Ecco i motivi per cui ci sarà un nuovo lockdown, parola di Marco Mori

Con molta probabilità anche nel nostro Paese sarà introdotto un nuovo lockdown, ma quali sono i motivi che spingeranno il governo a prendere questa decisione? Ne parla l’avvocato Marco Mori

L’introduzione di un nuovo lockdown sembra ormai cosa certa, sempre più Stati infatti stanno introducendo nuove misure restrittive per fronteggiare l’incremento delle nuove infezioni, come è accaduto a Madrid, ed anche nel nostro Paese si sta paventando l’ipotesi di introdurre delle nuove restrizioni localizzate.

Secondo l’avvocato Marco Mori, i motivi che spingono gli Stati ad introdurre nuove chiusure sono molto chiari, come ha precisato nel corso di un’intervista per Money.it: “Vogliono dare un ulteriore colpo alle economie europee”.

I motivi per cui ci sarà un nuovo lockdown

Mori precisa che con molta probabilità non sarà imposto nuovamente un lockdown generalizzato, come ha più volte rassicurato anche il premier Conte, ma piuttosto saranno attuate delle azioni a macchia di leopardo, ma semplicemente in singole zone, in singole città o aree più o meno vaste legate appunto ai casi che vengono trovati”.

I motivi per cui saranno attuate queste restrizioni tuttavia non sono da ritrovarsi nella prevenzione e nella riduzione dei nuovi casi, ma solamente in pretesti economici e politici, infatti continua Mori, “si vuole che non ci sia più alcun tipo di resistenza laddove poi in cambio dei fondi che arriveranno nel 2021 verrà stabilita un’agenda di riforme politiche che verranno chieste dall’Unione europea. Si vuole che gli Stati arrivino a quel momento nelle peggiori condizioni possibili in modo che la loro volontà non conti niente.

Trovandosi in una condizione di bisogno quindi i vari Paese non potranno contraddire le decisioni prese dall’alto, e dovranno eseguire “senza fiatare”. Questi intenti si sono cominciati a palesare soprattutto quando le istituzioni hanno iniziato a “pompare tutto questo anche quando non c’era nessun tipo di problema”.

Il COVID è una crisi sfruttata da chi detiene il potere

Con molta probabilità le nuove restrizioni saranno introdotte nei mesi di ottobre o novembre, poiché con l’arrivo della stagione fredda aumenteranno anche i casi di altre patologie, come l’influenza, e non appena “avremo le terapie intensive un pochino più piene scatterà un nuovo lockdown”, spiega l’avvocato.

L’intento delle istituzioni quindi è quello di lanciare l’allarme, aumentando anche la capacità diagnostica in modo da trovare quanti più casi possibili, con l’unico intento di seminare la paura e il panico, senza accennare al fatto che “le persone che sono positive non hanno praticamente nulla e nella stragrande maggioranza dei casi non viene assolutamente menzionato, si menziona casomai il singolo caso che finisce in terapia intensiva, cosa che capitava anche con la normale influenza purtroppo”. Mori conclude affermando che:

“Il COVID purtroppo è il classico esempio di quelle crisi che vengono abilmente sfruttate da chi detiene il potere”.

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