Il motore navale amico dell’ambiente non è sicuramente a diesel, ma neanche a idrogeno. Questo modello ad ammoniaca promette una riduzione del 90% dei gas serra emessi.
Si punta sull’idrogeno per ridurre il massiccio inquinamento atmosferico e idrico causato dal trasporto marittimo alimentato a diesel, ma la soluzione potrebbe essere nell’ammoniaca. Il nuovo motore navale alternativo a cui sta lavorando WinGd, società svizzera con collaborazioni internazionali, ha compiuto un altro passaggio cruciale, completando con successo il test di accettazione in fabbrica sul motore.
Ciò non significa che da domani i motori ad ammoniaca sostituiranno quelli tradizionali a gasolio o le alternative a idrogeno, ma è pur sempre un tassello fondamentale per la commercializzazione. Per un vero vantaggio ambientale, però, dovranno essere dedicati sforzi adeguati nella produzione di ammoniaca verde, senza la quale tutto il progetto di decarbonizzazione in cui rientra il motore di WinGd perderebbe significato. E su questo punto c’è da dire che la corsa non sta seguendo lo stesso ritmo dell’azienda svizzera, pur non essendo la sola ad attirare l’attenzione sull’ammoniaca per l’alimentazione navale.
Arriva il motore navale ad ammoniaca
WinGd non ha certo improvvisato. Sta lavorando a un modello di motore navale prevalentemente ad ammoniaca da anni, raggiungendo graduali ma costanti traguardi. Nel dettaglio, ha sviluppato un motore a due tempi a doppio combustibile, per l’appunto l’ammoniaca e il diesel, nel limite del 5% circa, impiegato come carburante pilota per avviare la combustione. Non è completamente ad ammoniaca, ma permette comunque di ridurre notevolmente le emissioni inquinanti rispetto ai classici motori marini completamente a gasolio.
Secondo l’azienda, infatti, il suo motore X72DF-A permette di ridurre del 90% le emissioni di gas serra rispetto alla controparte alimentata a solo diesel. Di fatto, una soluzione di questo genere applicata su larga scala permetterebbe di ridurre in maniera significativa l’inquinamento prodotto dal trasporto marittimo, coerentemente con gli obiettivi internazionali. Basti pensare che secondo i dati dell’Organizzazione marittima internazionale il trasporto via mare è da solo causa del 3% delle emissioni globali di anidride carbonica, una percentuale considerevole per un solo settore, peraltro in costante crescita.
Come si è visto negli anni, tuttavia, trovare delle alternative funzionali, convenienti ed efficaci ai combustibili fossili è molto difficile. La società svizzera ha ottenuto risultati importanti in questo senso, perché il motore X72DF-A ha ottenuto le rigorose certificazioni richieste per essere ora installato su un trasportatore sparsi a carico completo da 210.000 tonnellate ordinato dal gruppo navale belga Cmb.Tech. Nel frattempo, anche altre aziende di tutto il mondo, tra cui MAN Energy Solutions e Wärtsilä, stanno lavorando ad alternative ad ammoniaca. È ormai chiaro che, pur con i suoi svantaggi, sarà cruciale per il trasporto navale.
Riduce le emissioni di gas serra del 90%, ma non solo
Come anticipato, il principale punto di forza del motore navale ad ammoniaca è il ridotto impatto ambientale, vero ago della bilancia nel confronto con alternative più o meno inquinanti. WinGd ha stimato una riduzione del 90% di emissioni dei gas serra, ma per arrivare a questa percentuale è necessario utilizzare ammoniaca verde, vale a dire prodotta dall’idrogeno verde. Di conseguenza, servirà ancora tempo per pensare di estendere il motore svizzero su larga scala, visto che il primo impianto di produzione di ammoniaca verde è stato inaugurato in Danimarca soltanto nel 2024.
Al di là di questo, visto che è solo questione di tempo per una produzione più elevata, l’ammoniaca presenta svantaggi rispetto ad altri carburanti e anche all’idrogeno stesso, a partire dai più elevati costi produttivi e dalla minore efficienza energetica. I costi sono però più che compensati dal risparmio nella gestione, nel trasporto e nello stoccaggio, soprattutto per la possibilità di sfruttare infrastrutture già presenti. Per le navi, inoltre, è più facile e sicura da trasportare, ecco perché si sta consolidando come vera alternativa all’idrogeno e non come mero mezzo per veicolare l’idrogeno.
D’altra parte, la combustione dell’ammoniaca richiede una maggiore prudenza, perché può formare sostanze nocive (e forti gas serra). Aziende come WinGd sono comunque fiduciose di poter mettere a punto sistemi ottimali, come dimostrano i motori in arrivo, quindi non resta che auspicare un’adeguata crescita produttiva.