Non c’è da fidarsi del rialzo delle azioni europee? Il messaggio di Goldman Sachs

Laura Naka Antonelli

19 Settembre 2025 - 17:13

Goldman Sachs parla delle azioni europee e rivela le riflessioni dei gestori dei fondi. La risposta all’interrogativo e le previsioni.

Non c’è da fidarsi del rialzo delle azioni europee? Il messaggio di Goldman Sachs

Per le azioni europee i buy stanno arrivando per caso al capolinea? Vale ancora la pena di scommettere sulle borse europee o il picco è ormai alle nostre spalle?

Dopo aver fatto meglio di Wall Street, in termini di dollari, nel corso del primo trimestre di quest’anno, l’indice di riferimento dell’azionario europeo, ovvero lo Stoxx 600 Index, ha rallentato d il passo. La febbre di inizio anno scatenata soprattutto dall’entusiasmo manifestato dagli investitori per il bazooka fiscale annunciato dalla Germania, di fatto, è scesa. Basta guardare al Ftse Mib di Piazza Affari che, nel corso dell’ultimo mese di contrattazioni, ha ceduto più del 2%. Anche l’Ibex di Madrid ha perso smalto, sebbene in misura minore, mentre al Dax della borsa di Francoforte è andata peggio.

Cosa sta succedendo? Un’interpretazione è stata data dagli strategist di Goldman Sachs, che hanno risposto a questo interrogativo confermando alcuni sospetti e rendendo note alcune loro previsioni su cosa accadrà alle borse europee.

Azioni europee non brillano più come a inizio 2025. Goldman Sachs, scetticismo gestori su bazooka tedesco

Le borse europee non stanno brillando più come all’inizio del 2025, quando i buy si erano affollati sui principali indici azionari, in generale sull’indice Stoxx 600, a seguito della decisione di Berlino di rivitalizzare l’economia tedesca con un ambizioso e storico piano di investimenti in infrastrutture e nel settore difesa: il bazooka fiscale, per l’appunto.

Nel decretare la fine del freno al debito, debt brake, la Germania ha optato per una politica fiscale espansiva, dunque per una crescita significativa dei livelli della spesa pubblica.

Ma la domanda dei mercati è la seguente: Berlino manterrà fede alle sue promesse? Il bazooka fiscale ci sarà davvero? Soprattutto, quegli investimenti saranno sufficienti a dare un impulso all’economia europea, considerando che la stessa Europa ha deciso di incrementare le proprie spese per la difesa?

In attesa di risposte concrete da parte di Berlino e di Bruxelles, Goldman Sachs ha confermato che, tra i gestori dei fondi, stanno serpeggiando diversi dubbi sulla sostenibilità dei guadagni incassati dalle azioni europee, non solo per lo scetticismo espresso verso quelle che saranno le reali conseguenze del bazooka fiscale tedesco, ma anche perché le scommesse sull’AI, ovvero sul ruolo crescente e sempre più determinante dell’intelligenza artificiale, stanno sostenendo soprattutto Wall Street.

Non scherza neanche l’azionario cinese, che sta spiccando con i suoi rialzi tra i mercati emergenti.

L’Europa, invece, sta scivolando in fondo alla lista della spesa, se così si può dire, come fa notare Bloomberg, sulla base delle interviste che sono state rilasciate dai due strategist di Goldman Sachs, Sharon Bell e Christian Mueller-Glissmann.

L’Europa è scesa in fondo alla lista della spesa in quanto ci sono così tante altre aree che stanno mostrando un momentum migliore ”, ha detto Mueller-Glissmann, con Bell che ha aggiunto che “tutti (i gestori dei fondi) sono piuttosto scettici sul fatto che l’Europa spenderà i soldi”.

Praticamente, il quesito che molti si pongono è il seguente: “ Voglio davvero vedere cosa succederà rispetto a quanto mi è stato detto”. Fermo restando che, nel mondo affollato degli esperti e nell’ambito di una strategia di stock picking, le previsioni bullish su alcune azioni sono sempre presenti.

