Nel nostro Paese ci sono 958.000 lavoratori provenienti da Ucraina, Bangladesh, India, Egitto e Pakistan

Alessandro Nuzzo

7 Febbraio 2026 - 12:25

Quanto si evince dal rapporto «Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia 2025» elaborato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Nel nostro Paese ci sono 958.000 lavoratori provenienti da Ucraina, Bangladesh, India, Egitto e Pakistan

L’Italia continua a rappresentare una destinazione attrattiva per chi sceglie di trasferirsi dall’estero in cerca di opportunità professionali. A certificarlo è il rapporto 2025 «Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia» del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che fotografa un Paese sempre più dipendente dal contributo occupazionale dei lavoratori stranieri, ma anche attraversato da forti squilibri e criticità.

Al 1° gennaio 2025 i cittadini stranieri residenti in Italia sono 5,4 milioni, pari al 9,2% della popolazione complessiva. Si tratta di un dato in crescita rispetto all’anno precedente, con circa 69 mila residenti in più. La distribuzione geografica resta fortemente sbilanciata: oltre il 58% degli stranieri vive nel Nord, circa un quarto risiede nelle regioni centrali, mentre il 17,3% - poco meno di un milione di persone - è concentrato nel Mezzogiorno.

Dal punto di vista delle nazionalità, la comunità rumena continua a essere la più numerosa, rappresentando oltre un quinto del totale. Seguono gli albanesi e i marocchini. Tuttavia, le crescite più marcate nell’ultimo periodo riguardano le comunità di Bangladesh, Pakistan e Ucraina, segno di flussi migratori in evoluzione legati sia a dinamiche economiche sia a contesti geopolitici instabili.

Il 2024 ha segnato un ulteriore rafforzamento del mercato del lavoro italiano. Gli occupati complessivi hanno sfiorato quota 24 milioni, con un incremento di circa 350 mila unità rispetto al 2023. La spinta maggiore è arrivata proprio dalla componente straniera: i lavoratori non comunitari sono aumentati del 6,5%, quelli comunitari del 5%, mentre gli italiani hanno registrato una crescita più contenuta, attorno all’1%. Nel complesso, gli occupati stranieri sono 2 milioni e 514 mila, pari al 10,5% del totale nazionale.

La grande maggioranza dei lavoratori stranieri è impiegata con un contratto da dipendente: circa l’86%, oltre 2,1 milioni di persone. Il restante 14% svolge attività autonome. Dal punto di vista settoriale, la presenza straniera è particolarmente concentrata nei servizi collettivi e personali, che assorbono il 30,9% degli occupati migranti. Seguono agricoltura (20%), alberghi e ristorazione (18,5%) e costruzioni (16,9%), comparti spesso caratterizzati da carenza di manodopera locale.

Aumento degli occupati stranieri in Italia

Analizzando le principali comunità, tra il 2023 e il 2024 si osserva un aumento degli occupati in quasi tutte. Le crescite più consistenti riguardano i cittadini cinesi (+8,9%) e marocchini (+4,5%), mentre per gli albanesi l’aumento è più contenuto (+1,9%). Spiccano poi incrementi molto elevati per alcune comunità, come russi, egiziani e brasiliani. All’opposto, cali significativi si registrano tra macedoni, tunisini e senegalesi. Parallelamente, diminuisce il numero di disoccupati in diverse comunità, ma crescono in modo marcato le persone in cerca di lavoro tra pakistani, ecuadoriani ed egiziani.

Accanto ai segnali positivi, il rapporto mette in luce profonde criticità. I divari di genere restano enormi in alcune comunità, con tassi di occupazione femminile estremamente bassi. Persistono forti disuguaglianze tra gruppi nazionali e un’elevata esposizione al rischio di infortuni: oltre il 23% degli incidenti sul lavoro coinvolge lavoratori stranieri. A ciò si aggiunge una penalizzazione salariale significativa: la retribuzione media annua dei lavoratori non UE è inferiore di oltre il 30% rispetto alla media complessiva, riflesso di mansioni meno qualificate e di una minore continuità lavorativa.

Il quadro che emerge è quello di un mercato del lavoro che ha bisogno degli stranieri per crescere, ma che fatica ancora a garantire condizioni eque e opportunità reali di integrazione.

XV Rapporto «Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia»
Elaborato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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