Myanmar: almeno 100 manifestanti uccisi

Marco Ciotola

27 Marzo 2021 - 23:56

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Si parla già di “giorno della vergogna”. Dalla TV di Stato minacce di “colpi di pistola alla testa”

Myanmar: almeno 100 manifestanti uccisi

Una situazione completamente degenerata quella di scene in Myanmar, dove si delinea un quadro odierno di almeno 100 manifestanti uccisi dalle cosiddette «forze di sicurezza».

Ma dai vertici militari alla guida del colpo di stato che sta scuotendo il Paese asiatico continuano a parlare di ’azioni a protezione del popolo’, e di “militari che si battono per la democrazia”.

Oggi fin dalle prime ore del mattino i manifestanti hanno marciato per le strade di Yangon, Mandalay e altre città, sfidando gli scioccanti avvertimenti diffusi tramite la tv di Stato: “rischiate di essere colpiti alla testa e alla schiena”:

Si tratta forse del giorno peggiore dal colpo di stato dello scorso primo aprile, tanto che si parla - tra media e le poche voci degli oppositori che trovano spazio - di “giorno di vergogna per le forze armate” .

Myanmar: 100 manifestanti uccisi

Quello odierno segna purtroppo il giorno più sanguinoso dal colpo di stato per il Myanmar, un giorno che porta il numero di civili uccisi a 400.

La repressione si è abbattuta feroce sulle decine di migliaia di manifestanti in protesta contro la deriva militare che sta sconvolgendo il Paese.

Stando alle informazioni che arrivano, ci sarebbe persino un bambino di appena 5 anni tra le 14 vittime registrate per le strade di Mandalay. Il portale locale Myanmar Now segnalava 64 persone uccise nel primo pomeriggio italiano.

Numero cresciuto notevolmente nelle ore successive, fino ad arrivare agli attuali 100 morti, nel giorno in cui l’esercito celebra la Giornata delle Forze Armate.
Tra le vittime registrate a Yangon, la più grande città del Myanmar, ci sarebbe anche un noto calciatore locale stando a quanto segnalato da Reuters:

Ci stanno uccidendo come uccelli, anche all’interno delle nostre stesse case; ma continueremo a protestare a prescindere: dobbiamo combattere fino alla caduta della dittatura militare”,

è una delle testimonianze raccolte dalla CNN.

Intanto dopo aver organizzato e partecipato direttamente a una parata militare nella capitale Naypyitaw, l’Alto Generale Min Aung Hlaing ha ribadito la promessa di tenere le “regolari elezioni”, dopo aver di fatto rovesciato il governo della leader eletta Aung San Suu Kyi.

Unione europea e Stati Uniti hanno condannato con forza le violenze odierne, dopo che già il presidente USA Joe Biden aveva sanzionato i leader militari del Myanmar, impedendo inoltre ai generali di ottenere accesso improprio al miliardo di dollari in fondi del governo birmano detenuto negli States.

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