Multa per sosta in parcheggio a tempo limitato con disco orario mancante o scaduto: c’è tolleranza? Quando scatta la multa? Ecco ciò che devi sapere
Ogni automobilista lo sa: in alcuni parcheggi serve esporre, ben visibile, il disco orario. In alcuni spazi concessi dal Comune per poter sostare gratuitamente bisogna infatti indicare il proprio orario di arrivo. Come è noto, in queste aree, la sosta massima è limitata, così da permettere una costante rotazione dei posteggi. Poiché siamo obbligati a liberare il parcheggio entro il tempo massimo indicato dalla segnaletica, tramite questo dispositivo possiamo segnalare il nostro orario di arrivo e, qualora ci fossero dei controlli, mostrare la durata della nostra sosta.
Cosa accade se posteggiamo in zone sottoposte a restrizioni temporali della sosta, dimenticando di esporre il disco orario o di indicare l’orario?
Vediamo quando va utilizzato e quali sono le sanzioni previste se non viene esposto correttamente sul cruscotto o si posticipa l’orario di arrivo. Termini e modalità per il ricorso.
Disco orario, quando va esposto?
In primo luogo osserviamo come è precisamente descritto e regolato in Italia il disco orario. La sosta con disco è prevista dall’articolo 157 del Codice della Strada. Nella sezione “Arresto, fermata e sosta dei veicoli”, al comma 6, si prevede che:
Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione.
Cosa vuol dire?
Il disco orario deve essere esposto sul cruscotto indicando l’ora in cui ci si è fermati ogni volta che si posteggia la propria vettura negli spazi delimitati dalle strisce bianche orizzontali accompagnate da segnali stradali verticali con il simbolo del disco e l’indicazione del tempo massimo di stazionamento.
Le zone dove deve essere utilizzato il dispositivo sono indicate con apposita segnaletica che mostra anche il minutaggio totale durante il quale un mezzo può rimanere parcheggiato.
Nel caso in cui un automobilista non sia in possesso di un disco orario, ovvero il classico dispositivo di cartoncino o di plastica che permette di esporre l’orario di arrivo muovendo l’apposita rotellina, è comunque possibile indicare l’orario di arrivo con un foglio di carta, scrivendo a chiare lettere l’orario di arrivo ed esponendolo ben visibile sul cruscotto. La normativa non impone infatti un modello specifico di disco, purché l’orario sia chiaramente leggibile.
Multa per disco orario, l’importo delle sanzioni
Il parcheggio a tempo limitato con disco orario prevede una multa in caso di mancata esposizione del dispositivo con indicazione dell’ora.
In base a quanto disposto dall’articolo 157 del Codice della Strada, chiunque parcheggi in un’area di sosta a tempo limitato senza utilizzare il disco orario, e quindi senza indicare l’ora di arrivo, è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa che va da euro 42 a euro 173.
La sanzione può essere ridotta del 30% se il pagamento viene effettuato entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale, secondo quanto previsto dalla normativa generale sulle sanzioni amministrative.
Attenzione: la norma prevede non solo una multa per disco orario non esposto, ma anche una multa per disco orario scaduto o utilizzato in modo non corretto.
È quindi possibile ricevere:
- una multa per prolungamento della sosta oltre i limiti consentiti (ad esempio: sosta consentita per 30 minuti, arrivo alle 12:30 e veicolo ancora parcheggiato alle 14:00);
- una multa per posticipo dell’orario di arrivo (si parcheggia alle 11:30 ma si indica come orario di arrivo le 12:00).
In questi casi si applica una sanzione amministrativa che va da euro 26 a euro 102, anch’essa riducibile del 30% se pagata entro 5 giorni, e la sanzione è applicata per ogni periodo di tempo per il quale la violazione si protrae.
Facciamo un esempio: se la durata massima della sosta è di 1 ora e il tempo risulta scaduto da 2 ore, la sanzione potrà essere pari a 26 × 2 = 52 euro (considerando il minimo edittale).
In linea generale non è prevista la rimozione del veicolo, salvo che non sia espressamente indicata dalla segnaletica o che il mezzo costituisca intralcio alla circolazione o pericolo per la sicurezza stradale.
Si segnala inoltre che i veicoli al servizio di persone con disabilità, muniti di regolare contrassegno, non sono soggetti ai limiti temporali della sosta con disco orario, ai sensi dell’articolo 188, comma 3, del Codice della Strada.
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Come contestare la multa per disco orario: il ricorso
Una multa per mancata esposizione del disco orario può essere contestata, ad esempio, in presenza di vizi di forma del verbale: errata indicazione della norma violata, mancanza o errore nella targa del veicolo, dati anagrafici incompleti del trasgressore, o indicazione errata della data dell’infrazione.
Tali vizi riguardano la modalità di compilazione del verbale.
È inoltre possibile contestare vizi sostanziali, ossia errori relativi ai fatti contestati, alle circostanze o alla descrizione della violazione. Si pensi, ad esempio, al caso in cui l’agente accertatore indichi erroneamente che il veicolo fosse parcheggiato in uno stallo riservato al Corpo Diplomatico, quando invece la sosta avveniva su strisce bianche.
Il ricorso può essere proposto anche qualora dal verbale non risulti chiaramente se la sanzione sia stata elevata per mancata esposizione del disco, per superamento del tempo consentito o per indicazione di un orario di arrivo posticipato. In tali casi, il ricorrente può anche avvalersi di testimoni a supporto della propria versione dei fatti.
È inoltre possibile contestare la multa quando il superamento del tempo massimo o la mancata esposizione del disco sia dipesa da una causa di forza maggiore, da uno stato di necessità o da un evento imprevedibile e urgente, come un improvviso malore, il trasporto urgente di un familiare al pronto soccorso o un furto subito.
In questi casi è necessario produrre documentazione idonea a dimostrare quanto accaduto (certificazioni mediche, denuncia di furto, ecc.).
Infine, la multa può essere contestata anche in presenza di segnaletica non visibile, deteriorata, coperta dalla vegetazione o comunque non chiaramente leggibile.
Quali sono i termini per il ricorso?
Il termine per proporre ricorso è di 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale.
Il ricorso può essere presentato al Comando di Polizia Municipale che ha elevato la sanzione oppure direttamente al Prefetto, entro 60 giorni dalla notifica, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite gli strumenti telematici previsti.
In alternativa è possibile ricorrere al Giudice di Pace del luogo in cui è stata commessa l’infrazione, entro 30 giorni dalla notifica del verbale.
In caso di mancato pagamento e di mancata proposizione del ricorso nei termini previsti, l’ente creditore avvierà la procedura di riscossione coattiva, con iscrizione a ruolo e successiva notifica della cartella di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
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