Nel libro dei sogni dell’UE, una nuova rete di trasporti civile (e militare)

Guido Salerno Aletta

25/10/2024

Tra progetti faraonici, date ambiziose e promesse di “crescita e occupazione”, l’Europa si lancia verso il futuro dei trasporti... o è solo l’ennesimo piano che resterà incompiuto?

Nel libro dei sogni dell’UE, una nuova rete di trasporti civile (e militare)

Alla fine, basta davvero poco per sognare ad occhi aperti un futuro meraviglioso: basta leggere i documenti della Commissione europea.
Altro che i mitici Piani quinquennali dell’URSS! Quello europeo, che punta al completo miglioramento della rete ferroviaria europea, è enormemente più ambizioso e ci impegnerà per i prossimi 25 anni, fino al 2050!

Il programma è chiaro: la “rete centrale”, quella che comprende i collegamenti più importanti tra le principali città, in pratica le Capitali, e i nodi, deve essere completata entro il 2030. La “rete estesa” deve essere completata entro i successivi, nel 2040. La “rete globale” che collega tutte le regioni dell’UE alla rete centrale e dovrà essere completato entro il 2050.

Un business colossale per tutte le imprese interessate, da quelle di costruzioni a quelle metalmeccaniche che realizzano motrici e vagoni, visto che si tratta di migliorare le infrastrutture al fine di consentire maggiore velocità di percorrenza: entro il 2040 l’intera “rete estesa” dovrà consentire di viaggiare ad almeno 160 Km/h. E poi, occorre adeguare le infrastrutture di sicurezza dotandole del sistema ERTMS (European Rail Traffic Management System) mettendo fuori uso i singoli sistemi nazionali. Inoltre, si dovranno realizzare le zone di interscambio multimodale, realizzare i collegamenti con gli aeroporti, preoccuparsi dei collegamenti urbani per promuovere la “zero and low emission mobility”

Ora è come allora: è dal 1993 che tutto è sempre meravigliosamente elaborato nei minimi dettagli per garantire “Crescita, Competitività ed Occupazione” all’Europa, con una sorta di Verità rivelata del da farsi! A quei tempi, il grande artefice era Jaques Delors, che per dieci anni ha ricoperto il ruolo di Presidente della Commissione europea, un traguardo ambiziosissimo cui si accinge con il secondo mandato la attuale Presidente Ursula Von der Leyen. Delors presentò un Libro Bianco in cui delineava le cause della crisi europea, che già allora durava da ben 25 anni, da ben prima quindi della pesantissima crisi energetica del 1973, visto che il numero dei disoccupati era crescente mentre la dinamica del prodotto si era infiacchita.

Ed è già da allora, parliamo del 1993, parliamo di trent’anni fa, che era stato messo nero su bianco questo set cinque obiettivi tra cui quello della realizzazione delle infrastrutture di trasporto, che saranno denominate TEN-T (Trans European Network- Transport).
Era, già allora, il solito elenco di obiettivi meravigliosi, che vale la pena di riportare per quanto erano e rimangono attuali ma ben poco realizzati:

1. semplificare il contesto normativo e fiscale;
2. facilitare l’attività delle imprese con iniziative volte a garantire il massimo grado di concorrenza e l’accesso al credito privato;
3. aiutare lo sviluppo delle piccole e medie imprese, spina dorsale del sistema economico europeo, tramite la cooperazione e la costruzione di reti;
4. lanciare il piano di realizzazione delle reti transeuropee;
5. promuovere una crescita dell’economia sostenibile sia sul piano della stabilità monetaria, che su quello ambientale.

La novità, stavolta, è quella di migliorare le reti ferroviarie, anche per adeguarle alle esigenze della Military Mobility manifestatesi dopo la “non provocata invasione dell’Ucraina da parte della Russia”, realizzando una infrastruttura dual use, civile e militare. Bisogna poter spostare rapidamente, con un breve preavviso ed in larga scala, personale, mezzi ed apparati, all’interno dell’Unione ed oltre (within and beyond the EU ) … chissà se fino a Mosca!

Argomenti