In questi giorni è stata approvata una novità significativa nell’ambito della legge di bilancio 2025: un emendamento che permette di accedere alla pensione anticipata tramite la previdenza complementare, cioè utilizzando un fondo pensione sottoscritto dal lavoratore.
Come abbiamo già approfondito in un nostro precedente articolo, questa misura si applicherà esclusivamente ai cosiddetti “contributivi puri”.
Tuttavia, secondo quanto affermato di recente dalla deputata della Lega Tiziana Nisini, prima firmataria dell’emendamento oggetto, si starebbe già lavorando a una norma che potrebbe includere nuovi profili di lavoratori, modificando in parte l’ambito di applicazione attualmente previsto. Vediamo meglio di cosa si tratta.
Pensione anticipata con il fondo pensione, l’attuale ambito di applicazione
Attualmente, è possibile accedere alla pensione di vecchiaia anticipata al compimento di 64 anni, a condizione di aver maturato almeno 20 anni di contributi e che l’importo della pensione sia pari o superiore a tre volte l’assegno sociale. Grazie a questa nuova norma, in futuro sarà possibile sfruttare un “ponte” con la previdenza integrativa. In sostanza, i lavoratori potranno utilizzare la rendita generata dal proprio fondo pensione per soddisfare il terzo requisito previsto: avere un trattamento pensionistico che raggiunga almeno tre volte l’importo dell’assegno sociale. In questo caso, però, la soglia dei contributi richiesti passerà da 20 a 25 anni, per poi salire ulteriormente a 30 anni a partire dal 2030.
È importante sottolineare che questa norma è prerogativa soltanto dei cosiddetti “contributivi puri”, ossia di tutti quei lavoratori che hanno iniziato la propria attività dopo il 31 dicembre 1995, ovvero in seguito all’entrata in vigore della cosiddetta Legge Dini. Questa riforma, come noto, ha introdotto un cambiamento epocale nel sistema previdenziale italiano, passando dal metodo di calcolo retributivo, al metodo contributivo, che si fonda sui contributi effettivamente versati nel corso dell’intera vita lavorativa.
Secondo quanto dichiarato dalla deputata della Lega Tiziana Nisini, prima firmataria di questo emendamento, in una recente intervista rilasciata a Parlamento 24, rubrica di approfondimento del Sole 24 Ore, l’intenzione è quella di ampliare la platea dei beneficiari includendo anche i lavoratori che hanno iniziato la propria attività prima del 1996. Questi lavoratori rientrerebbero nel cosiddetto modello misto, che prevede il calcolo della pensione con il sistema retributivo fino al 31 dicembre 1995 e contributivo per gli anni successivi. Tuttavia, ci preme sottolineare che, al momento, si tratta esclusivamente di un’idea preliminare e che, con molta probabilità, non troverà spazio in questa manovra.
L’approvazione dell’emendamento, spiega la Nisini a mezzo social, è un traguardo storico che come Lega rivendichiamo con grande orgoglio. Così, potenziamo il pensionamento anticipato, permettendo a chi ha i requisiti necessari di raggiungere un trattamento pari a tre volte il minimo. E’ lo strumento giusto per affrontare in maniera seria il problema delle pensioni povere con il calcolo contributivo e imprimere una vera svolta al sistema previdenziale nel nostro Paese.
Fondo pensione, uno strumento sempre più potente
Indipendentemente dall’effettiva estensione della platea dei beneficiari di questa nuova norma, appare evidente come la sottoscrizione di un fondo pensione sia ormai una decisione strategica di grande rilevanza per chi desidera pianificare con attenzione il proprio futuro. Questo strumento non si limita a garantire un assegno pensionistico più elevato, grazie all’integrazione tra pensione pubblica e privata, ma introduce anche una maggiore flessibilità per accede alla pensione anticipata.
È importante sottolineare che, oltre a questa opportunità, esistono altre soluzioni pensate per favorire l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Tra queste spicca la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), uno strumento che si avvale anch’esso della previdenza integrativa, ma che opera secondo un meccanismo del tutto distinto rispetto a quanto previsto dalla normativa attuale.
In definitiva, strumenti come il fondo pensione e la RITA dimostrano come oggi sia possibile personalizzare sempre di più il percorso verso la pensione, rendendolo più flessibile e in linea con le necessità di ciascun individuo.