Mutuo cointestato, cosa succede in caso di separazione o divorzio

Patrizia Del Pidio

14 Settembre 2026 - 08:40

La separazione o il divorzio non hanno effetti sul mutuo cointestato, entrambe le parti restano responsabili verso la banca, indipendentemente dagli accordi. Guida pratica tra obblighi e tutele.

Mutuo cointestato, cosa succede in caso di separazione o divorzio

La separazione e il divorzio non estinguono né modificano automaticamente il mutuo cointestato. I coniugi restano entrambi responsabili in solido nei confronti della banca per il pagamento dell’intera rata poiché entrambi hanno sottoscritto il contratto.

Il principio di responsabilità solidale, previsto dall’articolo 1292 del Codice Civile, è un legame giuridico che non si scioglie con la fine del matrimonio. I rapporti interni tra coniugi nulla hanno a che fare con i rapporti esterni con l’istituto di credito.

Quando si firma un contratto di mutuo cointestato i coniugi non si assumono il dovere di versare il 50% della rata ognuno, ma firmano una garanzia totale e incrociata: per la banca esiste un unico debito e i due firmatari del mutuo vengono considerati come un soggetto debitore unico. In caso di morosità o ritardi, la banca ha il diritto di chiedere il pagamento del 100% della rata a uno dei due, indipendentemente da chi è la causa del mancato pagamento.

Le soluzioni percorribili dipendono sia dai rapporti tra le persone coinvolte, sia anche dall’età del mutuo stesso. A seconda della quantità di rate mancanti per l’estinzione del mutuo, infatti, ci possono essere soluzioni più o meno vantaggiose.

Se invece non si dovesse trovare un accordo, neanche prendendo in esame tutte le soluzioni possibili, sarà necessario l’intervento di un giudice. Di seguito quindi le informazioni necessarie riguardo le diverse opzioni in caso di separazione.

Mutuo cointestato e separazione: chi paga le rate?

Prima di cominciare, è necessario specificare come funziona il mutuo cointestato, in breve. Quando viene utilizzato, la banca concede un prestito alle persone parte della coppia. Questo significa che entrambi sono parti contraenti. Sono quindi tenuti tutti e due a pagare le rate del mutuo, da contratto, e la banca può rivalersi su entrambi anche quando è solo una persona a non versare quanto dovuto.

Come risultato, la proprietà dell’immobile acquistato con il mutuo cointestato è di tutti e due i coniugi. Ma chi è che deve pagare le rate in caso di separazione?
Quando due coniugi decidono di separarsi, sono comunque obbligati a continuare a pagare il mutuo cointestato. In teoria, quindi, si può anche scegliere di non fare nulla, dando alla banca quanto dovuto.

Separazione e mutuo: le opzioni

La possibilità di continuare a pagare le rate del mutuo cointestato dopo la separazione, senza modificare nulla, è la più semplice. È però una soluzione percorribile solo nel caso in cui i rapporti tra ex coniugi rimangano amichevoli.

Da tenere presente che l’assegnazione della casa non cancella il debito né lo sposta in capo all’uno e all’altro membro della coppia. Se la casa è assegnata, per esempio, alla moglie, il marito è tenuto a continuare a pagare il mutuo cointestato per la propria percentuale.

Anche se i coniugi trovano un accordo privato (ad esempio che la moglie assegnataria continuerà a pagare il mutuo da sola), l’accordo ha valore solo tra di loro, se la moglie smette di pagare, la banca può pignorare i beni di entrambi.

In alternativa si possono percorrere altre vie quali:

  • accollo interno, solo uno dei coniugi paga le rate del mutuo. In questo accordo non viene coinvolta la banca;
  • accollo esterno, in questo caso uno dei coniugi esce dal contratto, ma è necessario il benestare della banca;
  • vendita dell’immobile;
  • estinzione anticipata del mutuo cointestato.

L’estinzione anticipata è una possibilità utilizzata di rado, e solitamente solo quando mancano pochissime rate alla fine naturale del mutuo stesso. Infatti si tratta dell’opzione più dispendiosa e per questo non disponibile a tutti. Le altre, invece, le analizzeremo in modo più approfondito di seguito.

