Nel 2025 ci sarà l’Ipo più grande della storia

Claudia Cervi

2 Dicembre 2024 - 16:03

Boom di offerte pubbliche nel 2025, trainato dal settore tech. Tra le 8 aziende pronte al debutto in borsa, una punta alla raccolta più grande della storia di Wall Street.

Nel 2025 ci sarà l’Ipo più grande della storia

Nel 2025 ci sarà l’Ipo più grande della storia, proseguendo il trend crescente del mercato delle offerte pubbliche, che nel 2024 ha raggiunto quasi 30 miliardi di dollari (+130% rispetto al 2023). Conferme positive arrivano anche dall’ETF Renaissance IPO, che traccia la performance delle società appena quotate fino a tre anni dopo la quotazione, è aumentato del 28% da inizio anno, superando di poco il rendimento del 27% e del 26% dell’S&P 500 e del Nasdaq-100: la performance positiva segnala il buon andamento delle Ipo recenti.

Per il 2025, le previsioni indicano una raccolta fino a 40 miliardi di dollari per 80-85 nuove Ipo, sostenute da un contesto macroeconomico più favorevole e da possibili tagli ai tassi di interesse. Secondo Goldman Sachs, il numero di aziende pronte a quotarsi potrebbe più che raddoppiare rispetto al 2024 grazie a una normativa più favorevole da parte dell’Amministrazione Trump.

Tra le protagoniste delle prossime Ipo, spiccano aziende dell’e-commerce, dei servizi finanziari, della pubblicità digitale e dell’intrattenimento, pronte a rivoluzionare i rispettivi settori. Ecco le Ipo pronte a decollare nel 2025, in ordine crescente di valutazione.

1) ServiceTitan

ServiceTitan è una società di software cloud, specializzata nella collaborazione con fornitori di servizi per la casa come aziende di riscaldamento, ventilazione e condizionamento (HVAC), idraulica, coperture ed elettricità per aiutarle a gestire meglio le loro attività. La società ha depositato i documenti per la quotazione alla Sec il 18 novembre scorso, dopo aver raccolto 1,5 miliardi di dollari in finanziamenti privati.

Positivi i risultati finanziari del primo semestre 2024, con ricavi cresciuti del 26% rispetto allo stesso periodo del 2023 e perdite nette diminuite del 12%. L’Ipo di ServiceTitan potrebbe valere circa 7,3 miliardi di dollari, nonostante abbia ricevuto una valutazione di 9,5 miliardi nel 2021.

2) Cerebras Systems

Cerebras Systems, azienda tecnologica che opera nel settore dei semiconduttori ottimizzati per l’intelligenza artificiale, vede nell’Ipo un’opportunità per fare concorrenza alle big tech come Nvidia, Advanced Micro Devices e Intel. Nonostante un aumento dei ricavi del 220% nel 2023, la sua quotazione è stata rinviata a fine ottobre per problemi burocratici. Questo perché l’87% dei ricavi dell’azienda proviene da un unico cliente, G42, una società di intelligenza artificiale degli Emirati Arabi Uniti. Secondo le autorità statunitensi, questo comporta il rischio che la Cina possa accedere alla tecnologia AI degli USA tramite questo investimento.

L’Ipo di Cerebras Systems punta a raccogliere tra i 7 e gli 8 miliardi di dollari.

3) Klarna

Klarna è un’azienda fintech svedese, leader dei pagamenti BNPL. La società ha depositato presso la Sec i documenti per la quotazione in borsa lo scorso 13 novembre, senza tuttavia definire l’intervallo di prezzo e altri dettagli utili per gli investitori. Secondo gli esperti, tuttavia, l’azienda potrebbe raccogliere fino a 14,6 miliardi di dollari.

4) StubHub

StubHub è il più grande sito di compravendita di biglietti online per competizioni sportive, concerti, opere teatrali e altri eventi dal vivo. Dopo la fusione con Viagogo, completata a settembre, ora l’azienda punta a quotarsi in borsa con una valutazione stimata in 16,5 miliardi di dollari.

Dagli ultimi report finanziari, si osserva che i ricavi medi annuali si attestano a quasi 1 miliardi dollari.

5) CoreWeave

CoreWeave è una piattaforma cloud di intelligenza artificiale con sede nel New Jersey che vanta partnership con Nvidia e altre aziende tecnologiche. Negli ultimi 12 mesi, l’azienda ha raccolto 12 miliardi di dollari in un mix di debito e finanziamenti di rischio, con una valutazione che è salita dai circa 2 miliardi di dollari di maggio 2023 ai 19-20 miliardi di dollari di oggi. L’azienda, che deve competere con i grandi fornitori di servizi di cloud computing, come Azure del gigante tecnologico Microsoft e AWS di Amazon, affitta l’accesso alle costosissime Gpu utilizzate per l’intelligenza artificiale. Secondo gli esperti, l’Ipo di CoreWeave potrebbe raggiungere i 35 miliardi di dollari.

6) Stripe

Quella di Stripe potrebbe essere una delle più grandi Ipo del 2025, secondo gli esperti. Sebbene non sia ancora stata annunciata una data per l’offerta pubblica, la valutazione della fintech fondata nel 2010 potrebbe raggiungere i 70 miliardi di dollari.

7) OpenAI

L’Ipo di OpenAI potrebbe rappresentare una delle offerte pubbliche iniziali più rilevanti degli ultimi anni. Con una valutazione attuale di 150 miliardi di dollari, dopo l’ultimo round di finanziamento da 6,5 miliardi di dollari, l’azienda di intelligenza artificiale sta diventando una delle startup più preziose al mondo. Nonostante un modello di business no profit, OpenAI potrebbe considerare la possibilità di trasformarsi in una società a scopo di lucro, un passo che potrebbe aprire le porte a una quotazione in borsa. La mossa di rendere pubblica l’azienda potrebbe portare numerosi vantaggi, tra cui l’accesso a capitali freschi e a nuovi contratti aziendali, ma comporterebbe anche sfide legate a una maggiore sorveglianza e costi operativi più elevati. Se OpenAI dovesse seguire il percorso dell’Ipo, il valore delle sue azioni potrebbe essere influenzato da fattori come la capacità di generare entrate, l’espansione delle sue offerte di abbonamento e il crescente interesse per l’intelligenza artificiale.

8) SpaceX

L’Ipo di SpaceX potrebbe essere la più ricca della storia di Wall Street. La società aerospaziale di Elon Musk controlla due terzi di tutti i satelliti globali attivi tramite Starlink, la sua rete satellitare, con oltre 4 milioni di clienti in tutto il mondo. Secondo indiscrezioni di stampa, la società ha in corso trattative per vendere azioni privilegiate al prezzo di 135 dollari ad azione, che potrebbero far aumentare il valore dell’Ipo a 255 miliardi di dollari.

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