Non è una crisi del dollaro. È un’anomalia epocale che non puoi ignorare

Tommaso Scarpellini

8 Luglio 2025 - 13:27

Il crollo del dollaro sfida le logiche di mercato: c’è chi parla di «crisi», e dall’altra parte chi parla di opportunità. Ecco cosa non puoi assolutamente ignorare in questo momento storico.

Non è una crisi del dollaro. È un’anomalia epocale che non puoi ignorare

Mercati ai massimi, portafogli degli investitori europei ai minimi. Il motivo? Il dollaro è in caduta libera.

Per molti, è l’inizio di una crisi senza precedenti. Ma c’è anche chi la vede come un’opportunità. Perché in fin dei conti, dietro al dollaro oggi si muove una delle anomalie più grandi della storia recente.

Ecco cosa devi assolutamente sapere oggi se hai intenzione di comprare azioni denominate in dollari.

La divergenza che non ti aspetti

La dinamica attuale tra euro e dollaro ha dell’incredibile. Non solo per l’entità del movimento, un calo rapido e violento del biglietto verde contro quasi tutte le principali valute, ma per ciò che rappresenta: uno squilibrio tra fondamentali macroeconomici e comportamento del mercato.

Tecnicamente parlando, ciò che stiamo osservando è una policy divergence che rischia di amplificarsi nei prossimi mesi. La BCE ha iniziato un percorso di taglio dei tassi più aggressivo del previsto, mentre la Federal Reserve sta temporeggiando.

Gli operatori attendevano un allineamento delle politiche monetarie, ma è accaduto il contrario.

Rendimenti vs. flussi: chi sta mentendo?

E qui entra in gioco la domanda chiave: cosa succede se la BCE continua a tagliare, mentre la Fed mantiene i tassi alti?
Succede che i capitali, in teoria, si dirigono dove trovano maggiore remunerazione.

Oggi, però, la realtà è controintuitiva. I Treasury USA a lunga scadenza offrono oltre il 4.3% di rendimento.
I titoli europei si fermano poco sopra il 3%. Eppure, i flussi vanno verso l’Europa.

Perché?

Questa è l’anomalia.
I rendimenti sono a favore degli Stati Uniti, ma il capitale si sposta verso l’euro.
Una distorsione che crea potenzialmente una delle circostanze più interessanti e complesse degli ultimi anni.

Il pendolo economico si muove

In teoria, un tale scarto tra i rendimenti dovrebbe attirare domanda di dollari.
In pratica, oggi no. Ma per quanto tempo ancora?
Il mercato si comporta spesso come un pendolo. Estende, esagera… poi torna in equilibrio.

La recente riduzione del tasso di disoccupazione negli Stati Uniti al 4.12% ha riportato i rendimenti dei Treasury a salire.
È il segnale che presto il ciclo tornerà favorevole al biglietto verde?

Perché per quanto ancora i rendimenti del Treasury possono continuare a salire? Arriverà un momento in cui i rendimenti diventeranno abbastanza allettanti da giustificare l’investimento. Quindi la domanda implicita resta: per quanto ancora ci sarà questa anomalia?

La risposta?

Questa non è una semplice correzione valutaria. È una delle rare anomalie in cui i fondamentali si separano completamente dal prezzo. E se i mercati sono davvero un pendolo, possiamo dire che oggi il pendolo si sta caricando in una direzione. E lo si nota dal fatto che il rendimento delle obbligazioni, è già superiore all’earning yield delle azioni.

DXY, 1W DXY, 1W Grafico a candele settimanali dell'indice del dollaro. Fonte: baha.com