Boom di contagi e quarantene da Omicron. Ma dopo essere guariti è possibile contagiarsi di nuovo con la variante sudafricana? Ecco cosa dicono gli esperti.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
«È possibile contagiarsi due volte con la variante Omicron?». È la domanda che si stanno ponendo tutti coloro che hanno trascorso le vacanze di Natale e Capodanno in casa. Infatti, nonostante i sintomi di Omicron siano più lievi rispetto a quelli delle varianti precedenti, occorre comunque restare in isolamento finché non si torna negativi.
Ma è possibile infettarsi due volte con la variante sudafricana? Vediamo cosa dicono gli esperti.
Omicron, è possibile infettarsi due volte?
Prima di tutto, è importante sottolineare che nessuno di noi può sapere con certezza da quale variante è stato contagiato. Anche se il nostro tampone verrà sottoposto ad analisi genomica, nessuno ci comunicherà se abbiamo contratto Omicron, Delta o un’altra variante. I laboratori inviano il dato solo all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) per compilare statistiche sulla presenza delle varianti.
Chi si è contagiato da poco non può essere certo, dunque, di aver contratto Omicron dal momento che la variante Delta è ancora presente. Ma da diversi studi provenienti dal Regno Unito (uno dei paesi che sequenzia di più), è emerso che chi è vaccinato con tre dosi e risulta positivo ha 4,5 volte più probabilità di essersi contagiato con Omicron rispetto a un non vaccinato. E coloro che hanno solo doppia dose hanno 2,3 volte più probabilità di essersi infettati con Omicron rispetto ai non vaccinati.
In sostanza, chi è vaccinato (soprattutto con terza dose) ed è risultato positivo, è probabile che abbia contratto Omicron. Ma è possibile contagiarsi due volte con la variante sudafricana?
In un’intervista al Corriere della Sera, Mario Clerici, docente di Immunologia all’Università Statale di Milano, risponde così: «Direi di no perché la risposta immune, con anticorpi e con linfociti T, è potente e specifica per il virus con cui si viene a contatto, quindi ritengo molto improbabile una nuova infezione da Omicron, se effettivamente si è stati contagiati da Omicron. Si potrà invece contrarre un’infezione da un’altra variante, magari Delta o qualche nuovo ceppo mutato che potrà emergere nei prossimi mesi, scenario piuttosto probabile finché il virus continuerà a circolare».
In sostanza, secondo l’esperto, se ci si contagia con una variante è possibile infettarsi con un’altra. Ma è altamente improbabile «incappare» nella stessa. «La storia dell’immunologia ci dice che è quasi impossibile contagiarsi con la stessa variante, per questo non esistono studi specifici sul tema» spiega Clerici.
E continua: «Sars-CoV-2 non è come il morbillo che non muta. Chi si ammala di morbillo o si vaccina non andrà più incontro alla malattia. Con il Covid, come in generale con i virus respiratori, le cose sono diverse perché non c’è immunità sterilizzante. Tuttavia, anche con il passare del tempo, pur con un calo di anticorpi specifici su Omicron, resteranno in circolo i linfociti T che ci proteggeranno dalla malattia. Qualcuno potrà forse contagiarsi di nuovo con Omicron a distanza di tempo ma, grazie al lavoro delle cellule T, senza accorgersene e senza alcun cenno di malattia».
Possibile contagiarsi con Omicron due volte? La posizione di Pregliasco
Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Istituto Galeazzi e professore dell’Università di Milano, condivide la posizione di Clerici: « Ritengo improbabile riammalarsi di Omicron, almeno sul breve periodo e vorrei tranquillizzare chi si è appena contagiato che non andrà incontro a una nuova infezione con lo stesso ceppo. Il coronavirus non dà protezione sul lungo termine, per questo anche il vaccino, creato sul ceppo di Wuhan, zoppica un po’».
E conclude: «Come succede con l’influenza magari tra uno o due anni sarà possibile riprendere il Covid, che non sarà più Omicron perché nel frattempo sarà mutato, dal momento che Sars CoV-2 è instabile. Il 3% dei casi attuali sono persone che si erano contagiate nella prima ondata: è passato del tempo e la maggior parte dei contagiati della prima ora è rimasto protetto anche da Omicron perché statisticamente resta una buona risposta immunitaria a lungo termine».
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.