Accollo interno e mutuo cointestato

Durante la fase di separazione, quando si va a calcolare il valore dell’assegno di mantenimento, gli ex-coniugi possono scegliere questa opzione. In pratica solo uno dei due coniugi si occuperà di pagare le rate. Spesso in questo caso a farlo è la persona con lo stipendio maggiore, e il pagamento della rata del mutuo cointestato servirà anche per calcolare il valore dell’assegno di mantenimento.

Questo accordo, detto “accollo interno”, avviene tra i due ex-coniugi, e non prevede la presenza della banca, che rimane esterna. Proprio per questo, per la banca il mutuo rimane cointestato a entrambi. Significa quindi che in caso di necessità potrà rivalersi su tutti e due gli ex-coniugi.

L’accollo esterno

L’accollo esterno è un’altra soluzione per risolvere il problema del mutuo cointestato in caso di separazione o divorzio. In questo caso viene coinvolta anche la banca.

Si può decidere di rinegoziare il mutuo, facendo sì che solo uno degli ex-coniugi ne diventi unico intestatario.

Chiaramente, la banca potrà scegliere di non accettare di rinegoziare. Si può sempre scegliere di surrogare il mutuo, ovvero trasferirlo in una nuova banca. Il nuovo istituto bancario si occuperà di determinare un nuovo piano di ammortamento. Questo verrà fatto riferendosi a un solo soggetto, facendo sì che il mutuo smetta di essere cointestato.

Attenzione, con l’accollo esterno, chiamato anche accollo liberatorio se la banca libera esplicitamente il debitore cedente, chi si accolla il mutuo non diventa automaticamente unico proprietario della casa: a stabilire la proprietà non è il mutuo, ma il rogito. In ogni caso il coniuge che provvede al pagamento può chiedere all’altro coniuge il rimborso della sua metà rata del mutuo (a stabilirlo è l’articolo 1299 del Codice Civile).

Se il coniuge che rileva il mutuo intende diventare unico proprietario della casa, dovrà liquidare all’altro la quota di immobile spettante tramite un atto di compravendita o un accordo di trasferimento patrimoniale in sede di separazione.

Si può vendere l’immobile?

Un’altra opzione per risolvere il problema del mutuo cointestato dopo la separazione è la vendita dell’immobile. Una volta venduto i soldi verranno utilizzati per estinguere il mutuo, e i rimanenti verranno divisi equamente tra le parti.

Solitamente quando ci sono dei figli nella coppia, questa opzione viene spesso scartata. Infatti la casa acquistata con il mutuo cointestato è spesso la casa di famiglia.

Mutuo e separazione: cosa conviene?

Tra le diverse opzioni disponibili, è impossibile trovare quella migliore. Molto dipende dalla situazione della famiglia, dalle possibilità economiche, e dallo stato del mutuo.

Una coppia separata che ha da poco aperto un mutuo cointestato, può considerare come soluzione migliore la vendita della casa. Al contrario, quando il prestito è ormai quasi estinto si preferirà portarlo a termine, magari pagandolo per intero prima del tempo.

Per poter avere la risposta giusta alla domanda “cosa fare del mutuo cointestato quando ci si separa?” bisognerà valutare attentamente la propria situazione.

Conseguenze patrimoniali e creditizie

Il mutuo cointestato dopo la separazione comporta rischi per entrambe le parti. La capacità creditizia di entrambi gli intestatari rimane bloccata: anche se a pagare è solo uno dei due ex coniugi, l’importo totale del mutuo risulterà presente nel sistema di informazioni creditizie di entrambi. Questo comporta che fino all’estinzione del mutuo cointestato entrambi avranno difficoltà di accesso a chiedere un nuovo finanziamento poiché il rapporto rata-reddito risulterà già gravato.

Se uno dei due ex coniugi subisce un tracollo finanziario la banca potrebbe rivalersi sulla casa cointestata, facendo un danno anche al coniuge che non ha problemi creditizi.