Noleggiare un’auto: la riduzione delle flotte fa crescere i prezzi

Marco Lasala

15 Giugno 2022 - 11:12

condividi

La profonda crisi del mercato automobilistico colpisce anche il settore del noleggio auto, diminuiscono le flotte, aumentano i prezzi.

Noleggiare un’auto non è mai stato così difficile e costoso. La profonda crisi che sta investendo il mercato automobilistico, sembra ripercuotersi anche sul car sharing, le aziende stanno riducendo le loro flotte.

Al fine di colmare questo “vuoto”, stanno nascendo nuove piattaforme di car sharing tra privati, nonostante tutto tempi e costi per noleggiare un’auto non sono mai stati così alti.

Tanti i fattori che incidono su questo mercato, di sicuro la pandemia con tutti i problemi legati alla sanificazione, non ha favorito la “condivisione” delle vetture, anzi, se aggiungiamo la crisi dei semiconduttori che ha costretto le aziende di noleggio a rivedere i propri programmi e parchi e non per ultimo, il crescente aumento del prezzo della benzina, è comprensibile come il tutto abbia inciso, negativamente sullo sharing.

Noleggiare un’auto: dalle elettriche ai SUV, cambiano le esigenze

Anche l’arrivo delle auto elettriche ha condizionato le grandi flotte aziendali, il loro prezzo considerevole ha fatto lievitare i costi di noleggio, così c’è chi ha optato per le classiche auto endotermiche.

Un altro fenomeno in costante ascesa, è il car sharing peer-to-peer, ovvero la condivisione da parte di un privato, della propria auto, con più persone, in questo caso, sconosciute.

Novità questa che nasce dall’esigenza di contenere i costi di gestione di un’auto, ma anche quello di proporre valide alternative alle classiche formule di autonoleggio, nell’era post pandemica, tante le società di noleggio che hanno cambiato la propria offerta, riducendola.
È il caso di Avis, costretta a limitare la propria presenza in diversi aeroporti italiani, situazione sostanzialmente simile per Europcar, società di noleggio che nel 2020 ha visto una riduzione dei suoi ricavi di oltre il 40%.

Non se la passa meglio Hertz, dopo l’iniziale dichiarazione di fallimento, è stata ristrutturata, il suo portafoglio offerte si è notevolmente allargato verso altri servizi, ma i suoi ricavi sono crollati di quasi il 46%.

Ciò che è accaduto nel Regno Unito dovrebbe far riflettere, le società di noleggio negli UK hanno venduto parte delle proprie flotte, una mossa strategica che ha consentito ai clienti di avere un’auto pressoché nuova in tempi ridottissimi rispetto al nuovo e con sconti anche nell’ordine del 10-15%.

Hertz fino al 2019 aveva, a livello globale, oltre 700.000 veicoli, nei primi tre mesi del 2022, ne contava poco più di 480.000 mila, Europcar è passata da circa 300.000 veicoli nel primo trimestre 2022 a poco meno di 190.000 unità nel 2021.

Una strategia, che anche in virtù della grave situazione sanitaria internazionale, ha spinto i noleggiatori a dismettere beni che si stanno svalutando enormemente, senza dare prodotti.

Crisi Ucraina Russia: possibili risvolti anche nel noleggio auto?

Sembrerà strano, ma anche la guerra tra Russia e Ucraina ha avuto effetti negativi sul noleggio, perché ha fatto lievitare enormemente i prezzi delle auto nuove. In Ucraina vengono prodotte numerose parti e componenti automobilistici, non in ultimo, i semiconduttori, la grave crisi ha comportato costi sempre più alti, con ripercussioni sugli approvvigionamenti e prodotti assemblati.

Si diffondono così le nuove piattaforme di condivisione, il car sharing peer-to-peer consente di noleggiare un’auto a costi ridotti, da un privato.

Sono nati così servizi come la HiyaCar o la Turo, che hanno il compito di colmare il vuoto lasciato dagli autonoleggi, favorendo l’incontro tra la richiesta e l’offerta di auto a noleggio esclusivamente tra privati.
Nel Regno Unito sono oggi oltre 400.000 gli utenti che hanno aderito a questa innovativa formula.

Argomenti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Iscriviti a Money.it