Neuralink: inserito il primo chip nel cervello di...un robot

Enrica Perucchietti

20 Luglio 2023 - 10:00

Neuralink ha mostrato un’immagine su Twitter riguardo ai primi test per impiantare il suo chip nel cervello degli esseri umani, spiegando che per ora l’azienda si sta esercitando soltanto sui robot.

Neuralink: inserito il primo chip nel cervello di...un robot

Usiamo una persona artificiale per esercitarci a posizionare l’impianto Neuralink”.

Con questo annuncio Neuralink ha mostrato un’immagine su Twitter riguardo ai primi test per impiantare chip nel cervello delle persone, spiegando che per ora l’azienda sta lavorando soltanto su «persone artificiali», ossia robot. Nella foto si notano gli esperti intenti a fare pratica con un cervello meccanico in vista dei test veri e propri.

La società fondata da Elon Musk, nota per i suoi progetti ambiziosi, ha ottenuto l’approvazione dalla FDA per sperimentazioni sull’uomo, ma al momento sta lavorando solo su robot.

Musk cerca di presentare Neuralink come una potenziale difesa contro il dominio dell’intelligenza artificiale ma questa narrazione sembra più un tentativo di giustificare i suoi piani futuristici e post’umani di ibridazione uomo-macchina, che una reale preoccupazione per la sicurezza dell’umanità.

Le preoccupazioni riguardanti la sicurezza dei dispositivi Neuralink sono state ben fondate. La FDA ha bocciato inizialmente il chip di Neuralink a causa dei rischi associati al sistema di batterie e alla sua capacità di ricarica transdermica.

Questi problemi potrebbero causare gravi danni al tessuto circostante in caso di guasto del dispositivo o di necessità di rimozione.

Inoltre, la triste sorte delle scimmie usate come cavie nel processo di sperimentazione di Neuralink è indicativa di una mancanza di attenzione etica. La morte e la sofferenza degli animali dovrebbero sollevare un dibattito serio sui rischi e i benefici di queste sperimentazioni, soprattutto quando coinvolgono la mente e il corpo umano.

Ibridazione uomo-macchina

Le affermazioni di Musk sull’integrazione uomo-macchina e sulla possibilità di fondersi con l’intelligenza artificiale sembrano esagerate e poco realistiche. Il fatto che gli smartphone ci abbiano già trasformato in una sorta di cyborg è discutibile, e il futuro che Musk immagina potrebbe comportare gravi conseguenze etiche e sociali, soprattutto se un governo globale dovesse sfruttare questa tecnologia per controllare e manipolare le persone.

La sperimentazione di Neuralink sull’essere umano è solo l’inizio di un percorso incerto e pieno di dubbi, che richiede una riflessione critica da parte di tutti noi, perché volta a spalancare le porte al transumanesimo.

La nuova tecnologia messa a disposizione da Neuralink con l’ambizioso obiettivo di combinare perfettamente gli esseri umani con i computer, di fatto rendendoci dei “sovraumani”, può aprire la porta allo scenario descritto da Yuval Noah Harari quando ha profetizzato la possibilità di hackerare gli esseri umani su vasta scala.

Il pupillo di Schwab ha, infatti, previsto che un governo globale raccoglierà e utilizzerà i dati su ogni persona per imparare a progettare corpi, cervelli e menti. La tecnologia verrà utilizzata per hackerare gli esseri umani e riprogettare il futuro della vita umana stessa.

Le leggi biologiche saranno eliminate e sostituite da un futuro transumanista, in cui gli esseri umani diventeranno animali hackerabili, manipolati e controllati.

E la sperimentazione di Neuralink sull’essere umano è solo inizio. L’inizio di uno scenario da incubo.