Nel 2021 fatturava 600 milioni, oggi sfiora i 3 miliardi. Il boom in Borsa (+150%) di questa azienda italiana

Claudia Cervi

28 Gennaio 2026 - 11:56

Ricavi quadruplicati e titolo a +150% in Borsa. Ecco come NewPrinces è diventata uno dei casi più interessanti di Piazza Affari.

Nel 2021 fatturava 600 milioni, oggi sfiora i 3 miliardi. Il boom in Borsa (+150%) di questa azienda italiana

Nel 2021 fatturava 600 milioni di euro. Oggi sfiora i 3 miliardi di ricavi. E negli ultimi anni, in Borsa, il titolo ha messo a segno un +150%.

È la storia di NewPrinces, ex Newlat Food. Un gruppo agroalimentare italiano che fino a poco tempo fa era considerato una società solida ma poco interessante e che oggi è diventato uno dei casi di rivalutazione più evidenti di Piazza Affari.

Non è una startup né una scommessa speculativa. La crescita nasce da una strategia industriale precisa, fatta di acquisizioni, integrazione e salto di scala. Ed è proprio questo mix che ha convinto il mercato a rivalutare il titolo con una velocità sorprendente.

Come NewPrinces è passata da 600 milioni a quasi 3 miliardi di fatturato

La crescita esplosiva di NewPrinces nasce da una strategia industriale precisa e aggressiva. Nel 2021 Newlat Food chiudeva l’anno con ricavi intorno ai 600 milioni di euro, posizionandosi come un player italiano del food con marchi storici e una forte presenza nella private label per la grande distribuzione. Dimensioni rispettabili, ma lontane anni luce dai grandi gruppi europei del settore.

Il salto di scala arriva attraverso una serie di acquisizioni, culminate nel 2024 con l’operazione che ridefinisce completamente il perimetro aziendale. L’acquisto di Princes, storico gruppo britannico dell’alimentare, rappresenta la mossa decisiva che trasforma Newlat in NewPrinces e la catapulta in una dimensione completamente diversa. Con questa operazione il gruppo si struttura come un aggregatore agroindustriale paneuropeo, attivo in conserve vegetali e ittiche, pasta e derivati ​​del grano, lattiero-caseario, bevande e succhi, oltre alla già consolidata presenza nella private label.

Il risultato finale è chiaro: nel 2024 NewPrinces presenta un fatturato combinato di circa 2,7 miliardi di euro, più che quadruplicati rispetto a tre anni prima. In termini percentuali si parla di una crescita superiore al 340%, numeri che raramente si vedono in settori maturi come quello alimentare. Va detto chiaramente che questa non è crescita organica ma una crescita per salti, costruita attraverso operazioni straordinarie. Il modello del gruppo si basa sull’acquisizione di asset industriali già esistenti che vengono poi integrati nella piattaforma produttiva puntando su volumi, efficienza e sinergie di costo.

Perché il titolo ha guadagnato il 150% e cosa aspettarsi ora

Il mercato ha iniziato a riprezzare seriamente NewPrinces a partire da metà 2024, dopo la chiusura dell’operazione Princes e la presentazione del nuovo piano industriale. Da quel momento il titolo ha messo a segno un rally impressionante di circa il 150%. Ora però il titolo è entrato in una fase di consolidamento laterale, senza continuare a correre ma anche senza invertire il rotta. È una dinamica tipica quando il mercato ha già prezzato la trasformazione e ora chiede prova concreta operativa, aspettando numeri più leggibili sul nuovo perimetro aziendale.

Il vero tema che gli investitori guardano ora non è tanto la crescita dei ricavi, già acquisita attraverso le operazioni straordinarie, quanto la capacità di generare cassa, ridurre gradualmente la leva finanziaria e realizzare le sinergie promesse. Nel 2024 il gruppo ha comunicato un EBITDA rettificato di circa 178 milioni di euro a fronte di 2,7 miliardi di ricavi, con un margine intorno al 6,4%, numeri coerenti con un settore che non brilla per alta marginalità ma che crea valore attraverso scala industriale ed efficienza. La domanda che il mercato si pone è semplice: NewPrinces riuscirà a gestire il debito contratto per le acquisizioni senza compromettere margini e flussi di cassa? La risposta arriverà nei prossimi trimestri e determinerà se il consolidamento attuale si trasformerà in una nuova fase di apprezzamento verso i target degli analisti (a 28,50 euro, con un upside potenziale del 45%) o se il titolo resterà bloccato in un lungo movimento laterale.

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