuova revisione, nuovi costi? Cosa sappiamo sul listino previsto dalla legge

Il nodo economico è quello che preoccupa di più gli automobilisti italiani, e non a torto. Oggi la revisione auto presso un centro privato autorizzato costa 79,02 euro, cifra fissata da decreto ministeriale e applicata in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Un importo che, già di suo, ha visto un rincaro significativo negli ultimi anni - e che con la riforma UE rischia di salire ulteriormente.

L’introduzione di controlli su ADAS, sistemi di bordo, batterie e richiami obbligatori costringerà i centri di revisione a dotarsi di strumenti diagnostici avanzati e a formare personale specializzato, capace di interfacciarsi con le architetture digitali dei veicoli moderni. Tutto questo ha un costo che, prima o poi, si trasferisce sul consumatore finale.

Al momento non esistono cifre ufficiali su un eventuale adeguamento del listino, che essendo regolato da decreto ministeriale richiederebbe comunque un intervento normativo ad hoc. Quel che è certo è che chi possiede un’auto elettrica o ibrida potrebbe essere il più esposto: i controlli dedicati ai sistemi ad alta tensione e al BMS richiedono apparecchiature che molti centri tradizionali ancora non possiedono, e aggiornarsi non è gratuito.

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