Nuova epatite bambini: sintomi, conseguenze e come curare

Giorgia Bonamoneta

23/04/2022

23/04/2022 - 15:31

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Scatta l’allarme per la nuova epatite che colpisce i bambini. Gli esperti invitano a non allarmarsi, mentre le indagini sull’origine della nuova epatite proseguono. Cosa sappiamo su sintomi e cure.

Nuova epatite bambini: sintomi, conseguenze e come curare

Scatta l’aumento di attenzione per i casi della nuova epatite che colpisce i bambini. Dopo i primi casi nel Regno Unito, segnalati a partire dal 5 aprile 2022, il numero dei bambini coinvolti è aumentato fino a oltre i 100 casi. Dal Regno Unito la nuova epatite - “nuova” per via delle caratteristiche insolite che la contraddistinguono -si è allargata nel continente e oltre. Arrivano infatti le prime notizie di sintomi riconducibili all’epatite infantile anche dall’Alabama, negli Stati Uniti.

L’Italia ha il suo bel da fare, dall’inizio di aprile sono stati segnalati almeno 11 casi sospetti della nuova epatite. In linea con i casi del resto d’Europa, alcuni bambini al di sotto dei 10 anni sono risultati positivi al coronavirus, altri agli adenovirus e, in generale, presentavano alti livelli di anticorpi.

La natura virale è solo un’ipotesi. Dalle indagini di laboratorio è stato possibile escludere l’epatite virale di tipo A, B, C, D ed E, cioè le più note delle epatiti. Inoltre è stato possibile escludere che la causa dell’infezione sia dovuto al vaccino anti Covid-19, infatti quasi tutti i bambini con i sintomi non avevano ancora ricevuto la vaccinazione.

Nuova epatite colpisce i bambini: cosa sappiamo

Da inizio aprile la nuova epatite che colpisce i bambini sta facendo discutere la comunità di esperti. A colpire, per particolarità, è la fascia piuttosto ristretta di infezione, cioè i bambini piccoli, tra i 3 e i 7 anni (in generale sotto i 10 anni). Solitamente le epatiti non hanno una fascia così ristretta di soggetti più fragili, anzi riguardano tutti indiscriminatamente. La fascia d’età e l’elevato numero di casi in breve tempo ha fatto sospettare un’origine virale della nuova epatite. Al momento però non è ancora stata classificata, perché non si conosce il virus colpevole. Si sospetta l’adenovirus, a cui 5 bambini su 13 casi segnalati in Scozia sono risultati positivi.

L’altro possibile colpevole potrebbe essere il coronavirus, ma è meno plausibile, come rimane solo un’ipotesi che la colpa sia dell’uso della mascherina e del lockdown. Di più si saprà la prossima settimana quando un’inchiesta internazionale pubblicherà le conclusioni sulla ricerca delle cause.

Sintomi della nuova epatite infantile: zero febbre, ma nausea e vomito

La particolarità di questa nuova epatite è che non presenta i classici sintomi delle epatiti di tipo A, B, C, D o E. La diagnosi arriva in seguito a complicazioni e peggioramento di sintomi quali nausea, vomito e dolore all’addome. Solo dall’analisi del fegato si può giungere alla diagnosi di casi sospetti della nuova epatite infantile.

Tra i maggiori sintomi si trovano, a parte l’assenza di febbre:

  • alti livello di enzimi epatici
  • ittero
  • sintomi gastrointestinali (vomito e diarrea)

Giuseppe Maggiore, responsabile di epatogastroenterologia e nutrizione dell’Ospedale Pediatrico Bamibino Gesù di Roma, ha spiegato che “contemporaneamente i valori di enzimi epatici, le transaminasi, aumentano nel sangue per effetto della distruzione degli epatociti e si possono osservare alterazione nei fattori di coagulazione”.

Quali sono le conseguenze delle epatiti e le epatiti infantili e quali sono le cure

“Gli epatociti, le cellule del fegato, sono tra i principali responsabili della funzione metabolica del nostro organismo, e in presenza di epatite subiscono una riduzione della loro capacità - spiega ancora Maggiore - “se il danno persiste o il fegato, per motivi diversi, ha difficoltà a rigenerarsi, compare l’insufficienza epatica grave, una condizione potenzialmente fatale e che richiede trapianto d’organo”.

Purtroppo le epatiti infantili riscontrate nell’ultimo mese non sono da meno e in alcuni casi si è dovuto ricorrere a un trapianto d’urgenza. Anchein Italia un bambino, arrivato grave in ospedale, è stato operato.

In genere il trattamento dell’epatite dipende dalla tipologia di epatite:

  • epatite A richiedendo solo un adeguato riposo e una dieta a base di cibi leggeri e privi di grassi e nessuna bevanda alcolica;
  • epatite B tende a guarire spontaneamente con il riposo e un adeguato regime alimentare. Nei casi più gravi può essere necessaria la somministrazione di una combinazione di farmaci ad azione anti-virale in grado di mantenere bassi i livelli di virus nel sangue;
  • epatite C richiede, nel caso di attiva replicazione virale, una cura farmacologica;
  • epatite cronica autoimmune può richiedere la cura con farmaci anti-infiammatori (corticosteroidi) e/o immunosoppressori;
  • epatite alcolica, quando è in stato avanzato di progressione, si può avvalere del trattamento con corticosteroidi.

Il trapianto invece viene effettuato in caso di malattia grave per scongiurare il rischio di encefalopatia, cioè il rischio di “alterazione neurologica per la mancanza di filtraggio del fegato di sostanze che possono essere tossiche per il cervello”.

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