Il nodo AI (intelligenza artificiale). Le azioni europee non sono certo le prime a cui i gestori guardano

Le azioni europee non sono però le prime a cui i gestori dei fondi pensano, nel momento in cui guardano alle potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Con l’entusiasmo per l’AI che è tornato a rinfocolarsi, l’attenzione è rivolta più agli asset americani: dunque a Wall Street, supportata sia dalla resilienza dell’economia americana, che dai tagli dei tassi attesi. E, su quest’ultimo punto, va ricordato che un passo concreto è stato fatto dalla Fed di Jerome Powell, che ha appena tagliato i tassi, quest’anno, per la prima volta).

Ed è così che, allo stato attuale delle cose, si nota come lo Stoxx 600 non stia più sovraperformando la borsa USA, ma come la situazione si sia ribaltata.

Lo S&P 500 è in rialzo infatti quest’anno del 12%, a fronte del +8,6% dello Stoxx 600, che viaggia al di sotto del massimo testato nel mese di marzo.

Dopo il rally riportato nei primi mesi dell'anno, lo Stoxx Europe 600 ha messo il freno Dopo il rally riportato nei primi mesi dell’anno, lo Stoxx Europe 600 ha messo il freno Il grafico confronta il trend dell'azionario europeo (Stoxx Europe 600), di Wall Street (S&P 500) e della borsa cinese (MSCI China). (Fonte: Bloomberg).

Il sondaggio di Bank of America: né febbre ma neanche grande paura per le borse europee

Non è di buon auspicio inoltre l’esito del recente sondaggio condotto da Bank of America, che ha rivelato che, nel mese di settembre, gli investimenti in Europa sono diminuiti.

Ciò non significa che i gestori siano pessimisti, dal momento che, dallo stesso sondaggio, è risultato che nessuno degli interpellati ritiene che le borse europee possano perdere più del 5%.

Idem hanno affermato i gestori dei fondi interpellati da Goldman Sachs, che hanno riferito che, anche se lo scetticismo è evidente, la consapevolezza della sola esistenza di quei piani di politica fiscale espansiva fa sì che gli investitori siano “ meno preoccupati di scenari di ribassi estremi ”.

Le previsioni di Goldman Sachs sul trend dello Stoxx 600 e il commento sulle banche

La stessa Goldman Sachs non ha gettato la spugna guardando alle azioni europee in quanto, ha fatto notare Bell, “se l’Europa riuscirà a soddisfare 3/4 delle sue promesse, credo che il mercato farà molto bene ”.

La strategist prevede per ora che gli utili delle aziende europee saliranno nei prossimi due anni del 4% (nel 2026) e del 6% (nel 2027), grazie al miglioramento dei fondamentali economici: fattore che, a suo avviso, pone le basi per un altro rialzo dell’indice Stoxx 600 del 5% circa nei prossimi 12 mesi.

In evidenza infine la nota positiva sulle banche: “Sento molti clienti dire che la probabilità di tassi negativi in Europa, nel corso del prossimo decennio, è molto, molto bassa, fattore che è positivo per le banche ”, ha puntualizzato Mueller-Glissmann, che ha però rimarcato la prudenza dei gestori: “Il fatto che il sostegno fiscale ci sia è riconosciuto, ma non c’è la propensione a scommettere su uno scenario bullish”.

Insomma, Goldman Sachs non lancia alcun alert sulle azioni europee, ma fa capire che, prima di puntare troppo in alto sull’Europa, i gestori vogliono essere sicuri di potersi fidare che il Continente passerà dalle parole ai fatti.

Nel frattempo, i gestori sembrano voler dare più fiducia a Wall Street, che sta continuando a cavalcare l’onda dell’intelligenza artificiale. Ben consapevoli, anche, del fatto che in diversi casi la realtà è riuscita a stracciare le convinzioni più granitiche.

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