L’occhio del Grande Fratello sbarca a New York: l’intelligenza artificiale monitora il comportamento alla guida

Enrica Perucchietti

21/07/2023

L’Automatic License Plate Recognition (ALPR) permette di monitorare ogni auto che passa davanti alle telecamere, registrando i dati delle targhe e analizzando i comportamenti alla guida.

L’occhio del Grande Fratello sbarca a New York: l’intelligenza artificiale monitora il comportamento alla guida

L’arresto di David Zayas

La notizia dell’arresto di David Zayas, avvenuto il 10 marzo 2002, mentre era alla guida della sua automobile, grazie all’utilizzo di un sistema di intelligenza artificiale per la sorveglianza del traffico di droga sembrerebbe essere, di primo acchito, un successo per le forze dell’ordine.

L’uomo stava percorrendo la Hutchinson River Parkway, a Scarsdale, comune della contea di Westchester, nello Stato di New York. La strada era conosciuta per essere molto frequentata dagli spacciatori di droga: questo ha portato la polizia a intercettare la vettura e a perquisirla. Al momento del fermo, gli agenti hanno trovato nel veicolo 112 grammi di cocaina, insieme a una pistola semiautomatica e a 34 mila dollari in contanti. Immediato l’arresto con l’accusa di traffico di droga. Un anno dopo, è arrivata l’ammissione di colpevolezza da parte dell’uomo.

I limiti per la privacy

Tuttavia, dietro questa apparente “efficacia” si nascondono rischi significativi per la privacy e l’incremento della sorveglianza tecnologica.

L’uso di sistemi di intelligenza artificiale come l’Automatic License Plate Recognition (ALPR) solleva preoccupazioni legittime riguardo alla privacy dei cittadini. Questa tecnologia permette di monitorare costantemente ogni automobile che passa davanti alle telecamere, registrando i dati delle targhe e analizzando i comportamenti alla guida.

Sebbene l’obiettivo possa essere quello di individuare attività illegali, come nel caso di Zayas, ciò significa che ogni automobilista si trova costantemente sotto il controllo di un sistema di sorveglianza invasivo.

Questo tipo di sorveglianza di massa viola il diritto alla privacy dei cittadini. Il diritto di muoversi liberamente senza essere costantemente monitorati dovrebbe essere garantito, ma con l’uso di tecnologie come ALPR, tale diritto è seriamente compromesso.

I dati raccolti dai sistemi di sorveglianza possono essere utilizzati anche a fini diversi dalla lotta contro la criminalità, creando un rischio di abuso da parte delle autorità o di accesso non autorizzato da parte di terze parti.

L’IA si controllo e sospetta di voi

Inoltre, la capacità dell’IA di identificare movimenti «sospetti» basandosi su modelli di comportamento può essere soggetta a errori o bias. Ciò potrebbe portare a situazioni in cui individui innocenti vengono considerati sospetti e finiscono ingiustamente sotto la lente delle forze dell’ordine. La decisione di effettuare un arresto o un’indagine non dovrebbe mai basarsi esclusivamente su una tecnologia automatizzata, ma dovrebbe essere supportata da una valutazione umana accurata ed etica.

La diffusione di sistemi di sorveglianza tecnologica sempre più invasivi rischia inoltre di creare una società trasparente in cui ci si sente costantemente osservati e controllati. Questo può portare a un clima di paura e sfiducia nei confronti delle istituzioni, minando la fiducia pubblica nelle forze dell’ordine e nell’apparato statale.

È importante considerare le implicazioni a lungo termine di queste tecnologie di sorveglianza prima di adottarle su larga scala. Mentre possono sembrare efficaci nell’affrontare specifici problemi di sicurezza, il prezzo da pagare in termini di privacy e libertà individuale potrebbe essere troppo alto.

L’arresto di David Zayas è solo un esempio dei rischi e delle sfide legate all’uso della sorveglianza tecnologica basata sull’IA.

È fondamentale che i governi e le autorità competenti si impegnino a garantire che queste tecnologie siano utilizzate in modo responsabile, in conformità con i diritti fondamentali dei cittadini e nel rispetto della privacy individuale. Solo così potremo bilanciare la sicurezza con la libertà e proteggere la nostra società da una sorveglianza invasiva e indiscriminata.