I miliardari russi non sono stati colpiti dalle sanzioni occidentali, anzi, sono sempre più ricchi.
Le sanzioni sono state la principale risposta occidentale alla guerra in Ucraina e anche se hanno indebolito notevolmente la Russia, pur senza dissuaderla dal proseguimento del conflitto, non hanno invece scalfito le enormi ricchezze degli oligarchi. I miliardari russi sono sempre più ricchi, anziché subire in qualche modo gli effetti della guerra e delle misure dell’Occidente.
Un’analisi di Forbes lo aveva evidenziato già nel 2024, rilevando che dopo una rapida fase in discesa i patrimoni degli oligarchi russi hanno recuperato con gli interessi nel giro di un solo anno. Oggi, con le tensioni in Medio Oriente e la pressione sullo stretto di Hormuz, i miliardari di Mosca hanno potuto incrementare ulteriormente i propri guadagni fino a raggiungere livelli record, altro che sanzioni. Un effetto senza dubbio molto diverso da quello sperato da Europa e Stati Uniti, per quanto non direttamente influente sull’economia della nazione e sulle sue capacità belliche.
I miliardari russi sono sempre più ricchi, nonostante le sanzioni
Non si può dire che la Russia abbia incassato le sanzioni senza battere ciglio, nonostante abbia scelto di continuare la guerra in Ucraina. L’economia del Paese è profondamente colpita dal prolungato sforzo bellico e dalle sanzioni occidentali, condizioni che a ben vedere non favoriscono nemmeno la crescita dei privati. Gli oligarchi russi hanno dovuto personalmente fare i conti con l’impatto della guerra e delle sanzioni, subendo il rallentamento economico della nazione e gli alti tassi imposti dalla Banca centrale di Mosca.
Eppure, come anticipato, le loro fortune sono addirittura aumentate nell’ultimo anno, proseguendo una tendenza in crescita inarrestabile dopo il brusco calo del 2022. Tra marzo 2025 e marzo 2026, come evidenzia il report della rivista statunitense, il patrimonio totale complessivo dei 155 miliardari russi è passato da 625,5 a 696,5 miliardi di dollari. Una cifra record che appare ancora più significativa quando si osserva il dettaglio della classifica, dove effettivamente alcuni oligarchi hanno subito delle perdite. In particolare, soltanto 35 miliardari hanno registrato un calo del patrimonio rispetto all’anno passato, mentre per 18 di loro la situazione è rimasta pressoché stabile.
Questo vuol dire che per la stragrande maggioranza c’è stato un miglioramento significativo e che 102 oligarchi sono riusciti a guadagnare almeno 70 miliardi di dollari nonostante le difficoltà citate. Gli elementi specifici che hanno portato a questa crescita sono diversi a seconda dell’oligarca e del settore in cui opera, nonché della nazione, ma troviamo punti comuni nello scompiglio economico e commerciale che sta investendo il mondo nell’ultimo periodo. Così, non soltanto i miliardari russi presenti in classifica prima dell’invasione dell’Ucraina sono rimasti saldi al proprio posto, ma sono anche stati raggiunti gradualmente da nuovi ricchissimi.
Soltanto l’ultimo anno, infatti, altri 14 miliardari hanno ottenuto un posto nel report di Forbes, ma i primi posti non cambiano mai. Nel complesso, i primi 20 miliardari detengono quasi 300 miliardi di dollari e continuano a crescere con aziende internazionali e spesso fortune detenute in valuta estera. L’intera classifica, peraltro, corrisponde a un valore superiore ai risparmi di tutti i cittadini russi, oltre 143 milioni di persone secondo le ultime stime.
La resistenza russa alle sanzioni
Il primo posto della classifica spetta a mani basse ad Alexei Mordashov, con una fortuna di 37 miliardi di dollari, di cui 8,5 miliardi di dollari guadagnati proprio in quest’ultimo anno. Mordashov, Ceo della società di investimenti Servergroup e molto attivo nell’estrazione di oro, è noto soprattutto per la sua vicinanza a Putin, insieme a Vlaimir Potanin.
Quest’ultimo si posizione al secondo posto con un patrimonio da 29,7 miliardi di dollari, in buona parte dovuti alla partecipazione a Interros, senza contare che si tratta del Ceo di Nornickel. Infine, la medaglia di bronzo va a Vagit Alekperov, ex capo di Lukoil, spesso definito il ponte tra leadership politica e settore energetico, con un patrimonio da 29,6 miliardi di dollari. Possiamo quindi evidenziare facilmente che la situazione economica degli oligarchi russi è molto importante per il Paese, ben più di quanto potrebbe avvenire in una situazione analoga in un altro Stato.
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